Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane
| Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane | |
|---|---|
| Titolo originale | Essai sur l'inégalité des races humaines |
| Autore | Arthur de Gobineau |
| 1ª ed. originale | 1853-1855 |
| Genere | saggio |
| Lingua originale | francese |
L'Essai sur l'inégalité des races humaines (in italiano: Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane, 1853-1855) di Joseph Arthur, conte di Gobineau, è un saggio che sostiene l'esistenza di differenze inconciliabili tra le diverse razze umane. Secondo l'autore, la mescolanza tra razze o "meticcio", pur essendo inevitabile, è la causa principale del decadimento e della caduta delle civiltà. Inoltre il saggio supporta la superiorità della "razza" Europoide caucasica (l'uomo bianco) ed è considerato uno dei primi esempi di razzismo scientifico.[1]
Le idee di Gobineau traggono origine dai criteri di classificazione del genere umano sviluppati dagli antropologi del XVIII secolo e derivanti dai concetti di "specie" e "razza", messi a punto in biologia nello stesso periodo[2].
Appoggiandosi a diverse discipline scientifiche, come la linguistica e l'antropologia, Gobineau suddivide la specie umana in tre gruppi principali (bianco europoide, giallo mongoloide, negro o negroide) e cerca di dimostrare che "la storia sorge solo dal contatto con le razze bianche."
Tra le "razze bianche" identifica la "razza ariana" come l'apice dello sviluppo umano, considerandola all'origine delle aristocrazie europee.
Contenuto
[modifica | modifica wikitesto]Gobineau si basa su una visione prettamente pessimistica del mondo, secondo la quale l'uomo è il peggiore degli animali[3].
Il concetto di "razza ariana" deriva dalle scoperte fatte nell'ambito della storiografia linguistica nel XIX secolo. Quando si ipotizzò che la lingua avestica e il sanscrito fossero predecessori delle principali lingue europee, tra cui la lingua latina, la lingua greca, tutte le lingue germaniche e le lingue celtiche.
Partendo da tali teorie il linguista tedesco Friedrich Schlegel concluse che dovesse esistere un popolo comune originario, che egli chiamò "ariano" e a cui ha attribuì l'origine di tutti i popoli europei e asiatici[4].
In sintesi Gobineau nel suo lavoro sostiene che:
- il fattore razziale e/o etnico gioca un ruolo cruciale per il decadimento e nel collasso delle civiltà;
- l'umanità è divisa in razze[5]
- la "razza ariana" è superiore e detiene "il monopolio della bellezza, dell'intelligenza e della forza"[6];
- sono esitite dieci civiltà - di cui tre civiltà americane originate dalle civiltà precolombiane[7] -
- tutte le grandi civiltà che sono esistite, hanno avuto la grandezza e la fortuna di essere state guidate da persone di razza ariana (la teoria di Atlantide e degli Iperborei)[8];
- la causa della "degenerazione" e la caduta delle grandi civiltà fondate dalla "razza ariana" è causata da miscele razziali (mélanges);
- per evitare il collasso della moderna civiltà ariana, è necessario evitare la mescolanza con altre razze non ariane.
La conclusione del libro prevede la fine di ogni comunità umana. La sua formula finale impressionò profondamente i contemporanei di Gobineau, incluso Richard Wagner: “le nazioni, anzi, le mandrie umane, languendo in una monotona solitudine, d'ora in poi vivranno intorpidite nella loro nullità, come bufali ruminanti nelle pozze stagnanti delle paludi pontine".
Background
[modifica | modifica wikitesto]Gobineau era un sostenitore del Legittimismo che vedeva nel passaggio al repubblicanesimo e nella centralizzazione politica le cause principali del declino della Francia. Il suo libro fu scritto dopo la rivoluzione francese del 1848, quando Gobineau cominciò a studiare le opere del chimico francese Marie François Xavier Bichat e del fisiologo tedesco Johann Friedrich Blumenbach.
Il libro è dedicato al re Giorgio V di Hannover (1851-1866), ultimo sovrano del casato di Hannover; nella dedica Gobineau scrive che presenta a Sua Maestà i frutti delle sue speculazioni e dei suoi studi sulle cause nascoste della rivoluzione, delle guerre più sanguinarie e dell'illegalità ("révolutions, guerre sanglantes, renversements de lois") dell'epoca.
