South Havra

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South Havra
South Havra from the air - geograph.org.uk - 2444734.jpg
Geografia fisica
LocalizzazioneOceano Atlantico
Coordinate60°01′31″N 1°21′11″W / 60.025278°N 1.353056°W60.025278; -1.353056Coordinate: 60°01′31″N 1°21′11″W / 60.025278°N 1.353056°W60.025278; -1.353056
ArcipelagoIsole Shetland
Superficie0,59 km²
Altitudine massima42 m s.l.m.
Geografia politica
StatoRegno Unito Regno Unito
Nazione costitutivaScozia Scozia
Area amministrativaIsole Shetland
Demografia
Abitanti0 (2011)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Scozia
South Havra
South Havra
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South Havra (in antico norreno: Hafrey, "isola delle pecore")[1] è un'isola disabitata delle isole Scalloway, nelle Shetland in Scozia.

Geografia e geologia[modifica | modifica wikitesto]

South Havra sorge a sud di Burra e ad ovest della penisola meridionale di Mainland.

Le rocce dell'isola sono di "sienite epidiotica con scisto e gneiss non differenziato"[2]

Il suolo è generalmente fertile, ma la mancanza di acque fluviali ha portato gli isolani a costruire un mulino a vento per macinare il grano, cosa insolita per le Shetland.

Le caratteristiche geologiche dell'isola includono caverne e archi naturali.

Little Havra si trova ad ovest di South Havra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Olaf Sinclair, foud (un tipo di magistrato) di tutte le Shetland, visse sull'isola nel XVI secolo.

Il mulino in rovina dell'isola è una caratteristica inusuale per le isole Shetland, anche se gli olandesi erano tra i più frequenti visitatori dell'arcipelago.[3]

South Havra non è abitata dal maggio 1923; in precedenza, la popolazione fu tale da necessitare la costruzione di una scuola.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anderson, Joseph (Ed.) (1893) Orkneyinga Saga. Tradotto da Jón A. Hjaltalin & Gilbert Goudie. Edinburgh. James Thin and Mercat Press (1990, ristampa). ISBN 0-901824-25-9
  2. ^ a b Haswell-Smith, Hamish (2004) The Scottish Islands Edinburgh: Canongate. pp. 99–101. ISBN 978-1-84195-454-7.
  3. ^ Windmills of Scotland, Windmill World. URL consultato il 29 gennaio 2016.
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