Paul Chain

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
{{Expand Italian}}
Paul Chain
Paul Chain "violet...".jpg
Copertina dell'album Violet Art of Improvisation di Paul Chain.
Nazionalità Italia Italia
Genere Doom metal[1][2]
Musica sperimentale[1][3]
Musica elettronica
Heavy metal[3][4]
Periodo di attività 1977 – in attività
Gruppi Death SS
Paul Chain Group
Paul Chain Violet Theatre
Boohoos
P.C. Translate
Paul Chain logo3.GIF

Paul Chain, pseudonimo di Paolo Catena (Pesaro, 27 giugno 1962), è un musicista e produttore discografico italiano, attivo, per quanto riguarda la carriera musicale, prima come chitarrista e organista nel gruppo metal Death SS e in seguito come cantante e polistrumentista solista. Per un breve periodo fu anche membro dei Boohoos, band garage rock marchigiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi con i Death SS (1977-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977, assieme all'amico pesarese Steve Sylvester[3] (all'anagrafe Stefano Silvestri) fonda i Death SS,[4] gruppo storico che unisce la propria musica estrema (uno stile innovativo che verrà poi battezzato "horror metal"[1][2][4]) con un'iconografia orrorifica e tematiche legate all'occultismo.

La band propone spettacoli forti e molto avanti per i suoi tempi e ha subito un certo seguito, tant'è che la RAI la ospita al programma Mr. Fantasy[5] nonostante non abbia ancora pubblicato neanche un album.

Parallelamente all'attività di questa band, nel 1979 crea il Paul Chain Group, con cui suona durante i lunghi periodi di pausa del suo gruppo principale. Il complesso, che pone le basi per la futura carriera solista, dà luce spesso a composizioni improvvisate, che si avvalgono del cantato di Paul Chain, caratterizzato dall'utilizzo di una lingua fonetica inventata.

Nel 1982 Sylvester è costretto ad abbandonare i Death SS e Chain decide di proseguire sostituendolo con il cantante Sanctis Ghoram. Nel 1983 viene pubblicato l'EP Evil Metal, la cui produzione viene però interrotta quasi subito a causa di alcuni difetti di incisione e mastering e nel 1984 Paul Chain decide di sciogliere il gruppo. Nel 1987 sarà poi pubblicata la raccolta The Story of Death SS 1977-1984, curata dallo stesso Chain, che raggruppa parte della musica prodotta dal gruppo fino allo scioglimento.[4] I due membri fondatori dei Death SS, Paul e Steve, si incontreranno di nuovo nei primi anni novanta, e il primo suonerà nei due album solisti di Sylvester con conseguente tour, partecipando anche all'edizione italiana del festival internazionale Monsters of Rock del 1993.

Brani in cui Paul Chain compare alla chitarra sono stati inseriti anche nelle raccolte The Horned God of the Witches e The Story of Death SS 1977-1984 - Part Two, pubblicate rispettivamente nel 2004 e nel 2008, contenenti altri brani registrati dalla prima formazione dei Death SS.

La svolta musicale con il Violet Theatre e la carriera solista (1984-2003)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scioglimento dei Death SS, Paul Chain fonda il Paul Chain Violet Theatre, progetto più sperimentale che si discosta dalle trame negative del precedente gruppo (nonostante vi suonino alcuni ex-membri) e che musicalmente gli permette una maggiore espressività e il coinvolgimento di altri musicisti. La band tiene il suo primo concerto nel settembre del 1984 a Falconara, durante la manifestazione "Rock A" e l'evento viene ripreso dalle telecamere di Rai 3.[5] Debutta nello stesso anno con Detaching from Satan, uscito per la Minotauro Records, etichetta discografica fondata da Marco Melzi, della quale Paul diventerà in seguito direttore artistico e produttore discografico.
Contemporaneamente ai suoi progetti, nel 1986 entra a far parte dei Boohoos, gruppo rock formato anche da ex membri dei Cani, con i quali collaborerà negli anni a venire, impegnato alle tastiere e all'organo.
Nello stesso anno il Paul Chain Violet Theatre pubblica Picture Disc (noto anche come "Highway to Hell") e In the Darkness, album dal quale i Death SS, la sua vecchia band (riformatasi nel 1988 con una formazione totalmente nuova), riprenderanno due brani, Welcome to My Hell e In the Darkness, per inserirli in Black Mass (1989), una delle loro opere più importanti. Nel 1987 collabora con l'organo hammond a un EP dei ternani Warhead, dal titolo X-Mas Bop / White Christmas[6].

