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Raisa Maksimovna Gorbačëva

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Raisa Maksimovna Gorbačëva
Raissa gorbatschowa.jpg

URSS First Lady dell'Unione Sovietica
Durata mandato 11 marzo 1985 –
24 agosto 1991

Durata mandato 25 maggio 1989 –
15 marzo 1990

Durata mandato 1 ottobre 1988 –
25 maggio 1989

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Università Moscow State University[1]

Raisa Maksimovna Gorbačëva, in russo: Раи́са Макси́мовна Горбачёва?, nata Titarenko, in russo: Титаре́нко?; spesso nell'italiano scritto anche Raissa Gorbaciova, secondo una trascrizione fonetica approssimata (Rubcovsk, 5 gennaio 1932Münster, 20 settembre 1999), è stata una filosofa russa, ultima First lady sovietica, moglie di Michail Gorbacëv.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nella città di Rubcovsk nel Territorio dell'Altaj della Siberia, era la maggiore dei tre figli di Maxim Andreevich Titarenko, un ingegnere ferroviario originario di Chernigov in Ucraina, e della moglie Alexandra Petrovna Porada, originaria di Veseloyarsk. Trascorse la sua infanzia negli Urali e incontrò il suo futuro marito, durante gli studi di filosofia a Mosca. Conseguì una laurea presso la Moscow State Pedagogical Institute e insegnò brevemente alla Moscow State University.

Fu moglie di Michail Gorbacëv, ultimo Presidente dell'URSS col il quale ebbe una figlia, Irina Mikhajlovna Virganskaja (che le diede le nipoti Ksenja e Anastasija), nel 1957. Sposatasi il 25 settembre 1953, rimase accanto al marito per tutta la vita, acquisendo una grande popolarità in tutto il mondo. Fu in pratica la prima consorte di un leader sovietico ad apparire con grande frequenza all'esterno, tanto da esser spesso indicata come una "first lady"[2], fatto estremamente raro fuori del mondo anglosassone, e ancor più nei paesi del blocco comunista.

Raisa Maksimovna Gorbačëva nel cimitero di Novodevičij a Mosca

Fu una grande confidente del compagno e mentre presumibilmente Michail Gorbacëv verrà ricordato come il presidente del crollo USSR, Raissa sarà ricordata per i consigli che diede al marito durante la guerra fredda[3]. La sua grande popolarità probabilmente contribuì a diffondere ulteriormente nel mondo una nuova immagine dell'impero sovietico, maggiormente in linea con la politica riformatrice portata avanti dal marito.

Tale grande popolarità le valse inoltre molte cariche (anche non strettamente onorarie) in diverse organizzazioni e fondazioni umanitarie. Fondò anche un'associazione per favorire l'ingresso delle donne in politica.

Il 1 giugno 1990, Raisa Gorbacheva accompagnò la First lady statunitense Barbara Bush al Wellesley College in Massachusetts. dove entrambe parlarono del ruolo delle donne nella società moderna. Tutte le reti televisive americane trasmisero la visita in diretta e la CNN fornì copertura TV via cavo in tutto il mondo. Gli eventi del tentato colpo di stato sovietico del 1991, le lasciarono una cicatrice profonda[4]. I disordini politici che seguirono spinsero i Gorbacëv nell'ombra.

Morì cinque giorni prima del quarantaseiesimo anniversario di matrimonio, alle 2:57 della mattina del 20 settembre del 1999[5] a 67 anni di leucemia. Fu sepolta nel cimitero di Novodevičij a Mosca e il monumento funebre, composto da grandi lastre di marmo sulle quali è scolpita la figura di una donna giovane, piegata a raccogliere fiori di campo, fu realizzato dallo scultore Friedrich Sogojan[5].

Nel 2006, la sua famiglia ha fondato la Raisa Gorbacheva Foundation, che raccoglie fondi per combattere il cancro infantile[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gorbachev's Revolution, p. 55
  2. ^ (EN) Raisa Gorbachev, su Enciclopedia Britannica.
  3. ^ (EN) Robert P. Watson, The Presidents' Wives: Reassessing the Office of First Lady, Lynne Rienner Publishers, 2000, pp. 261, ISBN 978-1-55587-948-8.
  4. ^ The Gorbachev Files: Secret Papers Reveal Truth Behind Soviet Collapse, Spiegel.de. URL consultato il 16 giugno 2012.
  5. ^ a b Michail Gorbacëv, Ogni cosa a suo tempo: Storia della mia vita. Dai taccuini del 21 settembre 2000, traduzione di Nadia Cigognini, Francesca Gori, Marsilio Editori, pp. 496, ISBN 978-88-317-3479-0.
  6. ^ Combatting Childhood Cancer, RG Foundation. URL consultato il 31 marzo 2013 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Raissa Gorbaciova, Io spero, Milano, Rizzoli, 1991, ISBN 88-17-84158-7.
  • Michail Gorbačëv, Ogni cosa a suo tempo: Storia della mia vita, traduzione di Nadia Cigognini, Francesca Gori, Marsilio Editori, pp. 496, ISBN 978-88-317-3479-0.
  • Robert P. Watson, The Presidents' Wives: Reassessing the Office of First Lady, Lynne Rienner Publishers, 2000, pp. 261, ISBN 978-1-55587-948-8.

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