Rete A

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Rete A
Logo dell'emittente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista (1979-1997)
tematico (musicale) (1997-2004)
Target femminile (dal 1983 al 1997) giovani (dal 1997 al 2004)
Versioni Rete A
(data di lancio: gennaio 1979)
Data chiusura 22 dicembre 2004
Sostituito da All Music
Editore Peruzzo Editore

Rete A è stata una syndication televisiva nazionale di proprietà del gruppo Peruzzo Editore di Alberto Peruzzo. Ha reso noti personaggi come Wanna Marchi e Guido Angeli; negli anni ottanta trasmise telenovelas di successo come Anche i ricchi piangono, La mia vita per te, Rosa selvaggia e, nei decenni successivi, trasmise programmi di MTV e VIVA, emittenti musicali straniere fino ad allora mai trasmesse in Italia.

Il marchio cessò di esistere nel 2004 quando venne sostituito da All Music e le sue frequenze furono acquistate dal Gruppo L'Espresso, che le impiegò per trasmettere Deejay TV e poi cedute al gruppo Discovery Italia nel 2015, che dall'anno successivo le ha impiegate per trasmette il nuovo canale Nove.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondata nel gennaio 1979 dalla proprietà del quotidiano La Nazione e offriva una programmazione basata prevalentemente sull'informazione. Il quartier generale dell'emittente, emissione del segnale inclusa, era all'interno del palazzo della Peruzzo Editore a Sesto San Giovanni in Viale Ercole Marelli 165, mentre gli studi di trasmissione si trovavano nei seminterrati di un condominio residenziale di Via Stromboli, 18 a Milano. Per un breve periodo nel 1982 ha fatto parte dei canali televisivi che ripetevano la programmazione di Italia 1 e, dal 2 gennaio 1983, grazie all'interconnessione di alcune televisioni locali, riesce a divenire un circuito nazionale, offrendo una programmazione basata prevalentemente su telenovele di origine messicana acquisite dal network Televisa, con le star dei serial messicani degli anni ottanta Verónica Castro e Lucía Méndez, oltre a programmi per bambini e televendite. Annunciatrice della rete fu Elena Mazza. Nel 1984 venne ingaggiato Ettore Andenna, reduce dai successi de La bustarella su Antenna 3 Lombardia, che vi portò il gioco a squadre Montecitorio, trasmissione che non ebbe grande successo. L'anno successivo venne avviata la produzione interna di telenovelas che portò alla trasmissione in prima serata della prima telenovela interamente italiana, Felicità... dove sei, ambientata a Milano e interpretata da Verónica Castro, star delle telenovele messicane, con un cast italiano; il programma non riscosse il successo sperato e la produzione si interruppe definitivamente. Nel 1986 venne acquistata la serie pedagogica per bambini Il tesoro del sapere e le telenovele messicane La tana dei lupi ed Il segreto. La fascia mattutina e del primo pomeriggio dell'emittente era interamente occupata dalla trasmissione Accendi un'amica condotta da Guido Angeli, contenitore di redazionali, oroscopi, rubriche di servizio e, soprattutto, televendite condotte dallo stesso Angeli che con i suoi gesti, le sue frasi a effetto, i suoi slogan e il suo modo di presentare i prodotti fu tra i primi a introdurre in Italia la figura del "tele-imbonitore"; Nei primi anni novanta la trasmissione fu sostituita dall'analoga Teleclub, condotta sempre da Angeli. Altra conduttrice di televendite del periodo fu Wanna Marchi, che conduceva un proprio programma in seconda serata, Wanna Marchi Show[1] che proponeva anche merce da lei stessa prodotta e distribuita. Entrambi i conduttori presentarono il 15 luglio 1986 una trasmissione in due puntate, Ricordando un amico, alla memoria di Giorgio Aiazzone, proprietario di un celebre mobilificio biellese reclamizzato dalla rete.[1][2] La fascia notturna era invece occupata da trasmissioni a sfondo erotico raccolte nel contenitore Magico mondo di notte, con protagonista la transessuale Maurizia Paradiso, che qui inventò lo spogliarello delle casalinghe, in cui donne comuni si esibivano in strip-tease. Sempre su Rete A la Paradiso condusse anche il varietà Colpo di scena nel 1992.