In una sua lettera diretta al conte Anton von Prokesch-Osten nel 1856 descrive il libro come basato su "un odio nei confronti della democrazia e della sua principale arma, la rivoluzione, odio che ho soddisfatto dimostrando, in vari modi, da dove provengono la rivoluzione e la democrazia e dove ci stanno conducendo"[9].
Gobineau e la Bibbia
[modifica | modifica wikitesto]Nel volume I, capitolo 11, intitolato Les différences ethniques sont permanentes ("Le differenze etniche sono permanenti"), Gobineau scrive che "Adamo è il capostipite della nostra specie bianca" ("Adam soit l'auteur de notre espèce blanche") e che le creature non appartenenti alla "razza bianca" non fanno parte di quella specie.
Con questo approccio Gobineau si riferisce alla sua suddivisione dell'Homo sapiens in tre razze principali (bianco, giallo e nero); la divisione riportata dalla Bibbia sui discendenti di Jafet, Sem e Cam in Iafetiti, Semiti e Camiti è per Gobineau una divisione interna alla "razza bianca". Nel suo insieme Gobineau considera la Bibbia una fonte attendibile della storia attuale e non è un sostenitore dell'idea della poligenesi.
Traduzioni
[modifica | modifica wikitesto]Il medico statunitense Josiah Clark Nott assunse il propagandista Henry Hotze per tradurre l'opera in lingua inglese. La traduzione di Hotze è stata pubblicata nel 1856 con il titolo The Moral and Intellectual Diversity of Races ("La diversità morale e intellettuale delle razze") accompagnata da un saggio scritto direttamente da Hotze e da un’appendice curata da Nott.
Tuttavia il traduttore "omise le leggi della repulsione e dell'attrazione, che erano centrali per la narrativa di Gobineau sul ruolo della mescolanza delle razze nell'ascesa e nella caduta delle civiltà"[10]. Gobineau non era soddisfatto della traduzione, ed era "particolarmente preoccupato del fatto che Hotze avesse volutamente ignorato i suoi commenti sul decadimento americano in generale e sulla schiavitù negli Stati Uniti d'America in particolare"[11][12].
La traduzione in lingua tedesca intitolata Versuch über die Ungleichheit der Menschenrasse è apparsa per la prima volta nel 1897 ed è stata tradotta da Ludwig Schemann, membro del circolo di Bayreuth e "uno dei più importanti teorici razziali dell'impero tedesco prima e della repubblica di Weimar "[13]. Anche Richard Wagner è stato tra gli ammiratori di Gobineau[14][15].
Una nuova versione in lingua inglese intitolata The Inequality of Human Races, tradotta da Adrian Collins, è stata pubblicata in Gran Bretagna e negli Stati Uniti d'America nel 1915 e rimane la versione standard inglese, che continua ad essere pubblicata ancora oggi negli Stati Uniti.
Influenze
[modifica | modifica wikitesto]Lo storico Steven Kale sostiene che "l'influenza di Gobineau sullo sviluppo della teoria razziale è stata esagerata e che le sue idee sono state regolarmente misconosciute"[16].
Le idee di Gobineau hanno trovato un vasto pubblico negli Stati Uniti e nelle aree di lingua tedesca, molto più che in Francia, diventando d'ispirazione per diverse teorie derivanti dal razzismo scientifico, come per esempio le teorie di Houston Stewart Chamberlain, autore dei Fondamenti del diciannovesimo secolo[17]. "Gobineau fu il primo a teorizzare la razza come fattore decisivo nella storia e i precursori del nazionalsocialismo ripetevano alcune delle sue idee, ma i suoi argomenti principali furono ignorati, deformati o estratti dal contesto nel pensiero razziale tedesco"[18].
Lo storico tedesco Joachim Fest, che ha scritto una biografia di Hitler, descrive Gobineau, in particolare i suoi punti di vista negativi sulla miscelazione razziale così come viene espressa nel suo saggio, come una figura imponente che influenzò il pensiero di Adolf Hitler in particolare e del nazionalsocialismo in generale[19][20].
