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Canale Ozzeri-Rogio

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Canale Ozzeri-Rogio
L'ultimo tratto del canale Ozzeri presso Ripafratta, incluso tra la ferrovia Lucca-Pisa a sinistra e il fiume Serchio a destra.
StatoItalia (bandiera) Italia
Lunghezza13 km
Nascepiana di Lucca
Sfociafiume Serchio
Map

Il canale Ozzeri-Rogio è un canale a doppia pendenza, che costituisce lo scolo principale della piana di Lucca e dei rilievi nord del monte Pisano.

Il canale Ozzeri a San Concordio (Lucca)

Dal fosso Ozzoretto, che drena le acque di una parte della piana a est del fiume Serchio, si originano l'Ozzeri ed il Rogio. L'Ozzeri si dirige verso ovest confluendo nel Serchio mentre il Rogio si dirige verso est confluendo nel Canale Emissario di Bientina.

Il perno, ovvero lo spartiacque tra i due segmenti di canale, è un punto variabile nei pressi di Pontetetto, in cui avviene la separazione delle acque che si riversano nel Serchio da quelle che si riversano nel Canale Emissario di Bientina

Percorso dell'Ozzeri

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L'Ozzeri, dopo la sua origine dal canale Ozzoretto risale verso nord verso Vicopelago, toccando poi Gattaiola e quindi la frazione Meati.

A Vicopelago riceve a destra il canale detto della Piscilla, che arriva dalla cerchia delle mura raccogliendo le acque della città di Lucca. A Lucca come è noto le acqua pervengono dal Condotto Pubblico, che origina del Serchio.

Arrivato Montuolo piega a mezzogiorno, filando quasi parallelo al fiume Serchio, fino a Rigoli dove, con un sistema di porte vinciane a protezione dalle piene del fiume, sfocia definitivamente nel fiume Serchio. In quel punto è presente anche una piccola centrale elettrica che sfrutta il salto di livello tra il canale e il fiume.

Percorso del canale Rogio, dalla sua origine (a destra nella figura) fin quasi al suo sbocco terminale ( a sinistra in basso).

Percorso del Rogio

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Ponte delle Murelle sul Rogio a Colognora di Compito

Il canale ha ancora un ampio bacino ed i ponti sono così alti da permettere lo scorrimento di barche alte qualche metro, per le quali i lucchesi fino al secolo XIX si potevano vantare d'avere un canale navigabile, che poteva consentire senza sforzo di recapitare a mare le merci lavorate nella città dall'antico porto di San Concordio, detto anche della Formica, come di riceverne.[1]

Tra il Pontetetto ed il Ponte Strada[2], molto vicino alla confluenza con l'Ozzoretto, prendeva e prende tuttora origine il canale della Formica, che un tempo conduceva ad uno slargo del canale, che era il Porto della Formica, ora interrato.[3] Fu il porto di Lucca e continuò ad essere usato fino alla fine del secolo XIX , quando venne soppiantato dalla ferrovia. Era situato a circa 300 mt. da Porta S.Pietro.[4]

Il rustico del Palazzaccio oggi

Dopo la confluenza dell'Ozzeretto, che lascia alla sua sinistra, il Rogio corre verso est a sud dell'abitato di Verciano.Quindi il canale sottopassa ponti che sono presenti almeno fin dal "600: il Ponte Pinelli, il Ponte Maggiore e quindi il Ponte delle Murelle. Subito dopo lascia alla propria destra Villa Altogradi oggi denominata Adorni-Braccesi[5], supera l'abitato di Colognora di Compito e riceve il rio di Massa Macinaia, il rio Arpino ed il rio del Frizzone. Successivamente piega in direzione sud inoltrandosi nell'alveo del Lago di Bientina; dopo l'area archeologica del Palazzaccio e "Casa Bertolucci", raddrizza il proprio corso in direzione sud est e riceve dalla sponda est la Fossa Nera. All'altezza della località "La Baracca" si forma un sistema di canali paralleli per raccogliere le acque della Visona di Compito e della Fossa Nuova, oltre a quelle del canale della Forra e del rio Riseccoli, che arriva dall'area dal Lago della Gherardesca[6], convogliandole tutte, una volta superata la Casa dell'Isola, nella Fossa Navareccia, costituendo in tal modo il Canale cosiddetto Emissario: questo canale scarica in mare, una volta passato sotto il letto del fiume Arno attraverso una imponente opera di architettura idraulica costituita da una botte-sifone in località S.Giovanni alla Vena (Pisa), realizzata il 1859.[7]

A seguito della colonizzazione da parte dei romani furono portate a termine in tutta la piana lucchese ingenti opere di canalizzazione e arginatura dei vari rami dell'antico fiume Auser, che consentirono la centuriazione e quindi l'uso agricolo del territorio. Dopo la caduta dell’impero, gran parte delle opere furono abbandonate e i corsi d’acqua ripresero a scorrere in modo disordinato nella pianura lucchese, provocando l'impaludamento dell'area e la formazione del Lago di Sesto o Bientina.[8]

Lungo il ramo orientale dell'Auser che si dirigeva verso l'Arno, che ripercorreva l'attuale canale del Rogio dopo Ponte Maggiore, si sono succeduti insediamenti a partire dalla media età del Bronzo e poi durante tutta la storia antica , costituiti dagli Etruschi, quindi dai Romani, dai Longobardi, infine lungo tutto il medioevo, il rinascimento e l'epoca moderna, di cui è ancora testimonianza vivente il Palazzaccio, oggi rustico inagibile, ma all'epoca villa rinascimentale proprietà dei nobili lucchesi, tra cui gli Altogradi, proprietari anche della Villa in Colognora di Compito, ora Adorni Braccesi, e da ultimi i Bernardini, grossi proprietari terrieri.[9]

Attorno all'anno 1000, per facilitare il passaggio dei monaci, provenienti dai molti monasteri presenti sul territorio, da Lucca alla vicina Guamo, sul corso del Canale Ozzeri venne edificato il Ponte dei frati. Il ponte non è più presente nella posizione iniziale e l'odierna collocazione, risalente alla prima metà del XX secolo, è posta duecento metri più in alto sul livello del mare.[10]

Il canale Ozzeri-Rogio venne quindi scavato presumibilmente in età romana, ma solo con la Repubblica di Lucca furono messi a punto lavori di scavo e manutenzione allo scopo di evitare allagamenti della città e del contado.[11] Secondo il Bongi, il primi lavori di bonifica ad essere documentati nell'area lucchese risalgono al 1182 ma si ebbe un Offizio stabile sopra l'Ozzeri e Rogio, cioè, un apposito organo governativo, solo colla legge del 7 Gennaio 1545.

Nel 1786 furono costruite le cateratte, ancora esistenti, sbocco dell’Ozzeri nel Serchio all'altezza di Cerasomma, al fine di impedire i riflusso di acque verso il lago di Bientina durante i periodi di piena del Serchio. Successivamente lo sbocco fu spostato a Rigoli.[8]

Il 4 dicembre 2012, a seguito di un ingrossamento del canale, crollò il ponte antistante le porte vinciane di Rigoli portando alla morte di Francesco Gabbriellini che si era recato in quel punto per osservare la piena del canale.[12][13] Il ponte con le porte vinciane a protezione dal canale è stato successivamente ricostruito poco più a monte.

  1. Anticoporto fluviale di Lucca a S. Concodio, in FAI i luoghi del cuore.
  2. Pianta della zona di confine fra Granducato di Toscana e Repubblica di Lucca presso il Monte Pisano ed il lago-padule di Bientina, su www502.regione.toscana.it. URL consultato il 28 maggio 2025.
  3. Il Porto della Formica: la storia del porto fluviale più importante di Lucca, su Oltre Lo Schermo, 13 settembre 2020. URL consultato il 28 gennaio 2026.
  4. STORIA : Il Porto della Formica o Porto di San Concordio., su lavocedilucca.it. URL consultato il 28 maggio 2025.
  5. Villa Altogradi oggi Adorni Braccesi, su catalogo.beniculturali.it.
  6. Comune di Capannori (a cura di), Area naturale Lago della Gherardesca, su capannori-terraditoscana.org.
  7. C.Brancaloni e G. Pistolesi, Indagini sulle zone umide della Toscana. II. Il Palude di Bientina (PDF), su stsn.it, p. 364.
  8. 1 2 PIANO DI BACINO DEL FIUME SERCHIO STRALCIO “ASSETTO IDROGEOLOGICO”- Quadro Conoscitivo (PDF), Autorità di bacino del fiume Serchio, ottobre 2004, pp. 69-70. URL consultato il 13 ottobre 2023 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2023).
  9. Giulio Ciampoltrini, Domenico Barreca e Redazione della Cooperativa Archeologia, Insediamenti dell'Età del Bronzo fra le Cerbaie e l'Auser. Ricerche al Palazzaccio di Capannori e ai Cavi di Orentano, in Giulio Ciampoltrini (a cura di), I segni dell'Auser, giugno 2008.
  10. Il Ponte dei Frati, su loschermo.it.
  11. Salvatore Bongi (a cura di), Archivio di Stato di Lucca. Inventario a stampa Vol 1.Offizio sopra i Paludi di Sesto. Descrizione, su archiviodistatoinlucca.cultura.gov.it.
  12. Cronaca, in pisainformaflash.it, 7 dicembre 2012. URL consultato il 27 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 27 agosto 2018).
  13. Tiziano Nizzoli, Serchio ed Ozzeri, fonti di vita e di preoccupazioni, su La Voce del Serchio, 26 luglio 2013. URL consultato il 21 marzo 2017.

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