Borgo San Jacopo

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Coordinate: 43°46′03.83″N 11°15′06.56″E / 43.767731°N 11.251822°E43.767731; 11.251822

Gli edifici lungo l'Arno dal lato di Borgo San Jacopo

Borgo San Jacopo è una strada del quartiere Oltrarno a Firenze, la prima che si incontra a destra dopo il Ponte Vecchio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome rivela già una parte della storia della via: i borghi erano infatti a Firenze quelle strade che uscivano dalla città in corrispondenza di una delle antiche porte delle mura altomedievali, lungo le quali sorgevano le case dei nuovi arrivati in città e che vennero poi gradualmente incorporate nei nuovi tracciati murari. Dal Ponte vecchio sbucavano almeno due borghi: il Borgo Piazza (attuale via Guicciardini) e il Borgo San Jacopo, appunto.

Durante il medioevo fu oggetto di una considerevole attività edilizia, dopo che venne inglobato nelle mura del XII secolo ed ha mantenuto un aspetto medievale fino ai giorni nostri, vantando il primato di essere la via fiorentina con la maggiore concentrazione di torri medievali superstiti, ben cinque più una sesta in una via traversa.

Macerie in Borgo San Jacopo nel settembre del 1944 dopo le distruzioni tedesche
La Fontana dello Sprone

A dire il vero l'aspetto odierno della via è frutto in larga parte di restauri e ricostruzioni postbelliche, durante il decennio 1945-1955, dopo che i tedeschi avevano minato e pesantemente distrutto tutti gli accessi al Ponte Vecchio durante la loro ritirata nell'agosto del 1944. Rispetto però a via Por Santa Maria e via Guicciardini, la ricostruzione in Borgo San Jacopo è stata più accurata, giacché la speculazione edilizia che non raggiunse i livelli di sciatteria delle altre zone. Per avere un'idea degli edifici moderni ci si deve affacciare sull'altra sponda dell'Arno per vedere le costruzioni affacciate. Ci fu una grande discussione all'epoca tra architetti innovatori e tradizionalisti e si scelse una soluzione di compromesso: facciate moderne ma disposizione dei volumi tradizionali, con edifici ad altezze irregolari appoggiati ai beccatelli oltre la sponda. Tra i progettisti che furono chiamati a collaborare alla stesura dei piani urbanistici di ricostruzione vi furono Lando Bartoli, Edoardo Detti, Italo Gamberini, Leonardo Savioli, anche se nelle fasi finali l'opera fu effettuata dagli uffici tecnici municipali[1].

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Venendo dal Ponte Vecchio subito a destra si incontra la Torre dei Rossi-Cerchi, che di profilo presenta il tradizionale filaretto in pietra, ma girato l'angolo mostra un'inconfondibile facciata moderna. Vi si apre in una nicchia la fontana del Bacco di Giambologna: durante la guerra la vasca di marmo venne irrimediabilmente distrutta, ma la statua fu ripescata tra le macerie e restaurata; oggi è stato posto ai piedi della statua un sarcofago di epoca romana. La statua in bronzo originale è stata portata al Museo nazionale del Bargello, ed è stata sostituita nel 2006 da una fedelissima replica eseguita dalla Fonderia Artistica Ferdinando Marinelli di Firenze su calco fatto sull'originale.

Al 54 si incontra la Torre dei Barbadori, affiancata da una piazzettina panoramica sull'Arno e sul Ponte Vecchio. Vi sorge davanti la pittoresca Torre dei Belfredelli, alla quale si appoggia sul retro la Torre dei Ramaglianti. Una seconda Torre dei Barbadori si trova al 22, dall'aspetto più di palagio, mentre al 17 si innalza la torre forse più bella, quella dei Marsili, decorata da una bassorilievo robbiano sul portale aggiunto nell'Ottocento dall'orafo Giuseppe Sorbi che qui ebbe il suo laboratorio.

Poco oltre si incontra la chiesa di San Jacopo Soprarno, di antica fondazione ma dall'aspetto settecentesco. Il bel portale proviene dalla chiesa di San Donato in Scopeto e fu qui riassemblato nel 1575 dopo che l'altra chiesa venne distrutta durante l'assedio di Firenze. Accanto alla chiesa si erge la Torre degli Angiolieri.

In fondo a Borgo San Jacopo, all'angolo con via dello Sprone, si trova la celebre Fontana dello Sprone, realizzata da Bernardo Buontalenti alla fine del XVI secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Grazia Ercolino, La ricostruzione post-bellica i Firenze - Il dibattito, le proposte, le realizzazioni, in L'architettura nelle città italiane del XX secolo: dagli anni Venti agli Ottanta, a cura di Vittorio Franchetti Pardo, Jaca Book 2003.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cesati, La grande guida delle strade di Firenze, Newton Compton Editori, Roma 2003.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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