Paolo II Vitelli

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Paolo II Vitelli
Coa fam ITA vitelli.jpg
Stemma della famiglia Vitelli
Marchese di Cetona
In carica giugno 1568 - febbraio 1574
Predecessore Alessandro Vitelli
Altri titoli Marchese di Carmiano
Nascita Città di Castello, 1519
Morte Parma, febbraio 1574
Casa reale Vitelli
Padre Niccolò II Vitelli
Madre Gentilina della Staffa
Paolo II Vitelli
NascitaCittà di Castello, 1519
MorteParma, 1574
Cause della morteNaturale
EtniaItaliano
ReligioneCattolicesimo
Dati militari
Paese servito
Forza armata
ArmaCavalleria, Fanteria, Marina
SpecialitàCapitano di ventura
Anni di servizio15371571
Grado
ComandantiDon Giovanni d'Austria, Marcantonio II Colonna, Alessandro Farnese
Guerre
Campagne
Battaglie
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Paolo II Vitelli (Città di Castello, 1519Parma, febbraio 1574) è stato un condottiero e cavaliere italiano, marchese di Cetona e di Carmiano[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini ed esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nato nel 1519 a Città di Castello, figlio di Niccolò II Vitelli, Paolo II è stato sicuramente tra gli uomini più fedeli del papa Paolo III e dei Duchi di Parma e Piacenza. Nel 1538, Paolo accompagna il papa Farnese al congresso di Nizza[2][3]; tornato in Italia,il Vitelli prende parte con alla Guerra di Pier Luigi Farnese contro la famiglia patrizia romana dei Colonna, capitanata da Ascanio, che si era ribellato in seguito alla tassa sul sale indetta da papa Paolo III, che porterà ribellioni anche in Umbria (la cosiddetta "Guerra del Sale"); a questa guerra parteciperà anche lo zio di Paolo, Alessandro Vitelli, capitano ben più onorato del giovane nipote[4]. Recatosi a Pitigliano dopo la vittoria sui Colonna, il Vitelli assiste al duello tra Ascanio della Corgna e Giannino Taddei, capitano fiorentino, dove Paolo II, come il suo generale Pier Luigi Farnese, appoggiò il della Corgna, che vinse il duello[5]

Nel Ducato di Parma e Piacenza[modifica | modifica wikitesto]

Nominato luogotenente generale della cavalleria pontificia nel 1546, il Vitelli parte per la Germania, dove il Papa aveva mandato le sue milizie comandate da Ottavio Farnese per contrastare le forze protestanti della Lega di Smalcalda[6]; arrivato a Ulm, il Vitelli vi trova lo zio Alessandro, ma le vicende accadute in Italia nel settembre del 1547 costringono lui e il Farnese a fare rientro a Parma, per proteggerla ed evitare che cada nelle mani degli imperiali di Ferrante I Gonzaga, come era successo già per l'altra città importante sotto il dominio dei Farnese, Piacenza, dove fu assassinato il 10 settembre il duca Pier Luigi Farnese. Alla morte del papa Paolo III, nel 1549, Paolo II viene nominato custode del conclave che si tiene a Roma[7] per essere quindi onorato dal Duca Ottavio con il titolo di Luogotenente Generale del Ducato. Dichiarato, insieme con Ottavio, nemico dal nuovo papa Giulio III (che gli intimò anche di lasciare immediatamente il servizio militare per il Duca[8]), nel 1551, a seguito delle conquiste del Gonzaga, Paolo è costretto a recarsi con gli eserciti ducali prima a Mirandola, e poi, uscito dalla città con molti fanti, ottiene molte vittorie ai danni degli spagnoli fino a Soragna, dove per poco non arriva allo scontro con gli iberici comandati da Francesco di Bimonte[9]. Dal 1552 al 1554 prende parte alla Guerra di Siena[1], mentre nel 1555 fa da ambasciatore per conto di Ottavio Farnese, che lo manda a rendere omaggio al nuovo papa Marcello II; inoltre, nello stesso anno si occupa di rinforzare i confini del ducato, insidiati dalla costante pressione francese. Ma la svolta si ha dopo il trattato di Gand (15 settembre 1556): il Vitelli si reca prima a Milano, per prestare giuramento ai legati di Filippo II di Spagna, quindi riesce a riconquistare Piacenza, per riconsegnarla al duca Ottavio Farnese . Alla morte di Paolo IV, con suo nipote Chiappino Vitelli inizia l'assedio di Montone[10], e sebbene il collegio dei cardinali intervenga per far cessare le battaglie, i due esponenti tifernati riescono ad entrare nella città (1559). Il 23 marzo 1566, il Vitelli, insieme ad una scorta di quasi cento cavalieri, parte da Parma per raggiungere le Fiandre, dove ha l'incarico di condurre la principessa Maria d'Aviz nel capoluogo emiliano, dove diventerà la moglie del duca Alessandro Farnese[11]. Nel 1571 segue Alessandro Farnese nella battaglia di Lepanto,prima di morire nel 1574 a Parma.

