Privilegio del bianco

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La regina Elena d'Italia e la principessa Maria José, entrambe in abito bianco, durante la visita di Pio XII al Quirinale.

Il privilegio del bianco è una particolare prerogativa concessa alle regine cattoliche, o alle consorti cattoliche dei re, le quali, durante le udienze con il papa, possono indossare un abito bianco in luogo del consueto abito nero prescritto dal cerimoniale.

Norme protocollari[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il privilegio del bianco è concesso solo alla regina Letizia di Spagna, alla regina Mathilde del Belgio, alla principessa Charlène di Monaco, all'ex regina Sofia di Spagna, all'ex regina Paola del Belgio e alla granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo.

Fino al 1946 il privilegio era concesso anche alla regina d'Italia e alle principesse di Casa Savoia. Pur essendo cattolici, il privilegio non è concesso al principato del Liechtenstein e al regno del Lesotho, e, fino al 2013, non era concesso al principato di Monaco. Le mogli dei presidenti della repubblica non godono del privilegio del bianco.

Il protocollo vaticano per le udienze papali prevede, per le donne, maniche lunghe, indumenti formali neri e un velo nero sulla testa. Tuttavia, dagli anni ottanta, le norme riguardanti l'abbigliamento (frac per gli uomini, abito nero e velo per le donne) sono diventate facoltative.

Molti leader di sesso femminile non hanno più indossato l'abito nero durante le udienze papali: nessuno dei due presidenti donna irlandesi, Mary Robinson e Mary McAleese, ha mai indossato l'abito nero durante le udienze con Giovanni Paolo II, mentre l'allora first lady sovietica Raissa Gorbaciova indossò, in udienza, un abito rosso.

Cherie Blair, moglie dell'ex primo ministro del Regno Unito Tony Blair, suscitò diverse polemiche quando indossò un abito di colore bianco durante l'udienza con il papa Benedetto XVI nel 2006.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abito bianco nell'occasione sbagliata per Cherie. URL consultato il 28 agosto 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabio Cassani Pironti, Ordini in ordine, Roma, Editore Laurus Robuffo, 2004, ISBN 88-8087-433-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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