Ascanio della Corgna

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Ascanio della Corgna
Ascanio della corgna2.jpg
Ritratto di Ascanio della Corgna dipinto del Pomarancio
(Castiglione del Lago, Palazzo ducale)
Marchese di Castiglione del Lago
Stemma
In carica 19 novembre 1563-
3 dicembre 1571
Successore Diomede della Penna-Corgna
Trattamento Eccellenza
Nascita Perugia, 31 luglio 1514
Morte Roma, 3 dicembre 1571
Sepoltura Chiesa di San Francesco al Prato a Perugia
Dinastia Della Corgna
Padre Francesco della Corgna
Madre Giacoma Ciocchi del Monte
Consorte Giovanna Baglioni
Religione Cattolicesimo
Firma Firma di Ascanio della Corgna.jpg

Ascanio della Corgna (Perugia, 31 luglio 1514Roma, 3 dicembre 1571) è stato un condottiero italiano.

Fu il primo marchese sovrano di Castiglione del Lago, dal 1563, per otto anni.

Ascanio della Corgna
31 luglio 1514 – 3 dicembre 1571
Nato aPerugia
Morto aRoma
Cause della mortemalattia
Dati militari
Paese servitobandiera Stato Pontificio
Forza armataEsercito dello Stato della Chiesa
Anni di servizio1536-1571
Grado
Battaglie
  • Mirandola (1536)
  • Casale Monferrato (1536)
  • Montemurlo (1537)
  • Cattaro (1538)
  • Perpignano (1544)
  • Montalcino (1553)
  • Paliano (1557)
  • Lepanto (1571)[2]
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    Biografia[modifica | modifica wikitesto]

    Nacque dal nobile perugino Francesco (detto Francia) di Berardo della Corgna e madonna Giacoma Ciocchi del Monte, sorella del cardinale Giovanni Maria, futuro papa Giulio III. Governò il marchesato di Castiglione del Lago, di Castel della Pieve e del Chiugi dal 19 novembre 1563 al 3 dicembre 1571, dopo aver amministrato il territorio, come vicario, dal 1550.[3]

    È considerato uno dei più illustri personaggi della sua epoca, distintosi in molti campi.[4]

    Capitano di ventura, maestro d'armi, ingegnere militare, fu spadaccino imbattuto (famoso il duello, a Pitigliano, con il nobile fiorentino Giovanni Taddei - 26 maggio 1546 -, immortalato nel 1574[5] dal Pomarancio negli affreschi del palazzo di Castiglione del Lago) e il più forte torneista della sua epoca.[3]

    Le sue temerarie imprese gli costarono la perdita dell'occhio destro: l'incidente si verificò nel 1536 durante la battaglia di Casale Monferrato.[6]

    Lo stemma di Ascanio era quello dei della Corgna, caratterizzato dalla presenza dell'arbusto di corniolo con i rametti verdi e i frutti rosso scarlatto: nei dintorni del castello di Bastia Corgna, presso Passignano sul Trasimeno, sede gentilizia della famiglia, crescevano infatti questi alberelli da cui prese il nome (nell'antico edificio si possono vedere esempi non sviluppati in pietra del suddetto blasone).[7]

    Marchese di Castiglione del Lago[modifica | modifica wikitesto]

    Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Ciocchi del Monte (famiglia), Della Corgna e Marchesato di Castiglione del Lago.

    Fu governatore perpetuo di Castel della Pieve, generale della Chiesa, nominato marchese (Ascanio I) dal papa Pio IV il 19 novembre 1563, fu poi da lui imprigionato a Castel Sant'Angelo, con accuse di delitti, stupri e altri reati. Fu liberato per l'intervento di principi europei perché, come esperto d'armi, il suo aiuto era necessario per liberare Malta dai turchi.[8]

    Lo zio Giovanni Maria Ciocchi del Monte fu eletto papa nel 1550 col nome di Giulio III e, per sdebitarsi con la sorella Giacoma che aveva prestato alla Santa Sede una rilevante somma di denaro, le aveva concesso per nove anni il possedimento di Castiglione del Lago e del Chiugi che lei fece gestire[9] dai figli Ascanio e Fulvio. Morto, però, il pontefice cinque anni dopo, Ascanio ebbe forti contrasti col successore Paolo IV che gli sequestrò il patrimonio. Pio IV, come detto, lo reintegrò[10] nei suoi domini con il rango marchesale.

    Il marchesato era piccolo ma prestigioso (205 km², 2500 abitanti circa, 200 nel borgo), incuneato tra il Granducato di Toscana e lo Stato della Chiesa.

