Ophrys passionis

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Ophrys passionis
Ophrys garganica.jpg
Ophrys passionis
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Orchidales
Famiglia Orchidaceae
Sottofamiglia Orchidoideae
Tribù Orchideae
Sottotribù Orchidinae
Genere Ophrys
Specie O. passionis
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Monocotiledoni
Ordine Asparagales
Famiglia Orchidaceae
Nomenclatura binomiale
Ophrys passionis
Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers, 1994
Sinonimi

Ophrys garganica
O.Danesh & E.Danesh
O. sphegodes subsp. garganica
E.Nelson

Ophrys passionis Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers, 1994 è una pianta appartenente alla famiglia delle Orchidaceae, in passato nota anche come Ophrys garganica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome generico (Ophrys), secondo quanto scrive lo scrittore romano Plinio il Vecchio (23 – 79), deriva da un'antica parola greca “οφρύς” e significa “sopracciglio”. Gli antichi (scrive sempre il naturalista latino) usavano appunto questa pianta per produrre una tintura per colorare le sopracciglia. Può essere però che il vero significato derivi molto più semplicemente dalla forma delle lacinie interne del perigonio[1], oppure dalla pelosità del labello (carattere molto più evidente del primo).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il portamento

È una pianta erbacea alta fino a 50 cm. La forma biologica è geofita bulbosa (G bulb), ossia è una pianta perenne che porta le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati bulbi o tuberi, strutture di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. È un'orchidea terrestre in quanto contrariamente ad altre specie, non è “epifita”, ossia non vive a spese di altri vegetali di maggiori proporzioni.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

Le radici sono fascicolate e secondarie da bulbo e consistono in sottili fibre radicali posizionate nella parte superiore dei bulbi.

Fusto[modifica | modifica wikitesto]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto è composta da due tuberi bulbosi a forma ovoidale e arrotondati; il primo svolge delle importanti funzioni di alimentazione, mentre il secondo raccoglie materiali nutritizi di riserva per lo sviluppo della pianta che si formerà nell'anno venturo.
  • Parte epigea: la parte aerea del fusto è breve ma piuttosto slanciata, semplice ed eretta.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti poche foglie radicali a forma oblungo-lanceolata, ad apice acuto (mucronato). Sulla pagina fogliare sono presenti delle nervature parallele disposte longitudinalmente (foglie di tipo parallelinervie). Quelle cauline sono progressivamente più ridotte a portamento amplessicaule e simili a brattee.

Infiorescenza[modifica | modifica wikitesto]

I fiori

L'infiorescenza è “indefinita” (senza fiore apicale o politelica) del tipo spiciforme con pochi fiori sessili. Questi ultimi sono posti alle ascelle di brattee a forma lineare-lanceolata con una scanalatura centrale; sono lunghe come o più dell'ovario. I fiori inoltre sono resupinati, ruotati sottosopra; in questo caso il labello è volto in basso.

Fiore[modifica | modifica wikitesto]

Diagramma fiorale[2]

I fiori sono ermafroditi ed irregolarmente zigomorfi, pentaciclici (perigonio a 2 verticilli di tepali, 2 verticilli di stami (di cui uno solo fertile – essendo l'altro atrofizzato), 1 verticillo dello stilo)[3].

  • Formula fiorale: per queste piante viene indicata la seguente formula fiorale:
X, P 3+3, [A 1, G (3)], infero, capsula[4]
  • Perigonio: il perigonio è composto da 2 verticilli con 3 tepali (o segmenti) ciascuno (3 interni e 3 esterni). Tutti i tepali sono glabri e terminano con un apice ottuso. I tre segmenti esterni sono patenti a forma oblunga, sono piani e lievemente carenati. Quello mediano è spesso lievemente ricurvo in avanti. I due tepali interni (il terzo, quello centrale, chiamato labello, è molto diverso da tutti gli altri) sono sempre a forma oblunga appena più stretti, disposti in modo alternato a quelli esterni e con i bordi smarginati o increspati. Colore dei tepali esterni: verde chiaro quasi brillante. Colore dei tepali interni: giallastro, bruno-rossastro ai margini.
  • Labello: il labello (la parte più vistosa del fiore) è ampio, carnoso e pubescente; si presenta con un portamento pendente e con margini incurvati. La forma è quasi rotondeggiante e intera (i lobi laterali sono quasi inesistenti); tutto il bordo del labello è percorso da una striscia più chiara. In questa specie non è presente lo sperone e neppure gibbosità nella zona centrale del labello. Colore del labello: bruno-purpureo scuro, più chiaro ai bordi; al centro è presente una macchia più chiara fosco-violacea o rosso-brunastra a forma di “H” con le “gambette” allungate; mentre nella parte alta la macchia si dirama ai lati del labello. Dimensione del labello: larghezza 16 mm; lunghezza 14 mm.
  • Ginostemio: lo stame con le rispettive antere (in realtà si tratta di una sola antera fertile biloculare – a due logge) è concresciuto (o adnato) con lo stilo e lo stigma e forma una specie di organo colonnare chiamato "ginostemio"[5]. Quest'organo è posizionato all'interno-centro del fiore. Il polline ha una consistenza gelatinosa; e si trova nelle due logge dell'antera, queste sono fornite di una ghiandola vischiosa (chiamata retinacolo). I pollinii sono inseriti su due retinacoli distinti tramite delle caudicole, mentre i retinacoli sono protetti da due borsicole[6]. L'ovario, sessile in posizione infera è formato da tre carpelli fusi insieme[3]. L'ovario non è contorto.
  • Fioritura: fine Primavera, inizio Estate.

Frutti[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è una capsula. Al suo interno sono contenuti numerosi minutissimi semi piatti. Questi semi sono privi di endosperma e gli embrioni contenuti in essi sono poco differenziati in quanto formati da poche cellule. Queste piante vivono in stretta simbiosi con micorrize endotrofiche, questo significa che i semi possono svilupparsi solamente dopo essere infettati dalle spore di funghi micorrizici (infestazione di ife fungine). Questo meccanismo è necessario in quanto i semi da soli hanno poche sostanze di riserva per una germinazione in proprio.[7]

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

La riproduzione di questa pianta avviene in due modi:

  • per via sessuata grazie all'impollinazione degli insetti pronubi; la germinazione dei semi è tuttavia condizionata dalla presenza di funghi specifici (i semi sono privi di albume – vedi sopra). La disseminazione è di tipo anemocora.
  • per via vegetativa in quanto uno dei due bulbi possiede la funzione vegetativa per cui può emettere gemme avventizie capaci di generare nuovi individui (l'altro bulbo generalmente è di riserva).
  • Impollinazione: come per altre specie di Ophrys anche in questa l'impollinazione avviene tramite un ben definito maschio di imenottero del genere Andrena[2] che riconosce (o crede di riconoscere) nella figura disegnata sul labello una propria femmina e quindi tenta una copulazione col solo risultato di trasferire il polline da un individuo floreale all'altro. Anche il profumo (non sempre gradevole per noi umani) emesso dall'orchidea imita i ferormoni dell'insetto femmina per incitare ulteriormente l'insetto maschio all'accoppiamento.


Questo fiore è privo di nettare per cui a impollinazione avvenuta l'insetto non ottiene nessuna ricompensa; questa specie può quindi essere classificata tra le “orchidee ingannevoli[8]. Inoltre dal momento che l'insetto è attratto solamente da una specifica femmina (e quindi da una specifica orchidea) si evitano così sterili impollinazioni interspecifiche.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il tipo corologico di questa specie è Euri-mediterraneo. È presente in Spagna settentrionale e Francia meridionale. In Italia era considerata in passato un endemismo del Gargano, ma è presente in realtà in buona parte dell'Italia centrale e meridionale oltreché in Sicilia e Sardegna. L'habitat tipico per questa orchidea sono i prati aridi, le garighe e le zone incolte in generale da 0 a 800-1000 m s.l.m..

Sistematica[modifica | modifica wikitesto]

Le Orchidaceae sono una delle famiglie più vaste della divisione tassonomica delle Angiosperme; comprende 788 generi e più di 18500 specie[9]. Il genere Ophrys è uno dei generi europei più numerosi della famiglia con più di un centinaio di specie di orchidee terricole, a distribuzione euro-mediterranea.
Il Sistema Cronquist assegna la famiglia delle Orchidaceae all'ordine Orchidales mentre la moderna classificazione APG la colloca nel nuovo ordine delle Asparagales. Sempre in base alla classificazione APG sono cambiati anche i livelli superiori (vedi tabella iniziale).
Tutta la famiglia delle orchidee in base alle ultime ricerche filogenetiche è in via di riorganizzazione tassonomica. Problema ancor più aggravato dal polimorfismo caratteristico di tutta la famiglia. Rilevanti sono anche i fenomeni di ibridazione con conseguente introgressione a rendere ancor più difficoltosa la definizione delle varie specie e sottospecie.

In particolare le popolazioni di questa entità presenti in Italia sono state a lungo classificate come Ophrys garganica O.Danesh & E.Danesh. Alcuni autori la hanno inquadrata come una sottospecie del gruppo Ophrys sphegodes Mill., 1768 con la denominazione O. sphegodes subsp. garganica E.Nelson[10]. Studi recenti hanno dimostrato una sostanziale identità di queste popolazioni con Ophrys passionis e come tale il Gruppo Italiano per la Ricerca sulle Orchidee Spontanee (GIROS) la inquadra in una recente pubblicazione[11]. Tale inquadramento comunque non è ancora riconosciuto da tutte le autorità botaniche[12].
Il numero cromosomico di O. passionis è: 2n = 36.

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Le sottospecie presenti in Italia sono:

  • Ophrys passionis subsp. passionis Sennen ex Devillers-Tersch. & Devillers, 1994
  • Ophrys passionis subsp. majellensis (Helga Daiss & Herm.Daiss) Romolini & Soca, Caesiana (2000).

Ibridi[modifica | modifica wikitesto]

Con la sottospecie Ophrys sphegodes subsp. aveyronensis J.J.Wood, (1983) la pianta di questa voce forma il seguente ibrido interspecifico (non presente in Italia):

  • Ophrys × costei van Looken (1989) .
  • Ophrys × coulotii R. Soca (Ophrys holosericea parvimaculata × O. passionis)
  • Ophrys × daunia H. Baumann & Künkele (Ophrys bombyliflora × O. passionis)
  • Ophrys x surdii O. Danesch & E. Danesch (Ophrys tenthredinifera subsp. neglecta × O. passionis)

Sinonimi[modifica | modifica wikitesto]

La specie di questa voce ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

  • Ophrys garganica O.Danesh & E.Danesh
  • Ophrys sphegodes subsp. garganica E.Nelson
  • Ophrys sphegodes subsp. passionis (Sennen) Sanz & Nuet (1995)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le orchidee del genere Ophrys ad una prima occhiata sono molto simili tra di loro. L'elemento più distintivo è il disegno del labello. In questo caso sono molte le specie (e sottospecie) con una macula simile ad una "H". Qui di seguito citiamo alcune:

Per approfondire le diversità morfologiche tra le varie specie si vedano le relative voci di questa enciclopedia.

Altre notizie[modifica | modifica wikitesto]

In alcune aree è una pianta protetta quindi ne è vietata la raccolta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Motta, Vol. 3 pag. 150.
  2. ^ a b Botanica Sistematica, pag. 140.
  3. ^ a b Pignatti, Vol. 3 pag. 700.
  4. ^ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 15 gennaio 2010 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2010).
  5. ^ Musmarra, pag. 628.
  6. ^ Motta, Vol. 3 pag. 151.
  7. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 808.
  8. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 556, 771.
  9. ^ Strasburger, vol. 2 - pag. 807.
  10. ^ Pignatti, Vol. 3 pag. 706.
  11. ^ GIROS 2009, p.224.
  12. ^ World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su apps.kew.org. URL consultato il 15 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]