Torre dei Mannelli

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Torre dei Mannelli
Torre dei mannelli 33.JPG
La torre dei Mannelli, circondata dal Corridoio Vasariano
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana Toscana
LocalitàFirenze
IndirizzoPonte Vecchio
Coordinate43°46′03″N 11°15′10.8″E / 43.7675°N 11.253°E43.7675; 11.253Coordinate: 43°46′03″N 11°15′10.8″E / 43.7675°N 11.253°E43.7675; 11.253
Informazioni generali
CondizioniIn uso

La torre dei Mannelli si trova in cima al Ponte Vecchio e vi si accede da via de' Bardi a Firenze.

Questa torre è l'unica superstite dei quattro capi di ponte, cioè le torri che controllavano un ponte ai quattro angoli.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I Mannelli facevano risalire le loro origini addirittura alla famiglia romana dei Manlii, ed erano di credo ghibellino, imparentati con i burrascosi Uberti. Dopo la definitiva sconfitta del loro partito con la battaglia di Benevento subirono l'esilio, ma rientrarono presto cambiando il nome (in Pontigiani, per la torre sul "ponte", o Piazzigiani, perché questo quartiere era chiamato "Piazza"), mutando la fede politica e giurando fedeltà alla Parte Guelfa.

Stemma dei Mannelli

La torre è famosa per il contenzioso tra la famiglia e Cosimo I, quando venne deliberata la costruzione del Corridoio Vasariano, che avrebbe previsto l'abbattimento della torre. La famiglia riuscì a opporsi fermamente e Giorgio Vasari dovette modificare il suo progetto facendo passare il corridoio attorno alla torre, attraverso un sistema di grossi beccatelli in pietra serena che ancora oggi si possono vedere. La torre venne danneggiata durante la seconda guerra mondiale, ma non in maniera irreparabile e fu restaurata dall'architetto Nello Baroni su incarico della Soprintendenza ai Monumenti (1944-46). Oggi presenta ancora il caratteristico rivestimento in filaretto di pietra a vista, punteggiato da alcune buche pontaie. Vi si aprono alcune finestre di diverse forme, alcune quadrangolari, altre sormontate da archi. All'ultimo piano si apre una sala panoramica di realizzazione più recente.

Fu anche il quartier generale dei partigiani fiorentini a cui apparteneva il padre della scrittrice Oriana Fallaci, la quale, già prossima alla morte, la desiderò come ultima dimora (senza poi però riuscire effettivamente a tornarci).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] tratto da Il Giornale.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lara Mercanti, Giovanni Straffi, Le torri di Firenze e del suo territorio, Alinea, Firenze 2003
  • Fortunato Grimaldi, Le "case-torri" di Firenze, Edizioni Tassinari, Firenze 2005.
  • Claudio Paolini, Ponte Vecchio di pietra e di calcina, Polistampa per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Firenze 2012.
  • Vedi anche la bibliografia su Firenze.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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