Palazzo Vitelli a Sant'Egidio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1540,Paolo volle farsi costruire una nuova residenza, la quale superò tutte le altre costruzioni volute dai Vitelli per magnificenza e stile. Nella residenza furono ospiti perfino il Duca di Parma e Piacenza, Ottavio Farnese , e Giovanna d'Austria, moglie del Granduca Francesco I de' Medici (1573)[12]. Nella tradizione , viene narrato che fu proprio lo stesso Paolo a realizzare il progetto della casa, che presenta varie incongruenze. Comunque, alla realizzazione dell'opera parteciparono artisti come Prospero Fontana, Niccolò Circignani, Giorgio Vasari e Cristoforo Gherardi[12]. Il salone principale fu abbellito con scene delle vittorie militari della famiglia Vitelli[13], mentre la cappella è ornata con scene dell'Antico e Nuovo Testamento. Inoltre, la villa presenta un giardino di ampie dimensioni, che ricorda molto il Giardino di Boboli, in Firenze.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Condottieri di ventura Archiviato il 14 agosto 2007 in Internet Archive.
  2. ^ (DE) Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz, 1987, Volume XXXI
  3. ^ Julian Kliemann, "Gesta dipinte: la grande decorazione nelle dimore italiane dal Quattrocento al Seicento",1993
  4. ^ Marco Guazzo, "Historie di M. Marco Guazzo di tutti i fatti degni di memoria nel mondo successi dal 1524 sino a l'anno 1549", presso Gabriele Giolito de Ferrari, 1549, pag.275-276
  5. ^ Claudio Donati, "L'idea di nobiltà in Italia. Secoli XIV-XVIII, Roma-Bari, 1988.
  6. ^ Pio Bosi, "Dizionario storico, biografico, topografico", 1870, pag.660
  7. ^ Julian Kliemann, op.cit, pag.84
  8. ^ Pietro Sforza Pallavicino, "Istoria del Concilio di Trento", Roma, 1664, Parte II, Libro XI,pag.226
  9. ^ Giovan Battista Adriani, "Istoria de' suoi tempi", Firenze, 1583, Libro VIII, Capitolo IV,pag.164
  10. ^ Condottieri di ventura Archiviato il 13 giugno 2007 in Internet Archive.
  11. ^ Bonaventura Angeli, "La historia della città di Parma et la descrittione del fiume Parma", Parma, 1591, Libro VII, pag.740-741
  12. ^ a b Palazzo Vitelli a Sant'Egidio
  13. ^ Palazzo Vitelli a S. Egidio, Monumento a Città di Castello su TouringClub.com

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN12158350 · ISNI (EN0000 0000 4547 2651 · LCCN (ENnr90022235 · WorldCat Identities (ENlccn-nr90022235