Salvatore Garau

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Salvatore Garau
Sal Garau & Mars Eel.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereAvant-progressive rock
Periodo di attività musicale1976 – 2015
Strumentobatteria

Salvatore Garau (Santa Giusta, 1953) è un pittore e batterista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi presso l'Accademia di belle arti di Firenze, dove consegue il diploma nel 1974, entra tre anni dopo nel gruppo rock degli Stormy Six, come batterista.[1][2]

Nel 1984 esordisce come pittore presso lo Studio Cannaviello di Milano,[3] dedicandosi all'arte figurativa e ponendosi all'attenzione di Luciano Caramel.[4][5] e Enrico Crispolti[6]

Nel 2012 esordisce come scrittore con il romanzo Crudele amore mio, pubblicato da Newton & Compton nel formato ebook[7] e ottiene buon successo di pubblico;[8] l'anno successivo partecipa alla reunion degli Stormy Six, dalla quale nasce Benvenuti nel ghetto, in collaborazione con Moni Ovadia.[2].

Stile pittorico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un inizio accademico e figurativo. Dalla fine degli anni ottanta mette a punto un linguaggio evocativo, passionale e romantico, costruito su uno stile «liquido» dove dighe, piloni e condotti disegnati a grafite sono spesso protagonisti della composizione, dedicandosi in principio a opere solo un bianco e nero.[9]

Principali esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989 vince, insieme a Gianfranco D'Alonzo, la 41ª edizione del Premio Michetti di Francavilla al Mare, dal titolo Radici del Sud, dal Sud[10][11].

Nel 1999 partecipa al Premio Marche. Biennale d'arte contemporanea.[12] L'adesione al gruppo «Italian Factory» lo porta ad esporre nel 2003 all'omonimo evento collaterale della Biennale di Venezia[13] e al Parlamento europeo di Strasburgo.[14]

Dello stesso anno è una personale a Londra,[13] mentre nel 2009 espone al Museo d'arte moderna di Saint-Étienne.[15]

È di nuovo presente alla Biennale di Venezia nel 2011, presentato da Gavino Sanna,[16] mentre l'anno successivo espone al Museo delle belle arti Emilio Caraffa di Cordoba, in Argentina.[17]

Opere nei musei[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Garau sono conservate da alcuni musei:

Installazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2006 realizza in Sardegna l'installazione Ichthys Sacro Stagno, che prevedeva l'allagamento di tre chiese consacrate con l'inserimento di pesci degli stagni circostanti, poi rinseriti nel loro ambiente naturale[24].
  • L'anguilla di Marte, scultura[25]
  • Nel 2008 realizza Scultura nel cielo, un'installazione di grandi dimensioni in Corso Magenta a Milano[26].

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martina Corgnati, Salvatore Garau dagli Stormy Six alla pittura, in La Repubblica, 18 aprile 2002. URL consultato il 22 luglio 2014.
  2. ^ a b Stormy Six, la leggendaria band è tornata, in La Nuova Sardegna, 25 ottobre 2013. URL consultato il 22 luglio 2014.
  3. ^ Salvatore Garau, su artistidisardegna.it. URL consultato il 22 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2014).
  4. ^ Caramel
  5. ^ Arrigo Benedetti, Salvatore Garau, in L'europeo, vol. 46, Domus, 1990, p. 115. URL consultato il 12 dicembre 2014.
  6. ^ Crispolti
  7. ^ «Crudele amore mio», l’esordio di Salvatore Garau, in La Nuova Sardegna, 17 giugno 2013. URL consultato il 21 ottobre 2014.
  8. ^ Classifiche settimanali. 21 gennaio [collegamento interrotto], su ebookplanet.it/, 21 gennaio 2013. URL consultato il 21 ottobre 2014.
  9. ^ Crispolti, p. 243.
  10. ^ Crispolti, p. 223.
  11. ^ Premi Fondazione Michetti, su fondazionemichetti.it. URL consultato l'11 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2014).
  12. ^ Gli artisti partecipanti al Premio Marche 1999, su italica.rai.it/. URL consultato il 22 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 31 maggio 2014).
  13. ^ a b Paolo Manazza, I giovani fanno il botto, in Corriere della Sera, 16 giugno 2003. URL consultato il 21 ottobre 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).
  14. ^ Bruxelles. Una Biennale d'arte per il semestre italiano, su patrimoniosos.it/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  15. ^ Mostre. In Francia le opere di Mario Schifano e Salvatore Garau, su adnkronos.com/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  16. ^ L'arte non è cosa nostra. Lista artisti Arsenale (PDF), su http://labiennale.org/. URL consultato il 20 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 14 ottobre 2013).
  17. ^ Visitá edificios históricos y culturales en Semana Santa, su http://prensa.cba.gov.ar/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  18. ^ Matino-Mascheroni, p. 383.
  19. ^ Collezione permanente, su stelline.it/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  20. ^ Mappa delle opere (PDF), su macam.org/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  21. ^ Mappa delle opere, su http://progettocultura.prod.h-art.it. URL consultato il 24 agosto 2016 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2016).
  22. ^ Battistini-Deggiovanni, pp. 16, 134, 218.
  23. ^ Anche a Sassari aperte al pubblico le collezioni d'arte degli istituti, su La Nuova Sardegna. URL consultato il 23 luglio 2014.
  24. ^ Ichthys Sacro Stagno (PDF), su sardegnacultura.it/. URL consultato il 22 luglio 2014.
  25. ^ L'anguilla di Marte di Salvatore Garau, su monumentiaperti.com. URL consultato il 20 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2014).
  26. ^ Rosella Ghezzi, «Ecco come nasce un quadro di 200 mq», in Corriere della Sera, 8 aprile 2005. URL consultato il 22 luglio 2014 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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