Perseo (costellazione)

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Perseo
Mappa della costellazione
Mappa della costellazione
Nome latino Perseus
Genitivo Persei
Abbreviazione Per
Coordinate
Ascensione retta 3 h
Declinazione +45°
Area totale 615 gradi quadrati
Dati osservativi
Visibilità da Terra
Latitudine min -35°
Latitudine max +90°
Transito al meridiano dicembre
Stella principale
Nome Mirphak (α Persei)
Magnitudine app. 1,79
Altre stelle
Magn. app. < 3 5
Magn. app. < 6 136
Sciami meteorici
Costellazioni confinanti
Da est, in senso orario:

Perseo (in latino Perseus) è una costellazione settentrionale, rappresentante l'eroe greco che uccise il mostro Medusa. È una delle 48 costellazioni elencate da Tolomeo, ed è anche una delle 88 costellazioni moderne; contiene la famosa stella variabile Algol (β Per), ed è anche la sede del radiante dell'annuale sciame meteorico delle Perseidi.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

M76, una nebulosa planetaria.

La costellazione è visibile per una parte sullo sfondo della Via Lattea, tra Andromeda e Auriga; è composta da 136 stelle visibili ad occhio nudo e da tre gruppi di stelle, il più notevole dei quali è quello di Mirfak (o Algenib) (Mel 20). La caratteristica più notevole è un triangolo composto dalle stelle α, β e ε Persei, il cui vertice settentrionale è formato dalla stella Mirfak. Si individua bene, nell'emisfero boreale, nei mesi fra settembre e marzo, grazie al gran numero di stelle di terza e quarta magnitudine, in massima parte di colore blu-azzurro, e grazie alla sua posizione, molto settentrionale. Dall'emisfero australe si può osservare invece bassa sull'orizzonte e nelle regioni più meridionali diventa progressivamente invisibile.

Diversi addensamenti di stelle possono essere osservati in direzione nord, grazie alla presenza della scia della Via Lattea, sebbene sia in questo tratto piuttosto oscurata e dunque poco luminosa.

Stelle principali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stelle principali della costellazione di Perseo.
  • Mirphak (α Persei): la stella più luminosa di questa costellazione, chiamata anche Algenib (un nome usato anche per altre stelle, per esempio γ Pegasi). Mirphak (parola araba per "gomito") è una stella supergigante di tipo spettrale F5 Ib (colore giallo), con una magnitudine di 1,79 che si trova ad una distanza di circa 590 anni luce. La sua luminosità è pari a circa 5.000 volte quella del Sole, e il suo diametro è 62 volte tanto.
  • Algol (β Persei): è sicuramente la stella più famosa della costellazione. Algol (la stella del Diavolo in arabo) rappresenta l'occhio della gorgone Medusa. È il prototipo di un intero gruppo di stelle variabili, le variabili a eclisse. La sua luminosità apparente varia tra le magnitudini 2,12 e 3,39 in poco meno di tre giorni. Ha un tipo spettrale B8 V (equivamente ad un colore azzurro) e si trova ad una distanza relativamente piccola di 93 anni luce.
  • ζ Persei (Menkhib) è una stella supergigante blu di magnitudine 2,84; dista da noi 982 anni luce ed è la più meridionale della costellazione, al confine con il Toro.
  • ε Persei (Adid Australis) è una stella azzurra di magnitudine 2,90; si trova non lontano dal centro della costellazione e dista da noi 538 anni luce.

ι Persei è una stella gialla di magnitudine 4,05; è una delle stelle simili al nostro Sole più vicine.

Stelle doppie[modifica | modifica sorgente]

La costellazione contiene alcune interessanti stelle multiple, sebbene la gran parte di esse non siano alla portata di piccoli strumenti amatoriali.

  • ζ Persei è una delle stelle più facili: si tratta di un sistema multiplo fra i più facili del cielo ed è composto da una stella di magnitudine 2,84 (la primaria), con una stella di decima a circa 2' di separazione, ben risolvibile con un piccolo telescopio. Un'altra stella di decima si trova a 1,5', mentre ad una separazione inferiore si individuano ulteriori due stelle di nona grandezza.
  • τ Persei è un sistema di tre stelle risolvibile in parte con un piccolo telescopio: le due componenti minori sono di decima e undicesima grandezza e si trovano una a quasi 1' e l'altra a soli 3" dalla primaria, una stella gialla di magnitudine 3,9.
  • ε Persei è una doppia molto stretta formata da una stella di magnitudine 2,9 e un'altra di settima, separate da soli 9".
Principali stelle doppie[1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Separazione
(in secondi d'arco)
Colore
AR
Dec
A B
η Persei 02h 50m 42s +55° 53′ 44″ 3,76 8,5 28,3 r + b
τ Persei AB 02h 54m 15s +52° 45′ 45″ 3,93 10,7 51,7 g + b
τ Persei AC 02h 54m 15s +52° 45′ 45″ 3,93 11,8 3,5 g + b
γ Persei 03h 04m 45s +53° 31′ : 2,91 11,5 57,0 g + b
ζ Persei AB 03h 54m 08s +31° 53′ 01″ 2,84 9,16 12,9 azz + b
ζ Persei AC 03h 54m 08s +31° 53′ 01″ 2,84 9,1 33,0 azz + b
ζ Persei AD 03h 54m 08s +31° 53′ 01″ 2,84 10,35 92,0 azz + b
ζ Persei AE 03h 54m 08s +31° 53′ 01″ 2,84 9,90 120,0 azz + b
ε Persei 03h 57m 51s +40° 00′ 37″ 2,89 7,39 9,0 azz + b

