Rania di Giordania

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Rāniyā al-ʿAbd Allāh di Giordania
Queen Rania of Jordan Official Release 05 (cropped).jpg
Rania di Giordania nel 2019
Regina consorte di Giordania
Stemma
In carica dal 7 febbraio 1999 (22 anni)
Investitura 22 marzo 1999
Predecessore Nūr di Giordania
Nome completo Rāniyā al-Yāsīn
Altri titoli Colonnello onorario delle Forze Armate Giordane
Nascita Madinat al-Kuwait (Kuwait), 31 agosto 1970 (51 anni)
Casa reale Hashimita
Padre Fayṣal Ṣidqī al-Yāsīn
Madre Ilhām al-Yāsīn
Consorte Abd Allah II di Giordania
Figli Principe Ḥusayn
Principessa Īmān
Principessa Salmā
Principe Hāshim
Religione Islam
Firma Queen Rania of Jordan signature.png

Rāniyā al-ʿAbd Allāh (in arabo: رانيا العبدالله‎, nata Rāniyā al-Yāsīn; Madinat al-Kuwait, 31 agosto 1970) è la regina di Giordania, moglie del re ʿAbd Allāh II.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Rāniyā al-Yāsīn è nata in Kuwait da genitori palestinesi originari di Tulkarem. Ha frequentato nel Kuwait la New English School, e successivamente ha conseguito la laurea in Gestione di Impresa presso l'Università Americana del Cairo. Subito dopo la laurea nel 1991, Rāniyā ha lavorato presso il gruppo finanziario Citibank, prima di essere assunta nella sede giordana della Apple.[1]

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Rāniya ha incontrato per la prima volta il re di Giordania, ʿAbd Allāh bin (variante orientale di "Ibn") al-Ḥusayn, quando era ancora principe, a una cena organizzata dalla sorella di lui, nel gennaio del 1993. Entrambi i reali hanno raccontato in diverse interviste che il loro è stato un vero e proprio colpo di fulmine. [2]

Due mesi più tardi, la coppia ha annunciato il proprio fidanzamento e il 10 giugno 1993 si è sposata. L'abito che la regina Ranya ha usato per le nozze è diventato iconico: firmato dal brand di lusso Elie Saab Haute Couture. Il vestito era estremamente lussuoso ed era adornato da una finitura dorata, un soprabito ricco di ricami e un'ampia gonna.[3]

Quando il marito è salito al trono, Rāniyā ha assunto il titolo di regina.

Nell'aprile 2021 il regno ha rischiato un colpo di stato organizzato da un fratellastro del re, Hamzah bin Hussein, che con l'aiuto di alcuni militari avrebbe organizzato un golpe per rovesciare la famiglia reale e subentrare all'erede naturale. In seguito al tentativo sventato, la Regina Rāniyā ha dovuto vivere per qualche tempo sotto stretta sorveglianza.[4]

Regina di Giordania[modifica | modifica wikitesto]

Da regina, Rāniyā si è battuta per migliorare la condizione delle donne in Giordania, e in genere in tutti i paesi islamici. Ha ricevuto il titolo onorario di Colonnello delle Forze Armate Giordane il 9 giugno del 2004.

Nel 2005 è stata considerata, dal magazine britannico Harpers and Queens come una delle regine più belle del secolo.

Si occupa di numerose attività nel suo paese come:

  • Lo sviluppo di progetti economici;
  • L'incoraggiamento degli investimenti stranieri;
  • La protezione dei bambini da ogni tipo di violenza;
  • La promozione dell'Early Childhood Development;
  • L'inserimento dell'insegnamento di informatica nelle scuole.

La regina è membro di numerose organizzazioni, e spesso si occupa personalmente delle loro attività:

  • Jordan River Foundation;
  • Arab Women's Summit;
  • Arab Academy for Banking and Financial Sciences (AABFS);
  • Jordan Cancer Society;
  • National Team for Family Safety;
  • National Team for Early Development;
  • Child Safety Program and Dar Al-Amman.

È proprietaria del cavallo da galoppo New Approach.

Iniziative internazionali[modifica | modifica wikitesto]

A livello internazionale la regina Rānia è membro di numerose organizzazioni:

  • Forum of Young Global Leaders;
  • World Economic Forum (la regina Rānia è membro fondatore);
  • Fondo delle Nazioni Unite per i bambini;
  • Fondo internazionale per i vaccini (la regina Rānia è membro organizzatore dal 2002);
  • International Youth Foundation;
  • Associazione internazionale per l'assistenza sociale;
  • Associazione internazionale per la lotta all'osteoporosi (la regina Rānia ne è il presidente onorario).

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Rāniyā e Abd Allah II di Giordania hanno quattro figli:

  • Il principe Husayn ibn 'Abd Allah, nato il 28 giugno 1994;
  • La principessa Īmān, nata il 27 settembre 1996;
  • La principessa Salmā, nata il 26 settembre 2000;
  • Il principe Hāshim, nato il 30 gennaio 2005.

