Rete A

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Rete A
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Paese Italia Italia
Lingua italiano
Tipo generalista (1983-1997)
tematico (musicale) (1997-2004)
Target femminile (dal 1983 al 1997) giovani (dal 1997 al 2004)
Data di lancio 2 gennaio 1983
Data chiusura 3 ottobre 2004
Editore Gruppo Editoriale Peruzzo
Diffusione
Terrestre
Analogico PAL, in Italia, in syndication dal 1983 al 1992

Rete A è stata una rete televisiva nazionale di proprietà del Gruppo Editoriale Peruzzo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Nata il 2 gennaio 1983 grazie all'interconnessione di alcune televisioni locali, offriva una programmazione basata prevalentemente su telenovelas di origine messicana (del network Televisa), programmi per bambini e televendite. Annunciatrice della rete era Elena Mazza.

Nel 1984 avviene il primo grande tentativo di lancio, con l'ingaggio di Ettore Andenna, reduce dai successi de La Bustarella su Antennatre, che vi portò il gioco a squadre Montecitorio, trasmissione che non ebbe grande successo.

Nel 1985 la rete si lanciò nella produzione di telenovelas producendo e trasmettendo in prima serata la prima telenovela interamente italiana, Felicità... dove sei, interpretata dalla star delle telenovelas messicane Verónica Castro e dalla sorella Beatriz con il resto del cast tutto italiano; la telenovela non registrò però il successo sperato e la produzione di telenovelas da parte di Rete A si interruppe subito dopo questo sfortunato esperimento.

Nel 1986 venne acquistata la serie pedagogica per bambini Il tesoro del sapere e le telenovele messicane La tana dei lupi e Il segreto.

La fascia pomeridiana dell'emittente era interamente occupata dalla trasmissione Accendi un'amica contenitore di varie serie di televendite. Le più celebri erano quelle che pubblicizzavano i prodotti di un mobilificio di Biella: il mobilificio Aiazzone. Queste televendite erano condotte da Guido Angeli che con i suoi gesti, le sue frasi a effetto, i suoi slogan e il suo modo di presentare i prodotti fu tra i primi ad introdurre in Italia la figura del "tele-imbonitore"; altra star delle televendite lanciata dal canale fu Wanna Marchi che qui pubblicizzava delle creme per il viso da lei stessa prodotte e distribuite (per queste creme la Marchi ebbe in seguito i suoi primi problemi giudiziari).

È entrata nella storia della tv italiana la trasmissione del 15 luglio 1986 intitolata Ricordando un amico, una vera e propria (tele)orazione funebre in ricordo di Giorgio Aiazzone, proprietario dell'ormai celebre mobilificio biellese, prematuramente scomparso a causa di un incidente aereo. Lo "speciale" in due puntate di ottanta minuti ciascuna, condotte rispettivamente da Guido Angeli e Wanna Marchi, i due volti delle televendite del canale, è infatti ricordato come uno dei momenti più significativi dell'emittenza commerciale italiana degli anni ottanta[1].

La fascia notturna era invece occupata da trasmissioni a sfondo erotico, che vedevano protagonista la transessuale Maurizia Paradiso, che qui inventò lo "spogliarello delle casalinghe", in cui donne comuni si esibivano in strip-tease.

Nel 1987 Emilio Fede, già volto noto del telegiornale di Rai 1, contribuì alla creazione (oltre a divenirne direttore)[2] del TgA, il primo telegiornale nazionale privato, la cui prima edizione andò in onda lunedì 7 settembre[3].

Risale al 1988 la telenovela messicana Rosa selvaggia, anch'essa interpretata dal volto più popolare della rete, Veronica Castro. Gli ascolti in prima serata aumentarono del 400%.

Il quartier generale dell'emittente, emissione del segnale inclusa, era all'interno del palazzo della Peruzzo Editore a Sesto San Giovanni in Viale Ercole Marelli 165, mentre gli studi di trasmissione si trovavano nei seminterrati di un condominio residenziale di Via Stromboli n.18 a Milano.

Con il passaggio al Gruppo L'Espresso, l'emissione venne trasferita nella sede milanese dell'editore in Via Nervesa 21 (dove si trova attualmente l'emissione di DeeJay Tv).

Gli anni '90[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla concorrenza di Rete 4, che disponeva di maggiori risorse e visibilità grazie al gruppo editoriale di appartenenza, la rete dovette effettuare una serie di correzioni nelle strategie editoriali.

Nel 1992, grazie alla Legge Mammì, la rete ottenne ufficialmente la licenza di trasmissione come network nazionale, acquisendo delle frequenze proprie.

Nell'aprile 1997 l'editore della rete siglò un accordo decennale con MTV Italia che previde la trasmissione, su territorio nazionale, dei programmi del canale musicale intervallati da alcune edizioni del notiziario e da televendite mattutine[4]; il 1º settembre inizia così le trasmissioni Rete A - MTV[5].

L'accordo con MTV mette però a rischio nel 2000 la concessione governativa perché il Ministero delle Comunicazioni riteneva la linea editoriale della rete controllata di fatto, attraverso la concessionaria pubblicitaria, da Viacom, il proprietario di MTV[6].

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2000 Rete A si accorda coi tedeschi di VIVA per sostituire MTV, la quale a sua volta è pronta a trasferirsi su TMC 2[7]. Tale operazione permette a Rete A di non perdere la concessione governativa ed evitare così l'oscuramento[8].

Il 1º maggio 2001 nasce dunque Rete A - VIVA con programmi prodotti per il 70% in Italia e per il 30% in Germania e comunque condotti da veejay italiani quali Lucilla Agosti, Christian Bani, Sara Valbusa, Alessandro Cattelan ed Elisabetta Di Carlo[9].

L'accordo con i tedeschi di VIVA dura appena 11 mesi. Il canale a partire dal 1º aprile 2002 si stacca da VIVA e acquisisce il nuovo nome di Rete A - All Music proponendo un palinsesto sostanzialmente uguale a quello precedente: vari programmi e rubriche a carattere musicale e rotazione di videoclip italiani e stranieri[10].

Il 22 dicembre 2004 Rete A - All Music viene acquistata dal Gruppo Editoriale L'Espresso per 115 milioni di euro[11][12], assumendo semplicemente il nome di All Music; quindi il 19 ottobre 2009 assume l'attuale denominazione di Deejay Tv, divenendo così la costola televisiva dell'omonima emittente radiofonica.

Emittenti che hanno trasmesso Rete A dal 1983 al 1992[modifica | modifica wikitesto]

Le regioni scoperte dal segnale al tempo della syndication erano Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia e alcune zone del Piemonte, Umbria, Molise, Basilicata e Sicilia.

Questo è l'elenco delle emittenti che trasmettevano i programmi di Rete A fino al 1992.

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il mucchio selvaggio di Giancarlo Dotto e Sandro Piccinini; Ricordando un amico. Danza macabra o walzer biellese? di Aldo Grasso, Il Patalogo Cinema&Televisione n. 9, 1986. Sul Patalogo n. 9 è anche presente l'intera trascrizione della trasmissione.
  2. ^ Dopo pochi anni Fede passerà a Mediaset e il TgA assumerà una nuova impostazione.
  3. ^ pag.20 de L'Unità del 6/9/1987, vd. Archivio Storico Unità [1].
  4. ^ TV per i giovani
  5. ^ Mtv si trasferisce su Rete A
  6. ^ Rete A, protesta contro il Governo: ci trattano come criminali
  7. ^ «Via Mtv, arriva il canale tedesco dei giovani»
  8. ^ «Mtv» e «Rete A», ora è scontro Il network Usa frena sul divorzio: non potete sostituirci coi tedeschi
  9. ^ Nasce «Viva», anti Mtv
  10. ^ Viva fa le valigie, Rete A resta nella musica
  11. ^ Il Gruppo L'Espresso acquista Rete A
  12. ^ L'Espresso rileva Rete A per 115 mln di euro

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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