Stelle variabili[modifica | modifica sorgente]

Le stelle variabili nella costellazione di Perseo sono estremamente abbondanti; tuttavia solo poche sono di facile osservazione, poiché molte sono piuttosto deboli o le loro oscillazioni sono minime.

La più famosa della costellazione, nonché una delle variabili in assoluto più celebri del cielo, è Algol (β Persei), prototipo delle variabili a eclisse di forma regolare, in cui due componenti di un sistema binario si eclissano a vicenda causando la diminuzione della luminosità totale del sistema; l'ampiezza della variazione è dell'ordine di una magnitudine, dunque tale differenza è ben apprezzabile anche ad occhio nudo, semplicemente paragonando la sua luminosità con altre stelle vicine, in particolare con Mirphak.

Fra le Cefeidi classiche spicca AW Persei, che in sei giorni e mezzo varia fra la settima e l'ottava magnitudine; un'altra variabile pulsante di facile osservazione è la V440 Persei, che oscilla di alcuni decimi di magnitudine in circa sette giorni e mezzo.

Fra le semiregolari è da notare ρ Persei, che in circa 50 giorni oscilla fra la terza e la quarta grandezza; anche in questo caso la sua variazione è apprezzabile anche ad occhio nudo.

Principali stelle variabili[3][1][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Periodo
(giorni)
Tipo
AR
Dec
Max. Min.
S Persei 02h 22m 52s +58° 35′ 11″ 7,9 12,0 822: Semiregolare
U Persei 01h 59m 35s +54° 49′ 20″ 7,4 12,8 320,26 Mireide
X Persei 03h 55m 23s +31° 02′ 45″ 6,03 7,0 - Irregolare
AW Persei 04h 47m 46s +36° 43′ 22″ 7,04 7,89 6,4636 Cefeide
KK Persei 02h 10m 16s +56° 33′ 33″ 6,6 7,89 - Pulsante
V440 Persei 02h 23m 52s +55° 21′ 54″ 6,18 6,32 7,570 Cefeide
V467 Persei 03h 49m 33s +33° 05′ 29″ 5,05 5,18 22,58 Eclisse
V496 Persei 03h 35m 12s +38° 00′ 55″ 7,7 7,8 - α2 CVn
Algol 03h 08m 10s +40° 57′ 20″ 2,12 3,39 2,8673 Eclisse (Prototipo var. Algol)
ρ Persei 03h 05m 11s +38° 50′ 26″ 3,30 4,0 50: Semiregolare pulsante

Oggetti del profondo cielo[modifica | modifica sorgente]

L'Ammasso Doppio di Perseo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Oggetti non stellari nella costellazione di Perseo.

La Via Lattea attraversa la costellazione di Perseo da NW a SE, ma appare in questo tratto meno evidente che in tutte le altre costellazioni: ad occhio nudo, quasi sembra che si interrompa a nord, per poi ricomparire nei pressi della stella Mirphak, e scomparire di nuovo, per riapparire infine solo all'interno del "pentagono" dell'Auriga. Questo "vuoto" ha principalmente due ragioni: la presenza di enormi banchi di nebulosità oscure e la stessa morfologia della nostra Galassia, che qui in questo tratto appare quasi opposta al suo centro. Ciononostante, è comunque una costellazione ricchissima di oggetti galattici.

Tra gli ammassi aperti, spicca il famoso Ammasso Doppio, formato dai due ammassi h e χ Per: questi due oggetti (rispettivamente NGC 869 e NGC 884) sono tra i più belli del cielo notturno per l'osservazione con binocoli e piccoli telescopi. Si trovano entrambi ad una distanza maggiore di 7.000 anni luce, e sono separati da alcune centinaia di anni luce. Il fatto che siano ancora così luminosi a questa distanza, tanto da avere una lettera della nomenclatura di Bayer assegnata, fa dedurre che siano due ammassi di dimensioni notevoli. M34 è ammasso aperto con una magnitudine apparente di 5,5 si trova ad una distanza di circa 1.400 anni luce, e consiste di circa 100 stelle che sono sparse su un'area più grande della luna piena. Il suo diametro reale è di circa 14 anni luce. L'Ammasso di Alfa Persei (Mel 20), è invece un ammasso di stelle dominato dalla gigante Mirfak, un oggetto di notevole luminosità e molto esteso, distante 600 anni-luce da noi. A breve distanza dall'Ammasso Doppio si trova un altro ammasso piuttosto appariscente, anche se poco noto; si tratta di Tr 2, al limite della visibilità a occhio nudo e risolvibile anche con un binocolo. Verso il bordo nordorientale della costellazione, infine, è presente un gruppo di ammassi aperti su cui domina NGC 1528, molto brillante e facilmente risolvibile in diverse decine di stelle anche con piccoli strumenti.