Nel capitolo intitolato Visione del libro Hitler Fest scrive che l'influenza di Gobineau su Hitler può essere facilmente notata e che le idee di Gobineau sono state usate da Hitler in forma semplificata per scopi demagogici: "Significativamente, Hitler semplifica l'elaborata dottrina di Gobineau fino a diventare demagogicamente utilizzabile e così offrire una serie di spiegazioni plausibili per tutti i malcontenti, le ansie e le crisi della scena contemporanea"[21]. Tuttavia, il professor Steven Kale ha avvertito che "l'influenza di Gobineau sul razzismo tedesco è stata ripetutamente esagerata"[18].
Benché ampiamente citato da gruppi come il Partito Nazista, il testo implica criticamente l'antisemitismo e descrive gli ebrei in termini positivi, considerando che gli ebrei sono valutati come una razza fortemente forgiata da una "forza di tipo greco antico" e dalla sua coesione. Implicitamente, il "popolo di Giuda" rappresentava solo una variante vagante, semi-australe e una variazione del gruppo "Ur-Aryan" (protoariano). Gobineau ha affermato che "gli Ebrei [...] sono diventati un popolo che è riuscito a portare a termine tutto ciò che ha intrapreso, un popolo libero, forte e intelligente e che, prima di perdere la guerra con la spada in mano, ha dato il proprio nome ad una nazione indipendente, oltre ad aver contribuito a dare tanti uomini studiosi al mondo quanti commercianti".
Il sentimento filo-giudaico è stato mescolato con le teorie dell'etnologia riguardanti la matrice archeogenetica primordiale indo-iraniana/indo-ariana da cui sono scaturiti gli ebrei. In queste linee di antropologia speculativa, gli ebrei erano un'etnia presumibilmente molto antica e originariamente interpretati come atipici appartenenti all'etnia dei protoindoeuropei: la tipologia razziale ebraica emerse dai fondatori irano-afghani di razza nordica, i detentori ritenuti più inessenziali, ma possessori di sangue compatibile "bianco" e "ariano" come punto principale della loro evoluzione.
La popolazione ebraica "camitizzata" di questi giorni è nata in origine dai nuclei razziali afro-asiatici degli Hurriti, dei Gebusei, degli Amorrei presto confluiti negli Ittiti e nei Mittani, affiliati ai principali nuclei razziali secondo "il consenso scientifico". L'atteggiamento pro-ebreo di Gobineau, fu accattivante per Friedrich Nietzsche, in pura ammirazione ed esaltazione nei confronti degli ebrei come una delle "razze più alte", ma si dimostrò ideologicamente vertiginoso per i temi propagandistici del nazionalsocialismo e per i pensatori procustiani: qui Gobineau contraddiceva forse inconfutabilmente il pilastro principale dell'ideologia politica nazista, cioè il dualismo schizoide e neognostico della "demonologia ebraica", dolorosamente evidente come riflettente della barbarie morale-intellettuale di più basso livello[22][23].
Incompatibile con l'ideologia nazista, con la fervente positività giudaica del conte e la sua totale mancanza di antisemitismo, i nazisti avrebbero potuto solo tentare di ignorare o ridurre al minimo il silenzio dell'ipocrisia[22][23].
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1885 l'antropologo haitiano Anténor Firmin ha pubblicato il trattato De l'égalité des races humaines, in risposta al famoso libro di Gobineau e al colonialismo, in un'epoca in cui gli europei si divisero l'Africa nel corso della Conferenza di Berlino, ignorando i problemi e le necessità dei suoi abitanti.
Precursore del pensiero antirazzista e dell'antropologia moderna, l'opera di Firmin venne ignorata dagli studiosi europei per decenni, fino a quando il collasso morale prodotto dalla tragedia della Shoah costrinse le potenze mondiali ad assumere una posizione pubblica contraria al razzismo[24].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Essay-on-the-Inequality-of-Human-Races, su Britannica. URL consultato il 4 gennaio 2025.
- ↑ Bitlloch, Eduardo, Ciencia, Raza y Racismo en el Siglo XVIII, vol. 6, n. 33, Ciencia Hoy, 1993 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2007).
- ↑ Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane, Volume VI, Capitolo 3.
- ↑ Salas Romero, Juan Francisco, El supuesto origen de la raza aria, in Analítica, Venezuela, Miércoles, 3 de diciembre de 2003, 2003.
- ↑ Joseph Arthur De Gobineau, Essai sur l’inégalité des races humaines, Paris : Éditions Pierre Belfond [1967], Livre 6, Conclusion générale, p. 322, 1853-1855.
