Paratormone

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Paratormone
Protein PTH PDB 1bwx.png
Struttura tridimensionale dell'ormone.
Gene
HUGO PTH
Entrez 5741
Locus Chr. 11 p15.2
Proteina
OMIM 168450
UniProt P01270

Il paratormone (o ormone paratiroideo o PTH) è un polipeptide a catena singola formato da 84 amminoacidi sintetizzato dalle ghiandole paratiroidi: esercita il controllo del metabolismo del calcio regolandone l'assorbimento nell'intestino tenue e il riassorbimento a livello renale (assieme allo ione magnesio).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In presenza di una riduzione della concentrazione di calcio nel sangue (ipocalcemia) l'ormone aumenta la mobilizzazione del calcio dall'osso intervenendo sugli osteoblasti (direttamente) e sugli osteoclasti (indirettamente). Sempre a seguito dell'ipocalcemia, il paratormone stimola a livello renale il metabolismo del calcidiolo (anche noto come calcifediolo o 25-idrossicolecalciferolo) nella forma attiva di questa sostanza, il calcitriolo (o 1,25-diidrossicolecalciferolo, la forma attiva della vitamina D3 nell'organismo umano).

Le cellule delle ghiandole paratiroidi hanno recettori di membrana per il calcio. Il legame di questi recettori con il calcio attiva una proteina G che causa la formazione di inositolo trifosfato e mobilizzazione di ioni calcio inibendo il rilascio di paratormone (il paratormone viene infatti inibito da alti livelli di calcemia e aumenta quando la calcemia si abbassa).

La forma attiva della vitamina D, l'1,25 diidrossicolecalciferolo, inibisce la sintesi del paratormone. Un aumento della concentrazione plasmatica di fosfato abbassa la calcemia e stimola la secrezione di paratormone.

A livello renale produce due effetti: il primo di aumentare l'assorbimento di calcio nei tubuli distali e di inibire il riassorbimento di fosfato, il secondo è quello di stimolare l'idrossilazione della vitamina D per formare 1,25 diidrossicolecalciferolo che determina un aumento dell'assorbimento di calcio nell'intestino. A livello osseo agisce sugli osteoblasti e sugli osteoclasti: attiva il riassorbimento dell'osso e favorisce il rilascio di calcio nei fluidi extracellulari; stimolando la formazione di osteoclasti dai loro precursori cellulari del sangue; contemporaneamente impedisce l'apoptosi degli osteoblasti, aumentando così la produzione di matrice ossea.

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