Silvio Novembre

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Silvio Novembre (Alseno, 12 luglio 1934Milano, 28 settembre 2019) è stato un militare italiano, maresciallo della Guardia di Finanza noto per aver indagato sul crack della Banca Privata Italiana di Michele Sindona al fianco del commissario liquidatore avvocato Giorgio Ambrosoli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un ferroviere, quattro fratelli, al termine della scuola media inizia a lavorare come apprendista falegname per dare un contributo economico alla famiglia.

Nel gennaio del 1953 si arruola nella Guardia di Finanza, frequenta la Scuola Allievi Finanzieri a Predazzo e in seguito la Scuola Sottufficiali a Lido di Ostia. Frequenta la Scuola di Polizia Tributaria e nel 1963 si specializza a Brescia nell'esame dei libri contabili delle imprese. Nel 1971 è a Milano nel nucleo di polizia tributaria di via Fabio Filzi. Dopo una serie di indagini importanti (come quella dell'Italgrani di Franco Ambrosio), nell'ottobre del 1974 viene incaricato, in qualità di ufficiale di Polizia Giudiziaria, dall'allora sostituto procuratore Guido Viola di svolgere le indagini e gli accertamenti in relazione allo stato di insolvenza ed alla liquidazione della Banca Privata Italiana di Michele Sindona, lavorando a stretto contatto con l'avvocato Giorgio Ambrosoli, nominato commissario liquidatore dalla Banca d'Italia.

La collaborazione tra Novembre ed Ambrosoli, dopo un primo periodo di frizioni, si trasforma in una sintonia assoluta e poi in vera amicizia. Novembre, oltre al suo incarico, fornisce il proprio contributo e sostegno tecnico al commissario liquidatore, il quale interpella, a sua volta, il maresciallo anche su questioni che non riguardano la polizia giudiziaria ma l'attività della liquidazione. Il loro operato si svolge tra minacce e difficoltà tanto da far dire a Novembre: "Noi in Italia, nel procedere alla ricostruzione delle malefatte di Sindona, eravamo isolati".[1] Le loro indagini mettono in luce l'intreccio di rapporti tra banche sindoniane e partiti politici e anche i rapporti tra Michele Sindona, la mafia siciliana e Cosa Nostra negli Stati Uniti. Negli stessi anni viene sferrato un duro attacco alla direzione della Banca d'Italia nelle persone di Paolo Baffi e Mario Sarcinelli tentandone la delegittimazione, Giulio Andreotti definisce Sindona "salvatore della lira", la metastasi della P2 s'inserisce nelle istituzioni e anche ai vertici della Guardia di Finanza. Per due volte Novembre riesce ad evitare il trasferimento. Subisce, in un crescendo, lusinghe, tentativi di corruzione, pressioni e minacce. Si arriva perfino ad offrirgli la possibilità di curare negli Stati Uniti la moglie gravemente malata. Dal momento che Ambrosoli non ha nessuna protezione, Novembre cerca di prendersi cura della sua incolumità facendogli una scorta silenziosa, finendo, a volte, per dormire davanti al suo portone di casa.[2]

Quando Ambrosoli viene assassinato sotto casa a Milano la sera dell'11 luglio 1979 da un killer assoldato da Sindona, Novembre si trova a Bibione dalla moglie malata.

In seguito alla morte di Ambrosoli, Novembre collabora alle indagini che porteranno alla condanna all'ergastolo di Michele Sindona quale mandante dell'omicidio, prosegue le attività d'indagine sulla liquidazione della Banca Privata Italiana con i nuovi commissari liquidatori nominati; nell'ottobre del 1982 si congeda dalla Guardia di Finanza e viene nominato con decreto del Governatore della Banca d'Italia, Carlo Azeglio Ciampi, membro del Comitato di Sorveglianza della stessa Banca Privata Italiana, fino al termine della liquidazione nel luglio 1989.

Dal 1982 al 1997 è coadiutore dei commissari liquidatori del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi e negli ultimi 3 anni con mansioni di Segretario Generale della procedura in presenza di un unico commissario liquidatore.

Continua a credere nel valore delle istituzioni e partecipa alla nascita a Milano del Circolo Società Civile.[3] Si adopera instancabilmente per la diffusione della cultura della legalità, nelle scuole e in incontri pubblici in tutto il Paese.

Muore a Milano il 28 settembre 2019.[4][5]

Il 16 novembre 2021, alla presenza del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Giuseppe Zafarana e del Comandante Interregionale dell'Italia Centro Settentrionale, Gen. C.A. Sebastiano Galdino, si è svolta la cerimonia di intitolazione della Sala Consiliare al Sottotenente Silvio Novembre, nativo di Alseno (PC).

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sposato con Assunta Galasso (morta l'11 dicembre 1979), padre di Caterina ed Isabella e nonno di Francesca.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio Novembre, La fatica della legalità, testimonianza raccolta da Maurizio De Luca in MicroMega, 1, 1995 e pubblicata in Ambrosoli. Nel rispetto di quei valori nel 1997.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1998
Croce per Anzianità di Servizio militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce per Anzianità di Servizio militare
«Croce per Anzianità di Servizio nella Guardia di Finanza per 25 anni di servizio»
Ambrogino d’oro, Medaglia d’oro - nastrino per uniforme ordinaria Ambrogino d’oro, Medaglia d’oro
«Maresciallo della Guardia di Finanza, ha indagato per conto della Procura della Repubblica di Milano sul fallimento della Banca Privata Italiana. Con abnegazione ed altissima competenza tecnica, ha collaborato con il commissario liquidatore, avv. Giorgio Ambrosoli, standogli vicino ben oltre gli stretti obblighi di servizio. Ha contribuito poi, con i commissari liquidatori del Banco Ambrosiano, alla tutela degli interessi collettivi. Fondatore del circolo Società Civile, ha diffuso in città e nelle scuole il valore della legalità, dell’integrità e della lotta alla corruzione. Milano onora in Silvio Novembre un esempio di servizio generoso e instancabile alle istituzioni.»
— Milano, 7 dicembre 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Silvio Novembre, op. cit., pp. 79-96
  2. ^ Massimo Pisa, L'angelo custode di Ambrosoli e il gran rifiuto per non tradirlo, la Repubblica, 29 settembre 2019, p. 23
  3. ^ Nando Dalla Chiesa, Il mio Silvio Novembre, l'uomo con il vizio capitale dell'onestà, Il Fatto Quotidiano, 1 ottobre 2019, p. 9
  4. ^ Addio a Silvio Novembre, fu il braccio destro di Ambrosoli. Il figlio dell’avvocato Giorgio: “Perdiamo un esempio altissimo di cittadino”, in il Fatto Quotidiano, 28 settembre 2019. URL consultato il 29 settembre 2019.
  5. ^ Milano saluta Silvio Novembre, magistrati e Fiamme Gialle ai funerali: "Lui vero servitore dello Stato", su milano.repubblica.it, 30 settembre 2019. URL consultato il 3 ottobre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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