Ripafratta

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Ripafratta
frazione
Ripafratta – Veduta
Il borgo visto dall'alto del campanile della chiesa di San Bartolomeo.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Pisa-Stemma.svg Pisa
ComuneSan Giuliano Terme-Stemma.png San Giuliano Terme
Territorio
Coordinate43°49′01″N 10°24′53″E / 43.816944°N 10.414722°E43.816944; 10.414722 (Ripafratta)Coordinate: 43°49′01″N 10°24′53″E / 43.816944°N 10.414722°E43.816944; 10.414722 (Ripafratta)
Altitudine12 m s.l.m.
Abitanti628[2] (2001)
Altre informazioni
Cod. postale56017
Prefisso050
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiripafrattese, ripafrattesi[1]; riprafattino, riprafattini[1]
Patronosan Bartolomeo Apostolo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ripafratta
Ripafratta

Ripafratta è una frazione del comune italiano di San Giuliano Terme, nella provincia di Pisa, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo di Ripafratta è posto sul confine con i comuni di Lucca e di Vecchiano, nella stretta gola tra il colle Vergario, ultima propaggine del Monte Pisano, ed il fiume Serchio. Il paese è costruito a ridosso della Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, nota un tempo come Via Aemilia Scauri, e successivamente come Via Julia Augusta.

Ripafratta sorge sulla riva del Serchio, terzo fiume della Toscana, che nasce dal monte Sillano e giunge al mare nei pressi di San Rossore. Tra il fiume e il paese scorre il canale Ozzeri, proveniente dalla Lucchesia, che si immette nel Serchio all'altezza di Rigoli.

Il fosso del Mulino, detto anche "canale macinante", "demaniale" o "di Ripafratta", venne fatto costruire da Lorenzo de' Medici nel 1475 per azionare un mulino di sua proprietà (oggi noto come Molino Grassotti, ancora visibile nel centro del paese). Il canale raccoglie le acque del Serchio, passa sotto l'Ozzeri e sotto Ripafratta, e costeggiando il percorso della Via Aemilia Scauri poi Via Julia Augusta, attuale antico percorso della Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, dopo aver attraversato Rigoli, Corliano, San Giuliano Terme e La Figuretta, si immette in Arno nei pressi del Ponte della Fortezza a Pisa.

Nei pressi di Ripafratta, giusto a valle del ponte che la collega a Filettole, il fiume Serchio è caratterizzato da una piccola cascata artificiale, la Steccaia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese è cambiato nel tempo e non è chiaro quale sia la sua origine.

Prima del Mille, la località era conosciuta come "Ottavo", perché tale era la distanza da Pisa[3] o anche come Ripa[4].

Nel XVI secolo il paese era noto invece con il nome Librafratta.[5][6]

Su altri testi antichi, compare il nome Ripafractae o Ripafracta, forse a ricordo di una grave inondazione intorno all'anno 1000, che causò la rottura dell'argine nei pressi del paese; ripa è infatti facilmente interpretabile come "riva" e fracta in latino può significare "rotta", "spezzata".

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata come avamposto doganale per la sua posizione di confine tra le due potenze lucchese e pisana, Ripafratta, feudo della consorteria dei nobili Da Ripafratta, ha acquistato una sempre maggiore importanza strategica, tanto da far sorgere la necessità di rafforzare la torre esistente (risalente al 970) trasformandola così in una vera e propria rocca castellana (1162-1164), detta di San Paolino, con un recinto a pianta poligonale irregolare (occupato al centro dal mastio quadrangolare) ed altre due torri adiacenti alle mura. Nel 1158, peraltro, Ripafratta era stata sede della cosiddetta "Pace di Ripafratta" siglata dopo anni di guerre tra le repubbliche di Pisa e Lucca.

Nel 1256 a seguito di un ulteriore accordo di pace tra Lucca e Firenze da un lato, e Pisa dall'altro, la repubblica marinara deve cedere il controllo dei castelli di Motrone e di Ripafratta.

La pieve di Ripafratta, dedicata a San Bartolomeo Apostolo, ha fatto parte fino al 1789 della Diocesi di Lucca, quando insieme a Barga fu ceduta all'Arcidiocesi di Pisa in cambio delle parrocchie intorno alla pieve di Massaciuccoli[7]. Un violento terremoto, nel 1846, lesionò numerosi edifici e la stessa pieve romanica, che per ragioni di sicurezza fu demolita; al suo posto venne innalzata l'attuale chiesa parrocchiale in stile ottocentesco.

Durante la seconda guerra mondiale Ripafratta si trovò sulla linea gotica. Il 24 agosto 1944 nei pressi del ponte 38 persone (inclusi i sacerdoti don Libero Raglianti e don Angelo Unti) furono trucidate dalle SS tedesche di stanza a Nozzano. Un cippo ricorda il luogo del massacro e i nomi delle vittime.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi di Ripafratta sono sorte nel corso della storia diverse costruzioni di interesse artistico, architettonico e culturale.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Rocca di San Paolino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Castello di Ripafratta.