Sostegno ai diritti umani[modifica | modifica wikitesto]

La regina Rānia è stata una dei primi personaggi pubblici a scendere in prima linea nella lotta all'Isis, definendo il movimento un traditore degli ideali islamici e schierandosi contro ogni forma di estremismo. La Regina è conosciuta per la sua attenzione ai diritti umani e alle cause umanitarie, tanto che nel 2009 è stata inserita nell'albo delle personalità femminili più potenti del mondo da Forbes, per quanto riguarda il suo ruolo di attivista. La regina è da sempre impegnata nelle cause umanitarie più importanti, come ad esempio il sostegno della condizione della donna in Giordania e nei paesi islamici. Anche per questo è sempre stata amata dal suo popolo e ammirata in tutto il mondo.

Icona di stile[modifica | modifica wikitesto]

La Regina Rāniyā è stata definita tra le regine più belle dell'ultimo secolo, grazie a questo e al suo stile garbato ma raffinato, è subito diventata un'icona di stile amatissima nel mondo della moda. Le sue scelte di outfit dettano spesso le nuove tendenze, e alla regina sono state dedicate numerose copertine. [5] Da grande appassionata di moda è una assidua frequentatrice delle Settimane della moda internazionali, ed è spesso presente ad eventi mondani. [6]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze giordane[modifica | modifica wikitesto]

Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Hussein ibn' Ali
— 9 giugno 1999[7]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Grande stella dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca - nastrino per uniforme ordinaria Grande stella dell'Ordine al merito della Repubblica austriaca
— 2001
Membro di I classe dell'Ordine di Khalifa (Bahrain) - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine di Khalifa (Bahrain)
— 4 novembre 1999
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
— 18 maggio 2016[8]
Membro di I classe dell'Ordine famigliare reale del Brunei - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I classe dell'Ordine famigliare reale del Brunei
— 13 maggio 2008
Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Classe speciale della gran croce dell'Ordine al merito di Germania
— 21 ottobre 2002
Dama di I classe dell'Ordine della corona preziosa (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di I classe dell'Ordine della corona preziosa (Giappone)
— 30 novembre 1999[7]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 19 ottobre 2009[9]
Dama di gran croce dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine reale norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
— 4 aprile 2000
Dama di gran croce dell'Ordine del leone dei Paesi Bassi - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine del leone dei Paesi Bassi
— 30 ottobre 2006[10]
Dama di gran croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine dell'Infante Dom Henrique (Portogallo)
— 5 marzo 2008[11]
Dama di gran croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo)
— 16 marzo 2009[11]
Dama di gran croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine di Isabella la Cattolica (Spagna)
— 18 ottobre 1999[12][13]
Dama di gran croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Dama di gran croce dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
— 21 aprile 2006[14]
Membro dell'Ordine dei serafini (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dei serafini (Svezia)
— 7 ottobre 2003[15]
Laurea honoris causa in Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in Scienze dello sviluppo e della cooperazione internazionale
«In virtù dello straordinario contributo alla cooperazione internazionale come strumento per lo sviluppo dei popoli, per l'incessante attività a favore della pace e del dialogo fra le culture, dei diritti dei bambini e delle donne, senza distinzione di nazionalità e credo religioso»
— Università degli Studi di Roma "La Sapienza", 10 dicembre 2015[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rania di Giordania: le curiosità che non ti aspetti sulla regina che incanta il mondo!, su Donna Glamour, 29 agosto 2018. URL consultato il 15 aprile 2021.
  2. ^ Rania di Giordania e re Abdallah, un amore lungo 26 anni: «Grazie per ieri, per oggi, per domani», su VanityFair.it, 12 giugno 2019. URL consultato il 15 aprile 2021.
  3. ^ Nozze reali: gli abiti da sposa più belli di sempre | UnaDonna, su UnaDonna.it il magazine declinato al femminile, 18 maggio 2018. URL consultato il 15 aprile 2021.
  4. ^ In un bunker la regina più bella d'Oriente. Rania di Giordania rischiava grosso con il colpo di Stato, su www.iltempo.it. URL consultato il 15 aprile 2021.
  5. ^ Di Redazione Digital, Rania di Giordania con la sua giacca blazer rosa è la discrezione fatta persona, su ELLE, 5 aprile 2021. URL consultato il 15 aprile 2021.
  6. ^ Rania di Giordania è sempre più... irriconoscibile! La trasformazion..., su Oggi - People. URL consultato il 15 aprile 2021.
  7. ^ a b Royal Ark
  8. ^ Vanitatis
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ PPE Agency, Group photo
  11. ^ a b Repubblica Portoghese
  12. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  13. ^ Foro Dinastías, State visit of Jordan in Spain, Sofia & Rania
  14. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  15. ^ State visit of Jordan in Sweden (2003), Group photo of Swedish & Jordanian sovereigns wearing reciprocal orders
  16. ^ Laurea ad honorem a Rania di Giordania, su uniroma1.it. URL consultato il 22 aprile 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN53662070 · ISNI (EN0000 0001 2133 3013 · LCCN (ENnb2003064295 · GND (DE1117837025 · BNE (ESXX5105061 (data) · NDL (ENJA01228915 · WorldCat Identities (ENlccn-nb2003064295
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