    Il della Corgna aveva, tra i vari privilegi, il potere di mero et mixto imperio e facoltà di battere moneta.[11]

    Guardie feudali del marchese vigilavano sulla sicurezza della famiglia feudataria e controllavano il palazzo, le tre porte del borgo (fiorentina, perugina e senese), i confini e la navigazione nel lago Trasimeno.[12]

    Ascanio si dedicò all'abbellimento del palazzo castiglionese (progettato dal Vignola, poi da Galeazzo Alessi, col quale il marchese collaborò)[13] e alla costruzione di altre residenze a Castel della Pieve e a Corciano.

    Gli statuti di Ascanio, editi nel 1750 a Siena

    Il 7 febbraio 1571 emanò gli statuti del marchesato, divisi in civili e penali, poi completati dal fratello cardinale Fulvio e dal nipote Diomede.

    Ascanio soggiornava soprattutto nel palazzo di Castiglione del Lago, ma pure nella residenza di Perugia, nel castello di Bastia Corgna (culla ancestrale della famiglia) e nel casino di caccia (ora palazzo Dini) a Gioiella, sulle colline ad ovest del Trasimeno.[14]

    Il marchese fece realizzare intorno al palazzo marchionale dei magnifici giardini, assai rinomati all'epoca e celebrati in un'opera di Cesare Caporali (Gli Orti di Mecenate)[15] e in una lettera[16] del segretario di corte Scipione Tolomei: il ciclo di affreschi tardo-manieristi sarà poi commissionato dal successore Diomede al Pomarancio e a Salvio Savini (che dipinse nel piano terreno le "esoteriche" storie del mondo alla rovescia) proprio per celebrare le gesta dello zio. Questi aveva ideato un nuovo impianto urbanistico per il borgo, basato sul numero tre, e lo fece attuare da Galeazzo Alessi su precedenti studi del Vignola.[17]

    Ascanio rese, inoltre, possibile nel marchesato una moderna riforma agraria che fornì occasioni di lavoro anche a non castiglionesi che però avevano l'obbligo di risiedervi.[18]

    Il marchese aveva sposato Giovanna Baglioni, della stirpe di Malatesta I, signore di Perugia: non ebbero eredi e Ascanio scelse come successore il nipote Diomede, figlio di sua sorella Laura e di Ercole Arcipreti della Penna, che aggiunse al proprio il cognome della Corgna.[19]

    La battaglia di Lepanto e morte di Ascanio[modifica | modifica wikitesto]

    Alla fine del 1571, durante il rientro dalla battaglia di Lepanto (aveva partecipato alla liberazione di Malta dall'assedio turco e conosciuto Miguel de Cervantes), la forte fibra del della Corgna - per il freddo patito in mare - cedette ad alte febbri: fu deciso per prudenza, onde consultare i medici e riposare, di fermarsi a Roma, dove, il 3 dicembre, all'età di 57 anni, morì nel palazzo Salviati alla Lungara, dimora del cardinale Fulvio suo fratello. La salma fu imbalsamata, ricoperta da un drappo in fili d'oro e portata a Perugia, con un sontuoso funerale, e tumulata nella cappella di Sant'Andrea (disegno del Vignola) della chiesa di San Francesco al Prato, dove tuttora riposa.[20] Nella cripta della suddetta cappella (ubicata presso l'altare maggiore e non più esistente per i crolli sofferti dal tempio), furono sepolti tutti i della Corgna, ad eccezione di tre consorti e dell'ultimo duca Fulvio II, la cui tomba si trova, vicino a quella del poeta bernesco Cesare Caporali, nell'oratorio del Salvatore, presso la chiesetta di San Domenico a Castiglione del Lago.[21]

    Il busto di Ascanio, che si può sempre ammirare nel palazzo dei Priori a Perugia e ne esiste una copia nella residenza corgnesca di Castiglione, era un tempo collocato sul sepolcro della famiglia, nella chiesa perugina di San Francesco al Prato, ora sconsacrata, un tempo Pantheon dei personaggi illustri della città.[22]

    Il porporato Fulvio Giulio della Corgna, invece, riposa a Roma nella basilica di San Pietro in Montorio, in prossimità dell'artistica cappella dei nonni Ciocchi del Monte, genitori della madre Giacoma e dello zio papa Giulio III.[23]

