Paratiroide

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Paratiroide
Parathyroid es.svg
Le ghiandole paratiroidi, immerse nel parenchima della tiroide, sono quattro, indicate col colore verde.
Anatomia del Gray(EN) Pagina 1271 e (EN) Pagina 314
Nome latinoglandula parathyreoidea inferior e glandula parathyreoidea superior
Arteriaarteria tiroidea inferiore
Venasuperior thyroid vein
LinfaticiPretracheal lymph nodes
Identificatori
MeSHA06.407.560
TAA11.4.00.001
FMA13890

Si definiscono paratiroidi delle ghiandole endocrine poste nel collo in prossimità della tiroide. Ve ne sono quattro, due superiori (o interne), situate dietro alla tiroide, e due inferiori (o esterne). In certe persone, si possono trovare anche altre ghiandole paratiroidee (paratiròidi ectopiche) in altre regioni del collo, o nel mediastino.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le paratiròidi sono di forma ovale e hanno dimensioni molto piccole; hanno una struttura tipica delle ghiandole endocrine: nidi o cordoni (questi ultimi più rappresentati) di cellule solide (attenti a non farsi confondere: a dispetto del nome, non condividono nulla con la tiroide, la quale ha una struttura follicolare) e sono sempre ben delimitate da una lamina connettivale molto vascolarizzata. Le paratiroidi embriologicamente derivano dall'apparato faringeo e in particolare le paratiroidi superiori derivano dalla IV tasca e quelle inferiori dalla III[1].

La loro funzione è di secernere l'ormone paratiroideo, o paratormone (PTH), importante regolatore del livello del calcio nel sangue, interferendo in molti processi biochimici del nostro organismo. Il paratormone, assieme alla calcitonina prodotta dalle cellule parafollicolari della tiroide ed alla vitamina D, concorre al conseguimento dell'omeostasi del calcio nel sangue. Infatti, in caso di alterazioni nei valori di calcemia, la calcitonina indurrà il deposito di calcio nelle ossa aumentandone il riassorbimento renale, mentre il paratormone attiverà la vitamina D a livello renale per favorire l'assorbimento intestinale di calcio, mobiliterà il minerale dalle riserve del tessuto osseo favorendo la produzione di osteoclasti ed aumenterà l'eliminazione urinaria dei fosfati.

Naturalmente, all'azione di questi elementi regolatori si aggiunge il contributo della dieta, cioè dell'introito alimentare, nonché delle quotidiane perdite urinarie e fecali. Proprio per evitare che la calcemia venga mantenuta costante a discapito di un continuo depauperamento dei depositi ossei, è molto importante assumere ogni giorno i giusti quantitativi di calcio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Felici, Embriologia Umana, Padova, Piccin, 2009, p. 173.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]