Piero Giacomelli

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Piero Giacomelli
Informazioni personali
Arbitro di Football pictogram.svg Calcio
Sezione Trieste
Professione Ristoratore
Altezza 192 cm
Peso 83 kg
Attività nazionale
Anni Campionato Ruolo
2004-2007
2007-2010
2010-2012
2012-
Serie D
Serie C1 e C2
Serie B
Serie A
Arbitro
Arbitro
Arbitro
Arbitro

Piero Giacomelli (Trieste, 6 novembre 1977) è un arbitro di calcio italiano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Arbitro effettivo dall'età di 15 anni, Giacomelli fa il suo debutto assoluto nel 1992.[1] Appartiene alla Sezione AIA della sua città natale, Trieste, di cui è stato anche Presidente.

Dopo due anni di Eccellenza, nel 2004 viene promosso in C.A.N. D, e successivamente in C.A.N. C nell'estate del 2007. In tale categoria colleziona tre anni di permanenza e il 1º luglio 2010 ottiene il passaggio alla C.A.N. B.

Portogruaro-Cittadella, disputatasi il 22 agosto dello stesso anno e terminata 2-0 per i padroni di casa, rappresenta il suo esordio in Serie B. Nei mesi successivi è designato regolarmente in Serie B, raggiungendo anche il meritato esordio in Serie A nella parte finale della stagione. Il 3 aprile 2011 è infatti chiamato a dirigere l'incontro Genoa-Cagliari, allo Stadio Luigi Ferraris.[2]

Al termine della stagione sportiva 2013-2014 ha diretto 39 partite in Serie B, tra cui l'andata della finale play-off di Serie B, che vale l'accesso in Serie A, tra Sampdoria e Varese, terminata 3-2 per i blucerchiati. Il 26 luglio 2012 si apprende della sua promozione in serie A, con circa venti giorni di ritardo rispetto alla consueta presentazione stagionale degli organici. Tale decisione di ampliare l'organico della CAN A di un elemento viene infatti presa in un secondo momento, per far fronte all'impiego degli arbitri di porta in serie A.[3]

Al termine della stagione sportiva 2016-2017 ha diretto un totale di 85 partite in serie A.

L'11 dicembre 2017 viene fortemente contestato in occasione dell'incontro di Serie A Lazio-Torino nel quale, nonostante l'aiuto del VAR Marco Di Bello, non ravvisa gli estremi per un calcio di rigore per la Lazio, espellendo poco dopo l'attaccante Ciro Immobile valutando come violenta una reazione ad una provocazione del giocatore avversario Nicolás Burdisso (intervento che verrà poi definito dal giudice sportivo come “condotta antisportiva”, sanzione per la quale è prevista la sola ammonizione, smentendo il fischietto triestino).[4] Al termine della partita, diversi sostenitori biancocelesti hanno atteso l'automobile del direttore di gara il quale è stato costretto ad abbandonare l'impianto sportivo scortato dalla Polizia oltre la mezzanotte.[5] L'allenatore della Lazio, Simone Inzaghi, davanti ai microfoni delle emittenti televisive, ha duramente manifestato il proprio dissenso, così come il responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale ed il segretario generale Armando Calveri.[6] Qualche ora dopo, sul social Facebook, alcuni sostenitori della Lazio, hanno individuato il profilo del direttore di gara, il quale è stato costretto a chiuderlo alle 3 di mattina. Qualche giorno dopo, la procura della FIGC ha aperto un'inchiesta per la pagina Facebook riconducibile all'arbitro, con particolare riguardo ad una foto che ritraeva il direttore del gara insieme a Totti intento a battere un calcio di rigore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]