Gigante gassoso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I quattro giganti gassosi del sistema solare, in un fotomontaggio che ne rispetta le dimensioni ma non le distanze; dal basso verso l'alto, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Gigante gassoso (denominato anche pianeta gioviano) è un termine astronomico generico, inventato dallo scrittore di fantascienza James Blish e ormai entrato nell'uso comune, per descrivere un grosso pianeta che non sia composto prevalentemente da roccia. I giganti gassosi, in realtà, possono avere un nucleo roccioso, ed effettivamente si sospetta che un tale nucleo sia necessario per la loro formazione. La maggior parte della loro massa è tuttavia presente sotto forma di gas (oppure gas compresso in uno stato liquido). A differenza dei pianeti rocciosi, i giganti gassosi non hanno una superficie ben definita.

Il sistema solare presenta quattro giganti gassosi: Giove, Saturno, Urano e Nettuno.

Il termine "gigante gassoso" è spesso una definizione poco corretta. A titolo di esempio, Giove presenta una spessa atmosfera composta principalmente da idrogeno ed elio gassosi, con tracce di altri composti chimici come l'ammoniaca, ma la maggior parte della sua massa è sotto forma di idrogeno allo stato liquido o metallico, forse con un nucleo roccioso o composto da nichel e ferro. La composizione degli altri giganti gassosi è simile, ma Urano e Nettuno contengono più acqua, ammoniaca, e metano: in questi casi è plausibile che il metano si dissoci alle altissime pressioni e che il carbonio cristallizzi direttamente come diamante; secondo alcuni astronomi è possibile che Urano e Nettuno abbiano nuclei interni di diamante. Negli strati inferiori, l'idrogeno liquido all'interno dei giganti gassosi è così compresso che diventa di natura metallica. L'idrogeno metallico è stabile solo a tali enormi pressioni.

La struttura interna dei pianeti gioviani.

Molti dei pianeti extrasolari conosciuti hanno masse molto superiori a Giove, e su questa base è stato suggerito che possano essere dei giganti gassosi. La loro composizione e struttura è però sconosciuta; molti di questi pianeti orbitano molto vicini alla propria stella madre, ed è oggetto di dibattito se gli strati di gas mostrati da Giove e Saturno possano sopravvivere a simili temperature. È perciò possibile che questi pianeti siano di un tipo nuovo, non osservato nel sistema solare.

Il limite superiore della massa di un pianeta gigante gassoso è circa 70 volte quella di Giove (cioè 0,08 volte la massa del Sole). Sopra questo limite, il calore e la pressione che vengono sperimentate dal nucleo del pianeta sono sufficienti a innescare una reazione di fusione nucleare, che trasforma il corpo celeste in una piccola stella. Sembra che esista un vuoto nella distribuzione di massa dei pianeti giganti, perché i più grandi conosciuti si collocano attorno a 10 volte la massa di Giove, mentre le nane rosse e brune più piccole arrivano vicino al limite delle 70 volte. L'intervallo tra queste due masse sembra spopolato, e questo ha portato gli scienziati a ipotizzare che i meccanismi di formazione per grandi pianeti e piccole stelle, oggetti che possono essere potenzialmente confusi tra loro, siano in realtà differenti.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Astronomia Portale Astronomia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di astronomia e astrofisica