Prima Repubblica Austriaca

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Prima Repubblica Austriaca
Prima Repubblica Austriaca – BandieraPrima Repubblica Austriaca - Stemma
(dettagli)(dettagli)
Federal State of Austria (1938).svg
Dati amministrativi
Nome completoStato Federale d'Austria
Nome ufficialeBundesstaat Österreich
Lingue parlatetedesco
InnoDeutschösterreich, du herrliches Land (1920-1929)
Sei gesegnet ohne Ende (1929-1938)
CapitaleWien 3 Wappen.svg Vienna
Politica
Forma di StatoStato liberale federale (fino al 1933)
Stato autoritario (dal 1933)
Forma di governoRepubblica parlamentare
Presidenti federaliPresidenti federali dell'Austria
Cancellieri federaliCancellieri della Prima Repubblica
Organi deliberativiAssemblea federale
Nascita21 ottobre 1919 con Karl Seitz[1]
CausaDivieto di unificazione con la Germania sancito dal trattato di Versailles
Fine1938 con Kurt Schuschnigg
CausaAnschluss, unione con la Germania
Territorio e popolazione
Bacino geograficoEuropa centrale
Massima estensione83 858 km² nel
Popolazione7 050 112 nel 1933
Economia
ValutaScellino austriaco
Evoluzione storica
Preceduto daAustria Austria
Succeduto daGermania Germania

Con la locuzione Prima Repubblica Austriaca, nella storia del paese mitteleuropeo, ci si riferisce al periodo successivo alla prima guerra mondiale che seguì la caduta dell'Impero austro-ungarico (Finis Austriae) fino alla seconda guerra mondiale. Questo periodo fu segnato da un violento conflitto tra la destra e la sinistra, come nella rivolta di luglio del 1927. La costituzione austriaca entrò in vigore nel 1920 ed emendata nel 1929.

Il periodo della Prima Repubblica finisce con l'Anschluss ad opera della Germania nazista nel 1938, oppure con l'istituzione della dittatura austrofascista del 1933-1934, che seguì la guerra civile austriaca. La costituzione dello Stato austro-fascista non considerava più l'Austria una repubblica, bensì come un Bundesstaat, ossia una federazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia della Prima Repubblica Austriaca inizia con la sconfitta dell'Impero austro-ungarico, nella prima guerra mondiale. L'imperatore Carlo I venne esiliato a Madera e si proclamò così la repubblica in Austria. Dato che all'Austria era stata proibita un'entrata nella Repubblica di Weimar, il clima era all'inizio caratterizzato da forti spinte centrifughe: diverse regioni austriache tendevano a staccarsi dall'Austria per andare a far parte degli stati confinanti. Tutte si rivelarono vane; per il Vorarlberg si trattava di annettersi alla Svizzera.[senza fonte]

Il 5 novembre 1921 l'Austria invase il libero Banato di Leithania.

L'esperienza democratica austriaca fu segnata dalle difficoltà economiche e da continui conflitti politici interni, tra socialdemocratici e cristiano-sociali; ciascuno di questi partiti disponeva di gruppi paramilitari. Con la scusa di salvaguardare l'indipendenza del suo paese, appoggiato dai nazisti, Engelbert Dollfuss, guidò un colpo di Stato, dando vita nel 1933 ad un regime autoritario (austrofascismo).

A loro volta, i nazisti cercarono di prendere il potere con un fallito putsch, nel quale Dolfuss rimase ucciso, nel luglio 1934. Invano il suo successore, Kurt von Schuschnigg, cercò di mantenere indipendente il paese che, nel marzo 1938, venne occupato dalle truppe tedesche, completando l'Anschluss.

L'austrofascismo[modifica | modifica wikitesto]

In Austria ci fu il Fronte Patriottico, fondato da Engelbert Dollfuss, che salì al potere nel 1932; nel 1933 sciolse gli altri partiti e ne fece arrestare i deputati instaurando un breve regime conservatore e autoritario. Essendo un regime apertamente nazionalista e filofascista stipulò con l'Italia un patto di alleanza, ma, contrario all'Anschluss.

Nel 1934 Engelbert Dollfuss fu ucciso durante un tentativo di colpo di Stato da parte di nazisti austriaci. La politica di Dollfuss fu portata avanti ancora dal suo collaboratore Kurt von Schuschnigg fino all'annessione (1938) dell'Austria al Terzo Reich.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

25 scellini d’oro
Uno dei tanti condomini costruiti nel periodo della Vienna rossa

Tuttavia, il nuovo stato era difficile da controllare, poiché gran parte delle importanti regioni economiche dell'impero precedente era stata portata via con la fondazione di nuovi stati nazionali. La questione fu ulteriormente complicata dal fatto che alcuni di questi nuovi stati-nazione dipendevano ancora dalle banche di Vienna, ma gli affari furono ostacolati dai nuovi confini e dalle nuove tariffe.

L'Austria senza sbocchi sul mare era a malapena in grado di sostenersi con il cibo e mancava di basi industriali sviluppate. Inoltre, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la Jugoslavia e l'Italia avevano imposto il blocco degli scambi commerciali e si erano rifiutati di vendere cibo e carbone all'Austria, che alla fine è stato salvato dagli aiuti e del supporto degli Alleati occidentali. Nel 1922 un dollaro USA valeva 19.000 corone e metà della popolazione era disoccupata.

Nel dicembre del 1921 fu firmato il Trattato di Lana tra l'Austria e la Cecoslovacchia, in cui l'Austria riconobbe i nuovi confini dello stato e cedette le pretese di rappresentare i tedeschi etnici, in cambio la Cecoslovacchia concesse un prestito di 500 milioni di corone in Austria.

Per occuparsi dell'inflazione postbellica, il cancelliere Ignaz Seipel nel 1922 chiese prestiti esteri e introdusse politiche di austerità. Nell'ottobre del 1922 la Gran Bretagna, la Francia, l'Italia e la Cecoslovacchia fornirono un prestito di 650 milioni di corone d'oro dopo che Seipel promise di non tentare Anschluss con la Germania per 20 anni e permise alla Società delle Nazioni di controllare l'economia austriaca. Durante i due anni successivi il bilancio statale si stabilizzò e la vigilanza internazionale sulle finanze terminò nel marzo 1926. Banca nazionale austriaca fu ristabilita nel 1923, l'imposta sulle vendite fu introdotta nel 1923, lo scellino austriaco sostituì la corona a dicembre 1924.

La Grande Depressione colpì duramente l'Austria e nel maggio del 1931 la banca più grande in Austria, la Creditanstalt Bank crollò. Per migliorare la sua economia, l'Austria voleva concludere un'unione doganale con la Germania, ma nel 1931 fu negata dalla Francia e dai paesi della Piccola Intesa.

Cancellieri della Prima Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Nome Partito
Inizio Fine
1918 1920 Karl Renner SDAPÖ
1920 1921 Michael Mayr CS
1921 1922 Johann Schober
1922 Walter Breisky
1922 Johann Schober
1922 1924 Ignaz Seipel CS
1924 1926 Rudolf Ramek CS
1926 1929 Ignaz Seipel CS
1929 Ernst Streeruwitz CS
1929 1930 Johann Schober
1930 Carl Vaugoin CS
1930 1931 Otto Ender CS
1931 1932 Karl Buresch CS
1932 1934 Engelbert Dollfuß CS / VF
1934 1938 Kurt Schuschnigg VF
1938 Arthur Seyß-Inquart NSDAP

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Facente funzioni in quanto presidente dell'Assemblea costituente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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