Emimorfite

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Emimorfite
Hemimorphite-132277.jpg
Classificazione Strunz9.BD.10
Formula chimicaZn4Si2O7(OH)2·(H2O)
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico
Sistema cristallinoortorombico
Classe di simmetria 
Parametri di cellaa=8,37 Å, b=10,719 Å, c=5,12 Å, Z = 2; V=459,36
Gruppo puntualemm2
Gruppo spazialeImm2
Proprietà fisiche
Densità3,47[1][2] g/cm³
Durezza (Mohs)4,5-5[2], 5[1]
Sfaldaturaperfetta[1][2]
Fratturaconcoide[1], sotto-concoidale[2], irregolare[2]
Coloreincolore[1][2], bianco[1][2], marrone[1][2], grigio[1][2], blu chiaro[2], verde chiaro[2]
Lucentezzavitrea[1][2], sotto-adamantina[2], sotto-vitrea[2], oleosa[2], setosa[2], perlacea[2]
Opacitàtrasparente o traslucida[1][2]
Strisciobianco[1][2]
Diffusioneabbastanza raro[3]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'emimorfite è un minerale di zinco, della classe dei silicati, sottoclasse dei sorosilicati.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente microcristallino[4]. Si trova generalmente in croste, masse mammellonari, struttura reniforme, a forma di stalattiti, masse granulari o compatte. Rari i cristalli, in genere di piccole dimensioni e con terminazioni di forma diversa alle due estremità, una delle quali ha forma piatta ed è nota come "pedione", l'altra è a punta (generalmente a piramide)[4].

Origine e giacitura[modifica | modifica wikitesto]

L'emimorfite è un minerale di origine secondaria che si forma nella zona di alterazione dei giacimenti dei solfuri di piombo e zinco[3]. Nel caso di contatto dei sali di zinco con acque contenenti silice si vengono a creare dei campioni di emimorfite talvolta mescolata ad altri minerali di zinco e piombo ancora inalterati quali cerussite, smithsonite, anglesite, sfalerite, galena,[4][3] o ad altri minerali ancora tipo auricalcite, idrozincite o wulfenite.[5]

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica wikitesto]

I cristalli di questo minerale risultano piroelettrici quando vengono riscaldati e piezoelettrici quando vengono posti a pressione slta: in entrambi i casi le due estremità nell'asse verticale si caricano di carica opposta[4][3]. Se attaccati da acdi formano un gel di silice[3]. Oltre i 500 °C perdono le molecole di acqua senza alterare la struttura cristallina e fondono a temperature molto alte[3].

Miniere e località di ritrovamento[modifica | modifica wikitesto]

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Il minerale, quando è trovato in masse abbondanti, da solo o insieme ad altri minerali di zinco (del tipo la calamina), viene utilizzato per l'estrazione di zinco.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k Scheda tecnica del minerale su webmineral.com
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s Scheda tecnica del minerale su mindat.org
  3. ^ a b c d e f Annibale Mottana, Rodolfo Crespi, Giuseppe Liborio, "Minerali e rocce", Mondadori Editore, 1977"
  4. ^ a b c d e f g Autori Vari, Scheda Emimorfite in "Il magico mondo di minerali & gemme, De Agostini (1993-1996), Novara
  5. ^ a b c Carlo Maria Gramaccioli, Francesco Demartin e Matteo Boscardin Emimorfite in I minerali dalla A alla Z, vol. III, pag. 674, Peruzzo editore (1988)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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