La Rocca di San Paolino (XII secolo) è un poderoso castello di origine medievale che sovrasta il paese dall'alto del colle Vergario, e la cui presenza è motivo stesso della nascita del borgo di Ripafratta.

Sistema di fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre Centìno, secolo XIII, torre di avvistamento
  • Torre Niccolai, secolo XIII, torre di avvistamento
  • Torre campanaria della chiesa di Ripafratta, già torre militare a difesa del borgo.
  • I resti delle mura: a causa della sua posizione di confine tra Pisa e Lucca, nel medioevo Ripafratta è stata fortificata e contesa dalle due città. Delle mura del paese non rimangono che tracce. La torre-porta che controllava il traffico sulla strada, era nota come Torre del Fiume, poiché situata nei pressi del Serchio; fu fatta saltare nel 1944 dalle truppe tedesche in ritirata. Oggi è visibile soltanto parte del basamento.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della chiesa di San Bartolomeo Apostolo
Statua lignea della Madonna di Rupecava di Andrea Pisano.

La pieve di San Bartolomeo Apostolo risale al 1854-57, quando fu edificata in sostituzione dell'antica pieve romanica preesistente, gravemente lesionata dal terremoto del 1846. La facciata della chiesa, in alto nel timpano, riporta lo stemma della famiglia Roncioni, che aveva sulla chiesa di Ripafratta il cosiddetto ius patronatus, cioè il diritto di presentare dei nomi al Vescovo per la sccelta del pievano. L'ultimo ad essere nominato con tale diritto medioevale è stato monsignor Mario Maracich (pievano di Ripafratta fino al 2006) il 27 agosto 1950.

Ai piedi della facciata si trovano tre imponenti scalini di pietra dura, che terminano con un piccolo spiazzo lastricato. L'ingresso alla Chiesa è segnato da un grande portone con gli stipiti in pietra serena.

All'interno, sulla parete di entrata, si trova la cantoria in legno dipinto che contiene un organo "Tronci", risalente al 1883. Sotto, sulla sinistra, in un'urna protetta da un vetro, l'antica statua lignea della Madonna di Rupecava, opera di Andrea Pisano. Sulla parete di destra sono invece murate due pietre. La più grande era stata la pietra tombale di Matteo Gambacorti, giovane nobile pisano, morto di peste a Ripafratta attorno al XV secolo. L'altra è la pietra di fondazione della originale pieve romanica, risalente al 1327, con iscritti i nomi di alcuni dei "fabbriceri". Ancora a fianco, la moderna lapide che ricorda monsignor Mario Maracich. Un'altra urna, sull'altare di destra, custodisce una "Madonna con Bambino" in gesso, opera di Vincenzo Moroder di Ortisei. Di fronte, l'altare del Crocifisso (una pregiata scultura lignea di colore scuro) detto del "Niccolai", perché fino a non molti anni fa era in custodia per il mantenimento a tale famiglia ripafrattese.

Infine, l'altar maggiore, opera ottocentesca in marmo, con le balaustre di marmo di Siena che chiudono parzialmente il presbiterio. Da evidenziare il pulpito, ideato dal Conte Carlo Biscaretti, nobile torinese cofondatore della FIAT e amante di Ripafratta, dove ha vissuto a lungo e dove è morto nel 1959. Nel coro, sulla parete, un grande quadro ottocentesco con Madonna e martiri.

Eremo di Rupecava[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Eremo di Santa Maria ad Martyres.

L'eremo di Santa Maria ad Martyres, detto anche Rupecava, è un antico convento, oggi in rovina e vandalizzato, posto sulle colline sovrastanti Ripafratta. Gli abitanti del paese e di tutta la Valdiserchio vi sono fortemente legati, come si evidenzia dal culto tributato all'omonima Madonna. La celebre Statua della Madonna di Rupecava è stata scolpita nel 1326 da Andrea Pisano ed è attualmente conservata nella chiesa di Ripafratta.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La piazza[modifica | modifica wikitesto]

Di fronte alla chiesa si trova la piccola piazza del paese. Come testimoniato da illustrazioni ottocentesche e da cartoline d'epoca, la piazza era sede della "berlina", una colonna in pietra presso cui si svolgevano anticamente le condanne penali. Tale colonna fu abbattuta durante il secondo conflitto mondiale da un carro armato. Attualmente, la piazza di Ripafratta (non identificata peraltro come toponimo), non conserva più niente del suo aspetto di luogo di ritrovo pubblico: la pavimentazione in pietra è stata ricoperta nel tempo dall'asfalto e l'intero spazio è oggi utilizzato come parcheggio dai residenti. Soltanto in occasione dell'annuale Festa della Rocca e di altre manifestazioni laiche o religiose la piazza viene sgombrata dalle automobili e utilizzata con funzioni sociali e culturali.