Tra le nebulose planetarie, la più cospicua è M76, chiamata anche Piccola Nebulosa Dumbbell, per la sua somiglianza con la più grande Nebulosa Dumbbell. Ha un diametro apparente di 65 secondi d'arco e una luminosità apparente di 10,1.

Tra le nebulose diffuse invece la più notevole è NGC 1499, chiamata anche la Nebulosa California, scoperta nel 1884 dall'astronomo americano Edward Emerson Barnard. A causa della sua debolezza, è molto difficile da osservare visualmente, ma è un soggetto tradizionale per gli astrofotografi.

Principali oggetti non stellari[4][5][2]
Nome
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Tipo Magnitudine
Dimensioni apparenti
(in primi d'arco)
Nome proprio
AR
Dec
NGC 650/1 01h 42m 18s 51° 35′ : Nebulosa planetaria 10,1 2,7 x 1,8 Nebulosa Piccola Dumbbell
NGC 869 02h 19m : +57° 09′ : Ammasso aperto 4,3 30 Ammasso Doppio
NGC 884 02h 22m : +57° 08′ : Ammasso aperto 4,4 30 Ammasso Doppio
Tr 2 02h 36m : +55° 55′ : Ammasso aperto 5,9 20
NGC 1023 02h 40m 24s +39° 03′ 46″ Galassia 9,2 7,5 x 3,2
M34 02h 42m : +42° 46′ : Ammasso aperto 5,5 35
Mel 20 03h 22m : +49° : Ammasso aperto 1,2 185 Ammasso di Alfa Persei
NGC 1342 03h 33m 15s +37° 25′ 04″ Ammasso aperto 6,7 14
NGC 1499 04h 03m : +36° 25′ : Nebulosa diffusa 6,0 150 Nebulosa California
NGC 1528 04h 15m : +51° 13′ : Ammasso aperto 6,4 18

Sistemi planetari[modifica | modifica sorgente]

I sistemi planetari noti nella costellazione di Perseo sono tutti costituiti da un solo pianeta conosciuto; in particolare si tratta in tutti i casi di giganti gassosi, grandi da 4 a 7 volte la massa di Giove, e situati in orbite interne, comprese fra 1 e 2 UA.

Sistemi planetari[1]
Nome del sistema
Coordinate equatoriali all'epoca J2000.0
Magnitudine
Tipo di stella
Numero di pianeti
confermati
AR
Dec
HD 16175 02h 37m 02s +42° 03′ 46″ 7,28 Nana gialla 1 (b)
HD 17092 02h 46m 22s +49° 39′ 11″ 7,73 Nana arancione 1 (b)
HD 23596 03h 48m 00s +40° 31′ 50″ 7,24 Nana gialla 1 (b)


Mitologia[modifica | modifica sorgente]

La costellazione di Perseo disegnata da Johannes Hevelius.

Perseo è il protagonista di un famoso mito della Grecia classica. La storia si interseca con quelle riguardanti numerose altre costellazioni, tra cui Cassiopea, Cefeo e Andromeda.

Perseo era il figlio della mortale Danae e del dio Zeus. Partì alla ricerca della Medusa, della quale voleva la testa come regalo di nozze per il re Polidette di Serifo. Con un po' di aiuto dagli dei Ermes e Atena, riuscì ad uccidere la Gorgone e prenderne la testa. Mentre tornava a casa, salvò Andromeda, figlia di Cefeo e Cassiopea, re e regina d'Etiopia, da un mostro marino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Result for various objects, SIMBAD. URL consultato il 4 giugno 2009.
  2. ^ a b c Alan Hirshfeld, Roger W. Sinnott, Sky Catalogue 2000.0: Volume 2: Double Stars, Variable Stars and NonstellarObjects, Cambridge University Press, aprile 1985. ISBN 0-521-27721-3.
  3. ^ The International Variable Stars Index - AAVSO in Results for various stars. URL consultato il 20 giugno 2009.
  4. ^ The NGC/IC Project Public Database in Results for various objects. URL consultato il 20 giugno 2009.
  5. ^ NASA/IPAC Extragalactic Database in Results for various stars. URL consultato il 20 ottobre 2006.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Michael E. Bakich, The Cambridge Guide to the Constellations, Cambridge University Press, 1995. ISBN 0-521-44921-9.
  • (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion, A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends, Cambridge University Press, 2004. ISBN 0-521-54415-7.
  • AA.VV., Astronomia - Dalla Terra ai confini dell'Universo, Fabbri Editori, 1991.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]