Nel 1987 Emilio Fede, già conduttore del TG1, contribuì alla creazione del TgA[3] divenendone anche direttore, primo telegiornale nazionale privato che esordì il 7 settembre dello stesso anno[4].

Grazie a un'altra telenovela messicana, Rosa selvaggia, nel 1988 gli ascolti in prima serata aumentarono del 400%.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla concorrenza di Rete 4, che disponeva di maggiori risorse e visibilità grazie al gruppo editoriale di appartenenza, la rete dovette effettuare una serie di correzioni nelle strategie editoriali. Grazie alla Legge Mammì, la rete ottenne nel 1992 ufficialmente la licenza di trasmissione come network nazionale, acquisendo delle frequenze proprie.

L'editore siglò un accordo decennale con MTV Europe nel 1997 al fine di trasmettere su territorio nazionale alcuni programmi del canale musicale intervallati da alcune edizioni del notiziario e da televendite mattutine[5] con il logo Rete A - MTV[6].

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

L'accordo con MTV mise in rischio nel 2000 la concessione governativa perché il Ministero delle Comunicazioni riteneva che la linea editoriale della rete era controllata di fatto - attraverso la concessionaria pubblicitaria - da Viacom, proprietario di MTV[7]. Nel dicembre 2000 Rete A si accordò quindi coi tedeschi di VIVA per sostituire MTV - la quale a sua volta venne trasferita su TMC 2[8] - evitando in tal modo di perdere la concessione governativa[9]. L'accordo prevedeva la trasmissione del 70% di programmi prodotti in Italia e del restante 30% di produzioni tedesche e, Il 1º maggio 2001[10], esordì Rete A - VIVA, televisione a carattere musicale con programmi condotti da veejay italiani come Lucilla Agosti, Christian Bani, Sara Valbusa, Alessandro Cattelan ed Elisabetta Di Carlo[11]. L'accordo dura solo undici mesi e, a partire dal 1º aprile 2002, viene assunta la nuova denominazione Rete A - All Music proponendo un palinsesto sostanzialmente uguale a quello precedente con vari programmi e rubriche a carattere musicale e rotazione di videoclip musicali[12].

Il 22 dicembre 2004 Rete A - All Music viene acquisita dal Gruppo Editoriale L'Espresso per 115 milioni di euro[13][14], assumendo semplicemente il nome di All Music trasferendosi nella sede milanese dell'editore in Via Nervesa, 21 dove assunse la nuova denominazione di Nove.

Emittenti che hanno trasmesso Rete A dal 1983 al 1992[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni scoperte dal segnale al tempo della syndication erano Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e alcune zone del Piemonte, Umbria, Molise, Basilicata e parte della Sicilia.

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Grasso, pp. 459-460.
  2. ^ Il mucchio selvaggio di Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini; Ricordando un amico. Danza macabra o walzer biellese? di Aldo Grasso, Il Patalogo Cinema&Televisione n. 9, 1986. Sul Patalogo n. 9 è anche presente l'intera trascrizione della trasmissione.
  3. ^ Dopo pochi anni Fede passerà a Mediaset e il TgA assumerà una nuova impostazione.
  4. ^ pag.20 de L'Unità del 6/9/1987, vd. Archivio Storico Unità [1][collegamento interrotto].
  5. ^ TV per i giovani
  6. ^ Mtv si trasferisce su Rete A
  7. ^ Rete A, protesta contro il Governo: ci trattano come criminali
  8. ^ «Via Mtv, arriva il canale tedesco dei giovani»
  9. ^ Archivio Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  10. ^ Viva made in Italy, Film.it, 23 maggio 2001 Archiviato il 11 giugno 2008 in Internet Archive.
  11. ^ Nasce «Viva», anti Mtv
  12. ^ (IT) Rockol.com s.r.l., √ Viva fa le valigie, Rete A resta nella musica, in Rockol. URL consultato il 19 febbraio 2018.
  13. ^ Il Gruppo L'Espresso acquista Rete A
  14. ^ L'Espresso rileva Rete A per 115 mln di euro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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