TMC 2

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TMC 2
Logo dell'emittente
Paese Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista
Target giovani, adulti
Versioni TMC 2 576i (SDTV)
(data di lancio: 1º giugno 1996)
Data chiusura 1º maggio 2001
Sostituisce Videomusic
Sostituito da MTV Italia
Canali affiliati TMC
Editore Cecchi Gori Communications (1996-2000)
Telecom Italia Media (2000-2001)

TMC 2 è stata un'emittente televisiva italiana.

Nata il 1º giugno 1996 dalla trasformazione di Videomusic, fu voluta dalla nuova proprietà di Vittorio Cecchi Gori, nell'obiettivo di dare vita al "terzo polo televisivo italiano", costituito dai due canali del Network Tele Monte Carlo, TMC e TMC 2, e che prevede, tra le altre cose, l'inserimento nel palinsesto dei film del catalogo Cecchi Gori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita e la programmazione musicale[modifica | modifica wikitesto]

Per i mesi iniziali i loghi di Videomusic e TMC 2 coesistettero; dall'una di notte fino alle 18:00 erano presenti entrambi i loghi, dalle 18:00 alle 01:00 invece appariva unicamente il logo di TMC 2.

La scelta editoriale del gruppo è quella di dare vita a una televisione generalista rivolta ad un target giovanile, dunque in diretta concorrenza con Italia 1, con telefilm francesi (Club Hawaii e Amori e baci) e serie statunitensi (Hardball e Booker), strisce comiche (Marco Milano in arte Mandi Mandi), game show interattivi (The Lion Trophy Show, condotto da Adriana Volpe, proveniente da TMC ed andato in onda per diversi anni, successivamente con il titolo Lion Network e con la conduzione di Eleonora Di Miele), dating-game (Dritti al cuore con Antonella Elia e Dario Cassini), un po' di sport (vengono trasmesse le partite principali del campionato di calcio spagnolo) ed in un primo momento trovano collocazione Il processo di Biscardi e Goleada, (poi entrambi migrati sulla rete ammiraglia del gruppo Cecchi Gori) e notiziari veloci (Flash - Telegiornale di TMC 2).

La scarsa copertura del segnale ed un mercato pubblicitario ad appannaggio delle reti Mediaset non consentono al canale di acquisire visibilità e profitti. Inoltre la discutibile linea editoriale che snaturò l'identità della precedente Videomusic, primo e, fino a quel momento, unico canale televisivo interamente musicale presente in Italia, che era divenuto perciò molto amato da un notevole zoccolo duro di telespettatori, dandogli il nome di TMC 2, quando il canale con il Principato di Monaco non ha quasi mai avuto nulla a che fare (a Montecarlo, TMC 2 aveva soltanto un piccolo ufficio di rappresentanza, situato all'interno della storica sede centrale dell'emittente ammiraglia, e nulla di più) non premiò in termini di fidelizzazione del pubblico all'emittente.

La programmazione generalista[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1997 la rete diviene a tutti gli effetti emittente generalista. Buona parte del palinsesto rimane comunque di tipo musicale, con programmi come Coloradio con vari vj, fra cui Zap Mangusta e Karim De Martino, Caffè Arcobaleno, Tutto in una notte con Lorenzo Scoles, File, Nightfile e Pool con Alex Braga, Arrivano i nostri con Marco e Giò, Vertigine e 4U con Cisco e Maramanà con Enrico Fornaro.

Nel 2000 si parlò anche di un possibile ritorno del canale al suo vecchio nome, Videomusic: il marchio era scomparso da alcuni anni, ma in seguito alla decisione di chiusura della sede di trasmissione monegasca della rete ammiraglia, TMC, non c'era più motivo di usare un marchio come TMC 2, che tra l'altro non era mai stato apprezzato dal pubblico. Ma la cosa non si realizzò perché il 6 agosto di quell'anno Vittorio Cecchi Gori, al seguito di sopraggiunte difficoltà economiche, cedette TMC e TMC 2 a Telecom Italia, che le acquisì tramite la controllata Seat Pagine Gialle.[1]. L'anno seguente i dirigenti di MTV Italia, dopo la separazione con Rete A (che per anni aveva ospitato nelle sue frequenze il noto canale musicale a diffusione internazionale, che di fatto aveva raccolto l'eredità di Videomusic), trovarono un accordo con Telecom Italia per rilevare le frequenze di TMC 2.

La cessione ad MTV Italia e la fine[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio di Videomusic fece una breve riapparizione nella settimana dal 16 aprile 2001 fino alla mezzanotte di domenica 22, due settimane prima che MTV iniziasse a trasmettere sulle frequenze di TMC 2. Con tale gesto si volle comunicare che con la scomparsa di TMC 2 moriva ogni possibilità di vedere ripristinata la vecchia Videomusic. E questa fu anche l'ultima settimana in cui andarono in onda i programmi di TMC 2. Dopo la mezzanotte TMC 2 si trasformò per tutto il resto del mese in una specie di "tv fantasma" dove la programmazione era costituita da musica non stop interrotta solo da qualche breve flash notiziario.

Il 1º maggio 2001 TMC 2 iniziò ad ospitare MTV Italia[2][3]. Inizialmente i loghi dei due canali apparvero sullo schermo[4], il logo di MTV in alto a destra e quello di TMC 2 stavolta trasparente in basso a destra. Questa disposizione dei loghi fu fatta per abituare gradualmente i telespettatori alla nuova situazione che ha portato alla definitiva scomparsa di TMC 2-Videomusic. Il logo di TMC 2 rimase in video fino alla mezzanotte di domenica 9 settembre 2001.

La programmazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Red Ronnie conduceva il programma quotidiano Help (in onda alle 16:00 dal lunedì al venerdì) e l'ormai storico show settimanale Roxy Bar che viene spostato frequentemente nel palinsesto della rete mantenendo tuttavia sempre la prima serata.
  • Nel 1999 e nel 2000 era mandato in onda, dapprima alla mezzanotte e poi all'una del mattino Sgrang un programma musicale dedicato alla musica heavy metal e alternativa in generale.

I Loghi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1996 - 2001: Il logo, presente in basso a destra del teleschermo, rispecchiava fedelmente l'originale. Dal 1996 al 1997 il logo era presente assieme a quello di Videomusic (quest'ultimo si trovava in alto a destra), che scomparve nel 1997.
  • maggio 2001 - settembre 2001: Il logo diventò trasparente ed era presente assieme al logo di MTV fino al 9 settembre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Buccafusca, Telecenerentola. Da Telemontecarlo a La7: la sfida avventurosa della tv antiduopolio. Prefazione di Enrico Mentana, Centro di Documentazione Giornalistica, Roma, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]