Sailing to Philadelphia

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Sailing to Philadelphia
ArtistaMark Knopfler
Tipo albumStudio
Pubblicazione26 settembre 2000
Durata60:11
Dischi1
Tracce13
GenereRoots rock
Country rock
Blues rock
Folk rock
EtichettaWarner Brothers
ProduttoreMark Knopfler, Chuck Ainlay
Registrazione1998-2000, Ocean Way Studios
Certificazioni
Dischi d'oroAustralia Australia[1]
(vendite: 35 000+)
Austria Austria[2]
(vendite: 25 000+)
Canada Canada[3]
(vendite: 50 000+)
Finlandia Finlandia[4]
(vendite: 33 786[5])
Francia Francia (2)[6]
(vendite: 200 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda[7]
(vendite: 7 500+)
Regno Unito Regno Unito[8]
(vendite: 100 000+)
Stati Uniti Stati Uniti[9]
(vendite: 500 000+)
Dischi di platinoBelgio Belgio[10]
(vendite: 50 000+)
Europa Europa (2)[11]
(vendite: 2 000 000+)
Germania Germania[12]
(vendite: 300 000+)
Norvegia Norvegia (3)[13]
(vendite: 150 000+)
Spagna Spagna[14]
(vendite: 100 000+)
Svezia Svezia[15]
(vendite: 100 000+)
Svizzera Svizzera[16]
(vendite: 50 000+)
Mark Knopfler - cronologia
Album precedente
(1996)
Album successivo
(2002)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
AllMusic[17] 3/5 stelle
Rolling Stone[18] 3.5/5 stelle

Sailing to Philadelphia è il secondo album da solista di Mark Knopfler registrato nel 2000 a Dublino, Nashville e Los Angeles.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

È l'album di Mark Knopfler di maggior successo senza il marchio Dire Straits, grazie soprattutto al trascinante singolo What It Is. Ha venduto oltre 3.500.000 di copie ed ha raggiunto la prima posizione in classifica in Italia, Germania, Svizzera e Norvegia per 5 settimane, la seconda in Austria, Paesi Bassi, Spagna e Svezia, la terza in Finlandia, la quarta nel Regno Unito, la settima in Francia e la nona in Danimarca.

L'opera è interamente dedicata alla tradizione musicale statunitense con pezzi che variano dal country al folk passando per il cajun. Si tratta di un ritorno alle origini per l'artista cresciuto con la musica degli Everly Brothers e di Elvis Presley. Non mancano inoltre echi della sua precedente carriera con i Dire Straits[17][18].

Nei brani Sailing to Philadelphia e The Last Laugh Knopfler si avvale della collaborazione di due suoi illustri amici: rispettivamente James Taylor e Van Morrison.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Tutti i brani sono stati scritti da Mark Knopfler.

  1. What It Is 4.57
  2. Sailing to Philadelphia 5.29 (feat. James Taylor)
  3. Who's your Baby now 3.06
  4. Baloney again 5.09
  5. The last Laugh 3.22 (feat. Van Morrison)
  6. Silvertown Blues 5.32
  7. El Macho 5.29
  8. Prairie Wedding 4.26
  9. Wanderlust 3.52
  10. Speedway at Nazareth 6.23
  11. Junkie Doll 4.35
  12. Sands of Nevada 3.58
  13. One more Matinee 4.05

L'edizione americana ha le tracce disposte in ordine differente e contiene la canzone Do America (4:12) come sesto brano, al posto di Silvertown Blues che diventa dodicesimo, seguito dall'ultimo Sands of Nevada. Assente invece il brano One more Matinee.

Esiste una versione messicana di What It is con una strofa in più rispetto all'originale.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2000) Posizione
massima
Australia[19] 16
Austria[19] 2
Belgio (Fiandre)[19] 4
Belgio (Vallonia)[19] 10
Canada[20] 10
Danimarca[19] 9
Finlandia[19] 3
Francia[19] 7
Germania[19] 1
Italia[19] 1
Norvegia[19] 1
Nuova Zelanda[19] 11
Paesi Bassi[19] 2
Regno Unito[21] 4
Spagna[22] 2
Stati Uniti[23] 60
Svezia[19] 2
Svizzera[19] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Accreditations - 2000 Albums, ARIA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  2. ^ (DE) Verband der Österreichischen Musikwirtschaft, IFPI Austria. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  3. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  4. ^ Kultalevyjen myöntämisrajat, Musiikkituottajat.
  5. ^ Mark Knopfler, Musiikkituottajat.
  6. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 14 febbraio 2016. Selezionare "Mark KNOPFLER" e premere "OK".
  7. ^ (EN) Dean Scapolo, The Complete New Zealand Music Charts: 1966–2006, Wellington, Dean Scapolo and Maurienne House, 2007, ISBN 978-1-877443-00-8.
  8. ^ (EN) BRIT Certified, British Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  9. ^ (EN) Mark Knopfler, Sailing to Philadelphia – Gold & Platinum, RIAA. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  10. ^ (NL) Goud en Platina – 2000, Ultratop. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  11. ^ IFPI Platinum Europe Awards – 2001, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2013).
  12. ^ (DE) Gold/Platin Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  13. ^ (NO) IFPI Norsk Platebransje, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 25 luglio 2012).
  14. ^ Productores de Música de España, Solo Exitos 1959–2002 Ano A Ano, 1ª ed., ISBN 84-8048-639-2.
  15. ^ (SV) Guld- och Platinacertifikat − År 2000 (PDF), International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 14 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
  16. ^ (DE) Edelmetall, Schweizer Hitparade. URL consultato il 14 febbraio 2016.
  17. ^ a b (EN) William Ruhlmann, Sailing to Philadelphia, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 10 marzo 2013.
  18. ^ a b (EN) David Wild, Mark Knopfler: Sailing to Philadelphia, Rolling Stone, 3 ottobre 2000. URL consultato il 10 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 7 novermbre 2007).
  19. ^ a b c d e f g h i j k l m n (NL) Mark Knopfler - Sailing to Philadelphia, Ultratop. URL consultato il 19 maggio 2015.
  20. ^ (EN) Top Albums (PDF), su Collectionscanada.gc.ca, Library and Archives Canada. URL consultato il 19 maggio 2015.
  21. ^ (EN) Official Albums Chart Top 100: 01 October 2000 - 07 October 2000, Official Charts Company. URL consultato il 19 maggio 2015.
  22. ^ (ES) Fernando Salaverri, Sólo éxitos: año a año, 1959–2002, 1ª ed., Spagna, Fundación Autor-SGAE, settembre 2005, ISBN 84-8048-639-2.
  23. ^ (EN) Mark Knopfler - Chart history, Billboard. URL consultato il 19 maggio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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