Smithsonite

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Smithsonite
Legrandite, smithsonite, goethite 300-4-FS2014 1.jpg
Classificazione Strunz5.AB.05
Formula chimicaZnCO3[1][2][3][4]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinoDimetrico
Sistema cristallinoTrigonale[1][2][3]
Parametri di cellaa=4,6526(7) Å, c=15,0257(22) Å[1], a:c = 1:3.22974, a=4,653, c=15,028, Z=6, V=281,77[2]
Gruppo puntuale3 2/m[1][2]
Gruppo spazialeR 3c[1][2]
Proprietà fisiche
Densitàcirca 4,43[5] g/cm³
Densità calcolata4,43[1] g/cm³
Durezza (Mohs)4-4,5[1][4], 4,5[2]; 5[3]
SfaldaturaBuona secondo {1011}[1] Perfetta[3] secondo {1011}[2] secondo le facce del romboedro[4]
FratturaIrregolare, subconcoide[1], fragile[2], concoide[3]
ColoreAllocromatico
LucentezzaDa vitrea[1][2][3] a perlacea[1][3] vitrea semigrassa[4]
OpacitàDa sottotrasparente[2] a translucida[1][2][4]
StriscioBianco[1][2][3]
Diffusionediffuso[6]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La smithsonite è un minerale, appartenente al gruppo della calcite, utilizzato per l'estrazione dello zinco, come pietra ornamentale ed anche molto ricercata dai collezionisti di minerali.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Prende il nome da James Smithson, fondatore dello Smithsonian Institution[2] che per primo studiò questo minerale.

Abito cristallino[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli sono generalmente romboedrali[1]. Il suo abito cristallino è variabile. Tipicamente botroidale, può essere anche reniforme, stallattitico, incrostazione (drusa), granulare, massivo[1].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

Nei giacimenti di ossidazione dei minerali dello zinco.[2]

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica wikitesto]

Botroidale[1][2][4], terroso[1][2], reniforme[1][2][4] con struttura zonata[4]. Si presenta anche in forme concrezionate, stalattitiche, massive, granulari, di drusa, con struttura zonata.[1][4]

In talune di queste forme il minerale può essere confuso con l'emimorfite, difatti i minatori chiamano entrambi i minerali, associati ad idrozincite, calamina.[4]

Proprietà chimico fisiche[modifica | modifica wikitesto]

Indici di rifrazione:

  • nw = 1,850
  • ne = 1,625
  • È birifrangente.

Il minerale, se è esposto a luce ultravioletta, mostra fluorescenza rosa.[3] Il minerale risulta solubile facilmente in acidi producendo effervescenza.[4]

Impurezze: Il cadmio tinge di giallo i cristalli, mentre il rame li tinge di verde. Altri elementi chimici presenti come impurezze sono[4]:

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Per l'estrazione dello zinco, come pietra ornamentale e come minerale da collezione.[4]

Località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia mineraria della Sardegna.
dei campioni interessanti provengono dall'Iglesiente, in particolar modo dalle miniere di Masua che fornisce dei campioni del minerale contenenti cadmio con concrezioni e stalattitici con colore che spazia dal verde al bruno, altre miniere nella zona si trovano presso Montevecchio che forniscono campioni concrezionati e campioni minuti scalenoedrici di colore bruno;[3] altre località sarde utili per l'estrazione del minerale sono: Monteponi, Campo Pisano[4];

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Scheda del minerale su Mindat
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Scheda del minerale su Webmineral
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m Autori Vari, scheda smithsoninte in "Il magico mondo di minerali & gemme", De Agostini (1993-1996), Novara
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Autori Vari, Come collezionare i minerali dalla A alla Z vol.II, pagg.434-436, Peruzzo editore, Milano
  5. ^ Media dei valori trovati sulla scheda del minerale su mindat, webmineral, Autori vari in "Come collezionare i minerali dalla A alla Z vol.II" pagg. 434-436 e Autori Vari scheda smithsonite in "Il magico mondo di minerali & gemme"
  6. ^ Annibale Mottana, Rodolfo Crespi, Giuseppe Liborio, "Minerali e rocce", Mondadori Editore, 1977"

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Webmin, su webmineral.com.
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