Pianura Campana
| Pianura Campana | |
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| Località principali | Napoli (zona nord), Giugliano in Campania, Afragola, Casoria, Aversa, Caserta, Capua, Santa Maria Capua Vetere, Pomigliano d'Arco, Acerra, Nola, Pompei, Scafati, Nocera Inferiore, Cassino, Sora, Venafro |
| Fiume | Volturno, Garigliano, Sarno |
| Superficie | circa 1.500 km² |
La pianura campana indica la parte propriamente pianeggiante della Campania, cioè la pianura che va dal Garigliano sino alle falde del Vesuvio e dei monti Lattari, e che ha per centri principali, da nord verso sud, Santa Maria Capua Vetere, Capua, Caserta, Villa Literno, Marcianise, Aversa, Acerra, Caivano, Giugliano in Campania, Parete, Frattamaggiore, Casoria, Afragola, Napoli (zona nord), Pomigliano d'Arco, Nola, Pompei, Scafati e Nocera Inferiore. Si tratta di una delle zone a maggiore densità abitativa d'Italia, in cui ricadono molti comuni che superano i cinquantamila abitanti.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]I primi abitanti della zona furono gli Opici nel IX secolo a.C., che si insediarono presso il fiume Volturno. Le prime popolazioni erano dedite alla caccia, alla pesca, all'allevamento e alla coltivazione di campi, grazie anche al fatto che la piana è un territorio piuttosto fertile, che infatti i Romani chiamarono Campania felix.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]La pianura è un graben formatosi nel Pliocene superiore, in seguito allo sprofondamento del basamento carbonatico meso-cenozoico durante il Quaternario superiore, provocato dal movimento delle faglie dirette regionali anti-appenniniche Acerra-canyon Dohrn e Capri-Sorrento, con il conseguente riempimento della fossa tettonica da parte di depositi sedimentari e vulcanici dei Campi Flegrei e del Vesuvio, a carattere alcalino-potassico.[1][2] La litosfera è composta da un cuneo di mantello (spesso 50 km e sito ad una profondità inferiore ai 30 km, poggiato sulla litosfera appenninica in subduzione verso ovest), due strati fino a circa 300 km di profondità (costituiti da oltre 1,5 km di lave andesitiche, basaltiche calcalcaline e trachibasaltiche, responsabili della formazione dei vulcani della Campania), la crosta superiore (composta da circa 2-2,5 km di rocce sedimentarie, tufi, tufiti e lava trachitica che ricoprono sedimenti carbonatici spessi circa 6 km) e, infine, nella parte inferiore della crosta superiore probabilmente rocce metamorfiche o magmatiche, fino a circa 14-15 km di profondità (Moho).[3] Sebbene la pianura campana sia suddivisa in due regioni politico-amministrative, Campania e Lazio, spesso la locuzione è usata per indicare la sola parte della pianura ricadente nell'omonima regione.
In realtà, si individuano distinte aree geografiche nelle zone sopra indicate:
- a nord dal cassinate e dalla piana del Volturno, quest'ultima di natura alluvionale, in parte oggetto di bonifiche nella prima parte del XX secolo e nella quale oggi vengono allevati bufali allo stato semibrado;
- più a sud dalla parte pianeggiante del casertano meridionale, ovvero l'agro aversano, vasta area rurale un tempo paludosa, bonificata nel XVIII secolo con la costruzione dei Regi Lagni, a est dalla parte pianeggiante della città metropolitana di Napoli alle falde del Vesuvio che si spinge verso l'Agro Nolano; a sud-est dall'agro nocerino-sarnese
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Regione Campania, pp. 4-5.
- ↑ Aiello, p. 35.
- ↑ Nunziata, Costanzo, Panza, pp. 57-58.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Gemma Aiello, Strutture vulcaniche sepolte nei Golfi di Napoli e Gaeta (Tirreno meridionale): dati sismo-stratigrafici sull'assetto vulcano-tettonico del margine continentale della Campania (PDF), su Quarto Convegno dei geologi marini italiani - La Geologia Marina in Italia, Società Geologica Italiana, 2021.
- (EN) Concettina Nunziata, Maria Rosaria Costanzo e Giuliano Francesco Panza, 4 - Lithosphere structural model of the Campania Plain, su Vesuvius, Campi Flegrei, and Campanian Volcanism, ScienceDirect, Elsevier, 2020, DOI:10.1016/B978-0-12-816454-9.00004-3.
- Determinazione del limite superiore dei valori di fondo di As, Be, Cu, Tl, V e Zn nell'area sud-orientale della Piana Campana (PDF), su regione.campania.it.