    Scomparso il 12 dicembre 1647 il duca Fulvio II Alessandro, figlio di Ascanio II e nipote di Diomede, si estinguerà il ducato castiglionese, riassorbito nello Stato Pontificio.[24]

    Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ Lana, p.22
    2. ^ Donati-Guerrieri, p. 44
    3. ^ a b Lana, p. 13
    4. ^ Donati-Guerrieri, p. 39
    5. ^ Longhi, p.34
    6. ^ Festuccia, Castiglione del Lago, p. 7
    7. ^ Donati-Guerrieri, p. 51
    8. ^ Lana, p. 46
    9. ^ Cattani, p. 27
    10. ^ Lana, p. 20
    11. ^ Donati-Guerrieri, p. 59
    12. ^ Donati-Guerrieri, p. 61
    13. ^ Festuccia, Guida..p. 13
    14. ^ Sapori, p. 204
    15. ^ Caporali, Gli Orti..p.5
    16. ^ Tolomei, p.99
    17. ^ Kliemann, p. 98
    18. ^ Festuccia, Castiglione del Lago, p. 20
    19. ^ Cattani, p. 34
    20. ^ Donati-Guerrieri, p. 170
    21. ^ Cattani, pp. 136-138
    22. ^ Donati-Guerrieri, p. 129
    23. ^ Donati-Guerrieri, p. 125
    24. ^ Festuccia, Castiglione del Lago, p. 10

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • AA. VV., Roma e lo Stato della Chiesa, Touring Club 1930.
    • Innocenzo Battaglini, Notizie istoriche di Castiglione del Lago e suo territorio, Le Balze, Montepulciano 2000.
    • Valentina Borgnini, La chiesa di San Francesco al Prato in Perugia, BetaGamma, Perugia 2011.
    • Cacciaglia Norberto, Il viaggio di Parnaso di Cesare Caporali, Guerra, Perugia 1993.
    • Cesare Caporali, Gli Orti di Mecenate, Era Nuova, Ellera Umbra 1998.
    • Venerio Cattani, Il Signore del Lago, Edizioni Duca della Corgna, Castiglione del Lago 2004.
    • Walter Corelli, Splendore ed apoteosi di Ascanio della Corgna marchese di Castiglione del Lago, del Chiusi e di Castel della Pieve, Perugia, Edizioni Era Nuova, 1999, ISBN 88-85412-77-7.
    • Vittorio Coronelli, Atlante "Umbria", 1708.
    • Ascanio della Corgna, Statuti, Bonetti, Siena 1750.
    • Maria Gabriella Donati-Guerrieri, Lo Stato di Castiglione del Lago e i della Corgna, La Grafica, Perugia 1972.
    • Luciano Festuccia, Castiglione del Lago, Edizioni Duca della Corgna, Castiglione del Lago 1985.
    • Id., Guida al Palazzo Ducale ed alla Fortezza Medievale, ed. Duca della Corgna, Castiglione del Lago 1996.
    • Id., Il Trasimeno e il suo comprensorio, Edizioni Duca della Corgna, Castiglione del Lago 1986
    • Roberto Gargiulo, La battaglia di Lepanto, Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2004.
    • Julian Kliemann, Gesta dipinte, Amilcare Pizzi, Cinisello Balsamo 1993.
    • Guido Lana, Ascanio I della Corgna ed il suo tempo, Nuova Stampa, Castiglione del Lago 1999.
    • Gabriele La Porta, Grandi castelli grandi maghi grandi roghi, Rizzoli, Milano 1994.
    • Alessandro Lisini, Nuove osservazioni sulla zecca di Castiglione del Lago, Ricci, Siena 1906.
    • Silvio Longhi, Il duello dipinto di Castiglione del Lago, Calosci, Cortona 1995.
    • Gabriele Morolli (a cura di), Palazzo Salviati alla Lungara, Editalia, Toma 1991.
    • Augusto Pompeo, Il marchesato di Castiglione del Lago e Chiugi, Deputazione di Storia Patria per l'Umbria, Perugia 1992.
    • Giovanna Sapori, I della Corgna mecenati del Lago, <Trasimeno lago d'arte>, pp. 201–227, Seat, Torino 1994.
    • Scipione Tolomei, Lettere, Stamperia Augusta, Perugia 1627.

    Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

    Predecessore Marchese di Castiglione del Lago Successore Stemma della corgna (PG).jpg
    Titolo inesistente 1563 - 1571 Diomede della Penna-Corgna
    Controllo di autoritàVIAF: (EN120697674 · SBN: IT\ICCU\UM1V\017852 · ULAN: (EN500072981