È sempre del 1989 il doppio LP Violet Art of Improvisation, pubblicato come Paul Chain, che lo vede confrontarsi con l'improvvisazione libera[7]

Dopo qualche anno, Chain abbandona anche il Violet Theatre e per molto tempo pubblica dischi con il solo logo PAUL CHAIN, tra cui il noto Alkahest, opera fondamentale del doom italiano, realizzata insieme a Lee Dorrian, ex-Napalm Death proveniente dagli inglesi Cathedral. Chain evolve poi la sua musica in diverse direzioni musicali ed espressive creando l'idea dei Container (ognuno aveva un numero diverso che ne classificava il progetto, i membri del gruppo e il tipo di sonorità) e dei Paul Chain Experimental Information, inoltre collabora con decine di musicisti italiani e stranieri, tra cui Wino dei Saint Vitus.

Nel 2002 registra, con i Paul Chain Experimental Information, il brano Ai confini della realtà, realizzato per il progetto Not of This Earth, compilation in 3 CD, omaggio musicale al cinema fantascientifico d'epoca, edito dalla Black Widow Records.

Il nuovo percorso artistico (2003-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2003 Catena, non soddisfatto dell'ambiente metal e rock italiano, decide di abbandonare il vecchio pseudonimo e personaggio Paul Chain, facendolo "morire" artisticamente, e conclude il suo lungo percorso con la pubblicazione di due raccolte di brani inediti.

Da questo momento continua a proseguire nella sperimentazione musicale con un nuovo progetto underground chiamato "Translate" (insieme alla moglie Lola Sprint, anch'ella musicista), diffondendo la propria musica gratuitamente sul proprio sito web o con copie da lui stesso confezionate ed autografate. Nel 2010 però abbandona anche questo progetto per dedicarsi alla ricerca di nuove forme musicali ed espressive lontane dalla globalizzazione mediatica. Nello stesso anno collabora al debutto da solista di Lola Sprint, Mon Voyage.

Il 13 dicembre 2011 la High Roller Records fa uscire il singolo Vivid Eyes in the Dark, che riesuma il brano omonimo e Pentagon Society, due vecchie registrazioni risalenti addirittura al 1984, effettuate insieme ai Paul Chain Violet Theatre.

A marzo 2012 esce Quadrimusicali, un'opera contenente nuovi brani musicali composti parallelamente alla realizzazione di quadri astratti in omonimia coi brani, dipinti dallo stesso Catena tra il 1982 e il 2010. A ciascun pezzo dell'album è associata una fotografia che immortala il relativo quadro. In copertina compare per la prima volta il vero nome dell'artista, Paolo Catena.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con i Death SS[modifica | modifica wikitesto]

Con i Paul Chain Violet Theatre[modifica | modifica wikitesto]

  • 1984 - Detaching From Satan (EP, ristampato su CD dalla Minotauro Records)
  • 1986 - In the Darkness (LP, ristampato su CD dalla Minotauro)
  • 1986 - Picture Disc (EP - Minotauro, ristampato in seguito con il titolo Highway to Hell)
  • 1987 - Opera 4th (LP / CD - Minotauro)
  • 2011 - Vivid Eyes in the Dark (EP, High Roller Records)

Con i Boohoos[modifica | modifica wikitesto]

Come Paul Chain[modifica | modifica wikitesto]

Con Steve Sylvester[modifica | modifica wikitesto]

Come Paul Chain Experimental Information[modifica | modifica wikitesto]

  • 1998 - Container 1: Glove and Sun (MCD / split con i Fucktotum - P.O.E.)
  • 2001 - Experimental Information - Container 47 (CD: split con i Container 47 - LM)