- ↑ Joseph Arthur De Gobineau, Essai sur l’inégalité des races humaines, Paris : Éditions Pierre Belfond [1967], Livre I, Chapitre XVI, p. 198, 1853-1855.
- ↑
- antica India
- antico Egitto
- Assiria
- antica Grecia
- antica Cina
- antica Roma
- La civiltà occidentale europea
- gli aleganiani fuoriusciti dalla Orogenesi ercinica
- la civiltà dell'impero azteco dell'antica storia del Messico
- la civiltà dell'impero Inca dell'antica storia del Perù
- ↑ Joseph Arthur De Gobineau, Essai sur l’inégalité des races humaines, Paris : Éditions Pierre Belfond [1967], Livre I, Chapitre XVI, p. 199, 1853-1855.
- ↑ citato in Michael D. Biddiss Father of Racist Ideology: Social and Political Thought of Count Gobineau (1970) p514
- ↑ Robert Bernasconi and Tommy L. Lott (editors) The Idea of Race Hackett Publishing Co(2000) p45
- ↑ Lonnie A. Burnett Henry Hotze, Confederate Propagandist: Selected Writings on Revolution, Recognition, and Race The University of Alabama Press (2008) p5
- ↑ Lonnie A. Burnett: Henry Hotze, Confederate Propagandist. University of Alabama Press, S. 5.
- ↑ Richard S. Levy (Editor) Antisemitism: A Historical Encyclopedia of Prejudice and Persecution ABC-CLIO Ltd (2005) p640
- ↑ Anja Lobenstein-Reichmann: Houston Stewart Chamberlain - Zur textlichen Konstruktion einer Weltanschauung. S. 500.
- ↑ Bau, Ramón; "Wagner y Gobineau. (El sentido racial en Wagner)" Archiviato il 17 maggio 2008 in Internet Archive., Wagneriana nº49, 2003, Archivo Wagner.
- ↑ Steven Kale, Gobineau, Racism, and Legitimism: a Royalist Heretic in Nineteenth-Century France, in Modern Intellectual History, vol. 7, n. 1, Cambridge University Press, aprile 2010, p. 59, DOI:10.1017/S1479244309990266.
- ↑ Michael Lausberg: Die Resonanz des gobinistischen Rassenbegriffs bei Wagner und Nietzsche
- 1 2 Kale (2010) p. 60
- ↑ Bochaca, Joaquín. et.al,, Hitler y sus filósofos, Madrid: Ojeda, 1998, ISBN 84-85156-28-5.
- ↑ Zylberman, Abraham, La ideología nacional-socialista, in Nuestra Memoria, n. 29, 2000 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2008).
- ↑ Joachim C. Fest, Hitler, Mariner Books, 2002, pp. 210-211, ISBN 0-15-602754-2.
- 1 2 George Sabine, Historia de la teoría política, Madrid, Fondo de Cultura Económica, 1988, ISBN 978-968-16-4199-3.
- 1 2 An Essay on the Inequality of the Human Races, Section 'The Influence of Locality'
- 1 2 Poumier, Maria (trad. Juan Vivanco), De la igualdad de las razas humanas (Capítulo XVII), in Encontrarte, vol. 2, n. 45, 2006 (archiviato dall'url originale il 17 maggio 2008).
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Gobineau, Arthur (Count Joseph Arthur de Gobineau) The Inequality of Human Races, translated by Adrian Collins
- Gobineau, Arthur (Count Joseph Arthur de Gobineau) The Moral and Intellectual Diversity of Races, with particular reference to their perspective influence in the civil and political history of mankind, translated by Henry Hotze
- Gobineau, Arthur (Count Joseph Arthur de Gobineau) Versuch Uber Die Ungleichheit Der Menschenracen', translated by Ludwig Schemann
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane, su Goodreads.
- Essai sur l'Inegalite de Races Humaine in French at Google Books Vol. 1, Vol. 2, Vol. 4
- Versuch über die Ungleichheit der Menschenracen trans. by Ludwig Scheman at Google Books Vol. 1, Vol. 2,
- Vol. 3,
- Vol. 4, su books.google.com.
- The Moral and Intellectual Diversity of Races: With Particular Reference to Their Respective trans. by H. Hotz, with an Appendix by J. C. Nott, su books.google.com.
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