Vai al contenuto

Paederota

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come leggere il tassoboxProgetto:Forme di vita/Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Paederota
Paederota bonarota
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Lamiidi
OrdineLamiales
FamigliaPlantaginaceae
TribùVeroniceae
GenerePaederota
L., 1758
Classificazione Cronquist
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheobionta
SuperdivisioneSpermatophyta
DivisioneMagnoliophyta
ClasseMagnoliopsida
SottoclasseAsteridae
OrdineScrophulariales
FamigliaScrophulariaceae
GenerePaederota
Specie

Paederota L., 1758 è un genere di piante erbacee della famiglia delle Plantaginacee.[1][2]

Il nome del genere deriva dagli scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 – 79 d.c.). Il termine è formato da due parole greche: pais - paidos (= bambino) e eros (= amore, piacere).[3] Il nome faceva riferimento alla proprietà della pianta di acanto di sbiancare e pulire la faccia; nel trasferire il termine alle piante di questa voce probabilmente si è fatto riferimento all'eleganza e disposizione dei fiori, perdendo così il significato originale.[4]

Il nome scientifico del genere è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Caroli Linnaei Opera Varia. Lucae - 200".[2]

Il portamento
Paederota bonarota
Le foglie
Paederota lutea
Infiorescenza
Paederota bonarota
I fiori
Paederota lutea

L'altezza di queste piante varia tra 5 e 30 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[5][6][7][8]

Le radici sono secondarie da rizoma.

La parte aerea del fusto è semplice (non ramificata), ascendente o eretta. La base può essere legnosetta.

Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto, sono subsessili e con la lamina a forma ovato-arrotondata con apice ottuso/acuto. I bordi sono dentati. La superficie delle foglie è sparsamente pelosa con peli sia ghiandolari che non ghiandolari. La consistenza può essere coriacea.

Infiorescenza

[modifica | modifica wikitesto]

Le infiorescenze sono dei racemi ovali o subsferici. Inizialmente le infiorescenze sono un po' pendule; mentre alla fruttificazione sono erette. Sono presenti delle brattee lunghe come il calice e cigliate lungamente (le ciglia non sono ghiandolari). La disposizione delle brattee è alternata. I fiori sono subsessili e sono lunghi 8 – 15 mm.

I fiori sono ermafroditi, più o meno attinomorfi e tetraciclici (composti da 4 verticilli: calicecorollaandroceogineceo), pentameri (calice e corolla divisi in cinque parti).

X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.[6]
  • Calice: il calice campanulato, gamosepalo e più o meno attinomorfo, è profondamente diviso in 5 lacinie con forme lineari-lesiniformi, con apice acuto, superficie glabra o con alcune ciglia (sono lunghe come le brattee). Le lacinie adassiali sono più piccole delle altre.
  • Corolla: la corolla è gamopetala e debolmente zigomorfa con forme tubolari (il tubo è cilindrico fino a metà corolla) e terminante in due-quattro-cinque lobi o lacinie bilabiate. Il labbro superiore è formato da una singola lacinia allargata (può essere più o meno bipartita). Quello inferiore è formato generalmente da tre lacinie minori. Il colore della corolla è blu-violetto scuro (raramente può essere purpureo) oppure giallo.
  • Androceo: gli stami sono due lunghi e sono appena sporgenti dal tubo corollino. I filamenti sono adnati alla corolla. Le antere hanno due teche più o meno separate, uguali con forme arrotondate.
  • Gineceo: il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario (biloculare) è supero con forme ovoidi non compresse. Gli ovuli per loculo sono da numerosi a pochi (4 per loculo), hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[9] Lo stilo con stigma capitato è lievemente sporgente dalla corolla. Il disco nettarifero è presente nella parte inferiore della corolla (sotto l'ovario).

Il frutto è del tipo a capsula con 4 valve (per la deiscenza setticida dei semi) allungata e pelosa. I semi sono numerosi, finemente reticolati.

Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

[modifica | modifica wikitesto]

La distribuzione delle specie di questo genere è europea-mediterranea con habitat secchi e montani.

Entrambe le specie di questo genere vivono in Italia, Austria e Slovenia. La tabella seguente mette in evidenza alcuni dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione delle specie alpine.[10]

Specie Comunità
vegetali
Piani
vegetazionali
Substrato pH Livello trofico H2O Ambiente Zona alpina
Paederota bonarota 3 subalpino
montano
collinare
Ca basico basso secco C2 Alpi orientali
Paederota lutea 3 alpino
subalpino
montano
Ca basico basso secco C2 C3 Alpi orientali
Legenda e note alla tabella.

Substrato: con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili).
Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni.
Ambienti: C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie.

La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981[11]) assegnava il genere Paederota alla famiglia Scrophulariaceae; la moderna classificazione filogenetica lo colloca tra le Plantaginaceae (tribù Veroniceae).[12]

Il genere comprende due specie:[1]

Le due specie si distinguono per i seguenti caratteri:

  • P. bonarota: altezza massima 15 cm; le foglie possiedono al massimo 9 denti per lato; il colore della corolla è blu-violetto.
  • P. lutea: altezza massima 30 cm; le foglie possiedono 10 e più denti per lato; il colore della corolla è giallo.
  1. ^ a b (EN) Paederota, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 03/09/2025.
  2. ^ a b The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 29 settembre 2018.
  3. ^ Etimologia botanica di Alexandre de Théis 1810, su summagallicana.it, p. PA-PINE. URL consultato il 22 settembre 2018.
  4. ^ Dizionario Tecnico-Etimologico-Filologico Tomo II, su books.google.it, p. 34. URL consultato il 22 settembre 2018.
  5. ^ Kadereit 2004, pag. 398.
  6. ^ a b Judd et al 2007, pag. 493.
  7. ^ Strasburger 2007, pag. 852.
  8. ^ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 555.
  9. ^ Musmarra 1996.
  10. ^ Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 238.
  11. ^ (EN) Cronquist A., An integrated system of classification of flowering plants, New York, Columbia University Press, 1981, ISBN 9780231038805.
  12. ^ (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1–20.
  • Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
  • Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales, 2012.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
  • AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004.
  • Kadereit J.W, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales., Berlin, Heidelberg, 2004.
  • Judd S.W. et al, Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, p. 496, ISBN 978-88-299-1824-9.
  • Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
  • D. C. Albach, H. M. Meudt and B. Oxelman, Piecing together the "new" Plantaginaceae, in American Journal of Botany, vol. 92, n. 2, 2005, pp. 297-315 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2016).
  • F.Conti, G. Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pp. 580-590.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica