Questa terra è mia

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Questa terra è mia
Titolo originaleThis Land Is Mine
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1943
Durata103 min (versione estesa 148 min)
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaJean Renoir
SoggettoDudley Nichols e Jean Renoir
SceneggiaturaDudley Nichols, Jean Renoir e Leo Bulgakov
Casa di produzioneRKO Pictures
Distribuzione in italianoRKO Pictures (1947)
FotografiaFrank Redman
MontaggioFrederic Knudtson
MusicheLothar Perl
ScenografiaAlbert S. D'Agostino, Walter E. Keller
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Questa terra è mia (This Land Is Mine) è un film diretto negli Stati Uniti nel 1943 da Jean Renoir.

Si tratta del secondo film, dopo La palude della morte, girato in America da Jean Renoir.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Seconda guerra mondiale, in un paese occupato dai nazisti.

In un villaggio, un maestro elementare, Albert Lory, vive con sua madre, nonostante la sua età matura. È un uomo rispettoso e sottomesso alle autorità scolastiche e militari. È segretamente innamorato della sua collega, Louise Martin, fidanzata con un collaborazionista, Georges Lambert, ingegnere delle ferrovie, e sorella di Paul, un partigiano.

Un attentato viene commesso contro il maggiore tedesco Von Keller, comandante della postazione militare. Albert è arrestato come ostaggio. Sua madre sospetta che sia Paul l'autore dell'attentato e, per salvare suo figlio, si confida con Georges, che lo denuncia alla polizia tedesca. Paul è ucciso dai soldati. Albert viene liberato e Louise pensa che sia stato lui a tradire suo fratello.

Albert è informato dalla madre su quanto è successo e cerca una spiegazione da Georges ma costui si è suicidato per non cedere alle pressioni di Von Keller che lo vuole costringere a rivelare i nomi di altri giovani appartenenti alla Resistenza. Albert viene accusato della morte di Georges.

C'è un processo. Albert abbandona il suo atteggiamento pauroso: si discolpa, denuncia i collaborazionisti, esalta la resistenza, rivela pubblicamente il suo amore per Louise. La giuria lo assolve. Ritorna alla sua classe: legge ai suoi alunni la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino. La Gestapo lo arresta per fucilarlo. Saluta Louise con un bacio appassionato e lei prosegue la lettura con gli studenti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto per la RKO. Renoir aveva sciolto, di comune accordo con il produttore Zanuck, il contratto con la Fox per la quale avrebbe dovuto girare un secondo film. La nuova casa di produzione gli promise una maggiore libertà d'azione.

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura fu scritta da Jean Renoir in collaborazione, per la seconda volta, con Dudley Nichols.

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Renoir ha dichiarato che ebbe l'idea per questo film dalla lettura che Charles Laughton gli fece del racconto di Alphonse Daudet, intitolato La dernière classe.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Nel film emerge la presenza di Charles Laughton, il quale a detta dello stesso Renoir"...interpreta magnificamente il ruolo del maestro di scuola", un uomo timido, pauroso, che ama le sue comodità, che rispetta le autorità, ma che alla fine sa trovare il coraggio per ribellarsi e si sacrifica, riscattandosi dal sospetto di viltà.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Il film, a differenza di La palude della morte fu girato tutto in interni, negli studi della RKO, nell'autunno del 1942, a tempi di record(Renoir).

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sale americane il film era andato bene.[1]

In Francia arrivò a guerra finita, nel luglio del 1946. Era il primo film statunitense che arrivava in Francia e fu «...il più disprezzato tra i film americani di Renoir», come lo definisce Truffaut[2], e come lo stesso Renoir racconta:«...sono stato inondato di innumerevoli lettere di ingiurie provenienti dalla Francia e vilipeso dalla stampa parigina. Sono stato, per una volta, sinceramente addolorato di non essere stato compreso»[3]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Maurice Bardèche:

«...con i difetti inevitabili che sono i difetti tipici di un "assente", Renoir aveva cercato di comprendere la situazione di un paese occupato; il suo è il film di un uomo intelligente che si arena su dati che non si possono immaginare a distanza, ma, considerando i pro e i contro, ci sono sicuramente meno sciocchezze e meno bassezze nel suo film che in quelli che furono realizzati in seguito in Francia su temi simili»[4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jean Renoir, La mia vita, i miei film, p.186.
  2. ^ François Truffaut, This land is mine in André Bazin, Jean Renoir, p.221.
  3. ^ Jean Renoir, La mia esperienza americana, in Cinémonde, 1946.
  4. ^ André Bazin, Jean Renoir, p. 222.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Felice Venegoni, Jean Renoir, La nuova Italia, Firenze 1975
  • Jean Renoir, Ecrits (1926-1971), Pierre Belfont, 1974, Ramsay Poche Cinéma, 1989-2006, edizione italiana La vita è cinema. Tutti gli scritti 1926-1971, Longanesi, Milano 1978, traduzione di Giovanna Grignaffini e Leonardo Quaresima
  • Joe Morella, Edward Z. Epstein e John Griggs, The Films of World War II, Secaucus, New Jersey, The Citadel Press, 1980, ISBN 0-8065-0482-X.
  • Richard B. Jewell e Vernon Harbin, The RKO Story, Arlington House, 1982, ISBN 0-517-546566.
  • Daniel Serceau,Jean Renoir, Paris, Edilig, 1985
  • Célia Bertin, Jean Renoir, Paris, Librairie Académique Perrin, 1986
  • Mario Guidorizzi, Hollywood 1930/1959, Mazziana Verona 1986
  • Jean Renoir, La mia vita, i miei film, Marsilio, Venezia 1992. ISBN 88-317-5419-X
  • Giorgio De Vincenti, Jean Renoir, Marsilio, Venezia 1996 ISBN 88-317-5912-4
  • Daniele Dottorini, Jean Renoir. L'inquietudine del reale, Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo, novembre 2007. ISBN 978-88-85095-39-7
  • André Bazin, Jean Renoir, a curato e tradotto da Michele Bertolini, Mimesis Cinema, Milano-Udine 2012 ISBN 978-88-5750-736-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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