Come Paul Chain - The Improvisor[modifica | modifica wikitesto]

Come P.C. Translate[modifica | modifica wikitesto]

  • 2005 - Lo-Fi Lovers (MCD - Tra Bla Records)
  • 2007 - Collage Creation (CD - Tra Bla Records)
  • 2009 - Electronic Music for Videoart (CD + DVD - Tra Bla Records)
  • 2013 - Inedits (CD - Tra Bla Records)

Come Paul Cat[modifica | modifica wikitesto]

  • 2009 - Metropolis (CD - Tra Bla Records)

Con Lola Sprint[modifica | modifica wikitesto]

  • 2010 - Lola Sprint and the Cat: Mon Voyage (MCD - Tra Bla Records / Lo Scafandro / distribuzione: Wondermark)

Come Paolo Catena[modifica | modifica wikitesto]

  • 2012 - Quadrimusicali (CD - New Light Records)
  • 2013 - Quadrimusicali 2 (CD - New Light Records)
  • 2014 - Quadrimusicali 3 (CD - New Light Records)
  • 2014 - Quadrimusicali 4 (CD - New Light Records)
  • 2015 - Quadrimusicali 5 (CD - New Light Records)

Apparizioni in compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1982 - (con i Death SS) Gathered (LP - Electric Eye)
  • 1983 - (con i Death SS) Heavy Metal Eruption (LP - Metal Eye)
  • 1986 - (con i Paul Chain Violet Theatre) Eighties Colours (LP - Electric Eye)
  • 1989 - (come Paul Chain) 0721 Manicomio (LP - autoprodotto)
  • 1991 - (come Paul Chain) Punto Zero Numero 5/6 (LP - Toast)
  • 1992 - (come Paul Chain) Supporto Italiano Evoluzione Sonora (LP - Day Records)
  • 1993 - (come Paul Chain) Punto Zero Numero 13/14 (LP - Toast)
  • 1994 - (come Paul Chain) Per non farci chiudere la bocca... (MC - autoproduzione distribuita con la rivista Umanità Nova)
  • 1996 - (come Paul Chain) Dark Passages, Vol. II (CD - Rise Above)
  • 2003 - (come Paul Chain Experimental Information, Container 111: Ai confini della realtà) Not of This Earth (CD - Black Widow)
  • 2004 - (come Paul Chain) CM Distro Spring Sampler (CD - CM Distro)
  • 2008 - (come P.C. Translate) Heavy Rendez Vous, vol. III (CD - New LM Records)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Jeff Wagner, Mean Deviation, 2002, p. 339.
  2. ^ a b (EN) Eduardo Rivadavia, Horned God of the Witches - Allmusic, Allmusic.com. URL consultato il 1º marzo 2012.
    «Elsewhere, there's [...]a clutch of semi-doom workouts like "Night of the Witch," "Spiritualist Séance" and "Black & Violet"».
  3. ^ a b c Luca Signorelli, Metallus. Il libro dell'heavy metal, Giunti Editore, 2001, p. 54, ISBN 88-09-02230-0..
  4. ^ a b c d (EN) Eduardo Rivadavia, Death SS - Music Biography, Credit and Discography, Allmusic.com. URL consultato il 19 giugno 2012.
  5. ^ a b Biografia su rawandwild
  6. ^ Diego Nozza, Hardcore. Introduzione al punk italiano degli anni ottanta, Fano, Edizioni crac, 2011, ISBN 978-88-97389-02-6.
  7. ^ Antonello Cresti, Solchi Sperimentali Italia. 50 anni di italiche musiche altre, CRAC Edizioni, 2015, ISBN 978-88-97389-24-8.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jeff Wagner, (prefazione di Steven Wilson), Mean Deviation: Four Decades of Progressive Heavy Metal, Bazillion Points Books, 2010, ISBN 0979616336..
  • Antonello Cresti, Solchi Sperimentali Italia. 50 anni di italiche musiche altre, CRAC Edizioni, 2015, ISBN 978-88-97389-24-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]