Palazzo Guicciardini

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Palazzo Guicciardini
Palazzo guicciardini ext 02.JPG
Palazzo Guicciardini
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Toscana Toscana
Località Firenze
Indirizzo via Guicciardini 15
Coordinate 43°45′59.55″N 11°15′03.96″E / 43.766542°N 11.2511°E43.766542; 11.2511Coordinate: 43°45′59.55″N 11°15′03.96″E / 43.766542°N 11.2511°E43.766542; 11.2511
Informazioni
Condizioni In uso

Palazzo Guicciardini si trova a Firenze in via Guicciardini 15. Fu la principale dimora della famiglia Guicciardini che, venuta a Firenze dalla Val di Pesa almeno dalla seconda metà del XIII secolo, comprò nella via alcune case.

Storia e profilo architettonico[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1342 e il 1365 Piero Guicciardini si dedicò ad una campagna di acquisti che culminò nella creazione di una Casa Grande dei Guicciardini, nucleo originario del palazzo che si trovava all'epoca tra il palazzo dei Benizzi verso nord e il futuro palazzo Salvadori verso sud.

Nel 1515 Jacopo Guicciardini, fratello del famoso storico Francesco, acquistò il palazzo Benizzi, dove nel 1233 era nato san Filippo Benizzi. Nel 1604 infine venne aggiunta anche la casa dei Barbadori, un edificio interno rispetto alla strada, raggiungibile tramite un vicolo che passava accanto al palazzo Benizi, che venne demolito quando fu allargata piazza Pitti. Nel frattempo i fratelli Girolamo e Piero Guicciardini decisero di costruire un unico palazzo signorile.

Lato dell'ex-palazzo Benizzi su piazza Pitti

Piero diede l'incarico di unificare il complesso prima a Lodovico Cardi, detto il Cigoli, poi, alla sua morte, nel 1613, a Gherardo Silvani. I lavori ebbero luogo tra il 1620 e il 1625 e comportarono la ristrutturazione di vari ambienti: venne aperto un nuovo scalone (ricavato nell'ex-torre dei Malefici), furono unificate le facciate (livellando la torre al livello delle altre stanze) e i due cortili, venne spostato l'accesso principale sull'ex-palazzo Benizzi e fu ristrutturato l'atrio d'ingresso, con la creazione di due ambienti: uno coperto da volte ed uno costituito da un elegante porticato con colonne in pietra serena e capitelli ionici (questi ultimi provenienti dall'antica casa dei Barbadori). In questo ambiente si trovano alcune statue, varie targhe poste da vari membri della famiglia Guicciardini, stemmi, una fontanina con mascherone e soprattutto un pregevole stucco con la Dodicesima fatica di Ercole, risalente al Quattrocento (quindi all'epoca dei Benizzi) e forse derivato da un'opera perduta di Antonio del Pollaiolo; la scena è racchiusa in una cornice rinascimentale, mentre al di sotto è stato collocato un sarcofago romano usato come vasca per una fontanella che zampilla da una testa leonina.

La facciata si presenta oggi composta da due ali ben distinte, ma unite dallo stesso cornicione e dalla fila uniforme di finestre al secondo piano, mentre le partiture al pian terreno ed al primo piano sono disomogenee come in origine. La parte di destra, ex-palazzo Benizzi, presenta dei pregevoli graffiti a monocromo, mentre la parte di sinistra ha le pietre della muratura a vista. Il marchese Piero Guicciardini impose alla discendenza che titolo e possedimenti si trasmettessero al solo figlio primogenito senza divisioni, per cui la proprietà arrivò senza grandi mutamenti fino all'Ottocento.

Stemma nel cortile

Nel 1837 per allargare piazza Pitti venne demolito l'adiacente Palazzo Guidetti, e il palazzo Guicciardini si trovò così in angolo sulla piazza, per questo venne approntata una nuova facciata, ad opera dell'architetto Orlando Orlandini. Anche la facciata su via Guicciardini venne riorganizzata e si persero in quell'occasione alcune parti dei graffiti cinquecenteschi. Furono abbassati i davanzali di alcune finestre e si perse così anche la cornice marcapiano del Silvani che scandiva il ritmo della facciata. Nel 1866 il granduca Pietro Leopoldo abolì i fidecommessi che vincolavano l'unità della proprietà e i due fratelli Piero e Luigi si divisero il palazzo secondo la demarcazione antica (Casa Grande e palazzo Benizzi) ed eressero anche un muro nel giardino. In quell'occasione fu ripristinata l'antica entrata dell'ala nord, abbellita per l'occasione da un passaggio con colonne e finestre. Piero non ebbe figli e la sua parte andò al nipote Francesco, unico figlio superstite di Luigi, così la proprietà venne riunificata.

Il conte Francesco (1851-1915) fu un economista e uomo politico, ricoprendo l'incarico di sindaco di Firenze negli anni a cavallo tra Otto e Novecento, oltre a quelli di deputato, ministro in più governi.

Nel 1922 i conti Paolo e Augusta Guicciardini intrapresero una serie di restauri. La facciata su piazza Pitti venne restaurata dall'architetto Giuseppe Castellucci e anche il giardino fu ridisegnato. Furono inoltre restaurati i graffiti sulla facciata e venne creato l'archivio dei documenti della famiglia. Durante la seconda guerra mondiale il palazzo fu una delle poche architetture di via Guicciardini a salvarsi dalle mine tedesche, anche se vennero danneggiati lo scalone principale, le coperture e i graffiti della facciata andarono quasi completamente distrutti. I restauri furono solerti e già nel 1950 erano stati ripristinate le zone danneggiate. I graffiti, grazie alle foto esistenti di prima della distruzione, sono stati rifatti durante l'ultimo restauro che risale al 2007 curato dall'architetto Piero Guicciardini.

Il giardino[modifica | modifica wikitesto]

Il giardino

Il piccolo ma significativo giardino confina con quello di Boboli e ne è diviso dal Corridoio Vasariano. Anticamente presentava una struttura all'italiana con siepi di bosso tagliate in maniera da creare aiuole geometriche e agrumi piantati a boschetto. L'impianto venne modificato nel 1804, in occasione delle nozze di Lorenzo Guicciardini con Elisabetta Pucci, con aggiunte in stile "all'inglese", quali alberi ad alto fusto, collinette artificiali e sentieri sinuosi, per quanto possibile nello spazio disponibile. Il disegno attuale risale al 1922 e crea vari punti di osservazione in prospettiva. Vi si trovano una montagnola con un arco che incornicia una statua di Venere sulla sommità, una fonte di acqua sorgente, che come ricorda una targa fu ri-scoperta nel 1845 assieme ad una targa che ne testimoniava l'uso in epoca romana, e vari frammenti scultorei, in parte inseriti in una cornice sul lato nord, secondo la moda settecentesca delle collezioni di materiali lapidei antichi.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In questo palazzo nacque e morì lo storico Francesco Guicciardini, e qui scrisse le sue opere, come ricorda una targa nella facciata.
  • Sul palazzo si trova una lapide che ricorda sia lo storico Francesco, sia San Filippo Benizi, nell'ala verso piazza Pitti, che un tempo apparteneva alla sua famiglia, apposte durante i restauri del 1922.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Toscana Esclusiva XII edizione, Associazione Dimore Storiche Italiane 2007.
  • Marcello Vannucci, Splendidi palazzi di Firenze, Le Lettere, Firenze 1995.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

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