Palazzi storici[modifica | modifica wikitesto]

Almeno due sono gli edifici che possono propriamente definirsi palazzi storici, entrambi situati nel centro del borgo: il palazzo de Virte e il palazzo della dogana, dove secondo tradizione aveva sede la dogana del confine tra Pisa e Lucca.

Mulino mediceo[modifica | modifica wikitesto]

L'antico mulino, fatto costruire da Lorenzo de' Medici e azionato dalle acque del Canale Macinante (che nasce a Ripafratta dal Serchio e scorre sotto il paese), è tutt'oggi visitabile in quanto convertito in attività commerciale.

Residenza del Podestà e annesse prigioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli edifici che costeggiano il colle assecondandone l'andamento circolare è possibile riconoscere ancora la residenza del podestà e, a fianco, le antiche prigioni. Entrambe le identificazioni sono confortate da due lapidi in pietra serena poste sulla facciata, che recano lo stemma mediceo e due iscrizioni, in italiano e in latino.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

A Ripafratta sono state girate alcune scene del film Il paziente inglese (1996) di Anthony Minghella. Ben visibili la Rocca e il ponte sul Serchio.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • secondo fine settimana di giugno: Festa della Rocca e del suo territorio, due giorni di eventi mirati alla riscoperta del territorio in tutti i suoi aspetti, con iniziative che coinvolgono il versante storico (visite guidate alla fortificazione e alle sue torri), i monti, il fiume e il borgo, con esposizioni, rievocazioni storiche, trekking e iniziative sportive anche fluviali, mostre e degustazioni di prodotti tipici della zona.
  • 14 agosto: Festa del Voto, ricorrenza religiosa all'eremo di Santa Maria ad Martyres, nell'anniversario del terremoto del 1846.
  • 24 agosto: San Bartolomeo Apostolo, patrono del paese (cerimonia religiosa).
  • 8 settembre: Festa della Madonna di Rupecava, nel giorno della Natività di Maria, con cerimonie religiose per tutto il giorno presso l'eremo di Santa Maria ad Martyres.
  • seconda domenica di ottobre, ogni tre anni: Festa Triennale della Madonna del Rosario, solenne processione nelle vie del paese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Treno in transito a Ripafratta nell'aprile 1988

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ripafratta è posta in un luogo storicamente strategico lungo la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero lungo il quale fino al 1847 era presente la dogana di Cerasomma, al confine fra il Ducato di Lucca e il Granducato di Toscana. Oggi la strada è stata rinominata come SRT12.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria, che un tempo svolgeva anch'essa funzioni di impianto internazionale, è oggi una semplice fermata impresenziata che si trova lungo la ferrovia Lucca-Pisa ed è servita dai treni per i due capoluoghi svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Toscana. La frequenza base delle corse è di circa un treno ogni 30 minuti per direzione.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico suburbano, che collega Ripafratta a Lucca da una parte e all'aeroporto di Pisa dall'altra, è garantito dagli autoservizi svolti dalla società CTT Nord.

Mobilità ciclabile[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è attraversato dalla Pista Ciclopedonale di Puccini, itinerario che collega la città di Lucca alla costa.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Odonimia[modifica | modifica wikitesto]

Le vie del paese sono quasi tutte intitolate a pittori:

Le vie storiche del borgo, nei pressi della chiesa, hanno invece mantenuto il nome originale:

  • Via di Sopra
  • Vicolo del Campanile

Mentre quella sui ponti, che conduce a Filettole

  • via di Ripafratta

E la più recente di tutte, intitolata a:

Accanto alla toponomastica ufficiale, ne rimane ancora diffusa tra i ripafrattesi una più "popolare" che divide il paese in frazioni ancora più piccole: Dal confine con Pugnano verso Lucca: Bu'onero, Sassina, Le Pinzole, alla Ceccia, dal Vanni, in Paese, Dogana, Mulino, Fori porta, Cancelli, Farneta, Cianetto, Treto, Valle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 454.
  2. ^ Dati del censimento Istat 2001
  3. ^ Matthaei:Historia Ecclesia Pisana, Archivio Arcivescovile di Pisa, 6 aprile 987
  4. ^ Archivio parrocchiale di Montuolo, 970
  5. ^ Documento della Compagnia del S.S. Sacramento conservato nell'archivio parrocchiale, 1553.
  6. ^ Lettera di Niccolò Machiavelli a Giovanni Ridolfi, Firenze, 1º giugno 1504.
  7. ^ Papa Pio VI: Bolla del 18 luglio 1789

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Caciagli, Pisa e la sua provincia, vol. 3, tomo II, Pisa, Colombo Cursi Editore, 1972, pp. 590–597.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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