Operatore socio-sanitario

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il compito dell' OSS è quello di svolgere attività che aiutano le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali, riportando così il benessere alle persone.

l' OSS lavora sia in ambito sanitario che in ambito sociale

L'operatore socio-sanitario (acronimo "OSS") è una professione facente parte del comparto sociosanitario (Ddl Lorenzin 22 dicembre 2017); è una figura ausiliaria, nata a seguito dell'accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2001.[1] Fa parte del comparto della sanità, nella categoria C.

È una figura di supporto all 'infermiere, di cui è responsabile diretto, secondo attribuzione di compito e secondo delega ( in autonomia) per quanto attiene le attivita previste dall' allegato A e B volte a garantire l'assistenza di base come l'aiuto ai pazienti totalmente o parzialmente dipendenti nelle attività di vita quotidiane, igiene personale, trasporto del materiale biologico,disbrigo di pratiche burocratiche, si occupa delle attività di sterilizzazione, sanitizzazione, sanificazione. