Striptease (film)

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Striptease
Striptease (film).jpg
Demi Moore in una scena del film
Titolo originale Striptease
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1996
Durata 120 min (versione censurata 117 min)
Genere erotico, drammatico
Regia Andrew Bergman
Soggetto dall'omonimo romanzo di Carl Hiaasen
Sceneggiatura Andrew Bergman
Fotografia Stephen Goldblatt
Montaggio Anne Coates
Musiche Howard Shore
Scenografia Mel Bourne
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Striptease è un film del 1996 diretto da Andrew Bergman, tratto dall'omonimo romanzo di Carl Hiaasen.

Accolto generalmente male dalla critica internazionale, in questa pellicola sono presenti alcune scene di nudo della protagonista Demi Moore che, a seguito di questa interpretazione, venne consacrata come nuovo sex symbol del cinema statunitense: molti però la accusarono di aver preso parte al film solo per mostrare il fisico scultoreo. In ogni caso, la Moore ottenne un compenso di 12 milioni di dollari.

A Singapore fu vietata la visione ai minori di 18 anni; provvedimenti analoghi, ma meno restrittivi, furono presi in Argentina, Islanda, Paesi Bassi, Portogallo (minori di 16) e Gran Bretagna (minori di 15). In Italia fu vietato ai minori di 14, mentre negli Stati Uniti d'America non ci fu nessun divieto ma la pellicola venne privata di tre minuti, giudicati dai censori "troppo osceni".

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Erin Grant, avvenente e sensuale segretaria trentenne dell'FBI, viene licenziata in tronco in un momento particolarmente difficile della sua vita: aveva da poco divorziato dal marito Darrell, un balordo psicopatico che lavorava come informatore per la narcotici, al quale un giudice maschilista affidò la figlia Angela, di sette anni, con la scusa della migliore condizione economica. Per poter vivere e racimolare il denaro sufficiente per riottenere la piccola, Erin si esibisce all'Eager Beaver, un topless bar, suscitando la follia amorosa del vecchio deputato repubblicano David Dilbeck, che arriva ad aggredire fisicamente gli ammiratori di Erin, essendo gelosissimo di lei.

Malcolm Moldovsky, un ammiratore segreto di Erin, ricatta in tal mondo il senatore affermando che, se non avesse aiutato la spogliarellista a riottenere l'affidamento della figlia, avrebbe esibito alla stampa la foto dello stesso Dilbeck nello strip-bar. Il politico, inizialmente propenso ad accettare l'accordo, è però legato al clan mafioso dei "Rojo" (specializzati nello spaccio di zucchero), cui da ordine di uccidere Malcolm.

Dell'omicidio si occupa il detective Al Garcia, che passa dalla parte di Erin. Costei propone un nuovo affare a Dilbeck: si riprenderà la figlia ed in cambio ballerà personalmente per il politico nel suo yacht "Big Sugar" ("Grande Zucchero", nome scelto dai "Rojo"). Il senatore, ad esibizione ottenuta, progetta di farla uccidere ma Shad, un forzuto buttafuori di colore, l'accompagna sullo yacht per proteggerla.

Convinta di essere sufficientemente forte, Erin si reca di nuovo sulla nave ma sfortunatamente il marito, che la segue per riavere la bimba, sale a bordo drogato ed armato di pistola. Approfittando della lite tra il marito ed il segretario del senatore Erin fugge con la bambina in uno zuccherificio, dove viene inseguita dagli scagnozzi di Dilbeck. Ma Garcia e Shad, allarmati per l'assenza della donna, arrivano in suo soccorso mentre una provvidenziale fuoriuscita di zucchero, causata dalla rottura di un portello, seppellisce i lestofanti. L'intervento della stampa ottiene il duplice scopo di smascherare il corrotto senatore e far riavere la figlia ad Erin.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ottenne ben 6 Razzie Awards nel 1996:

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]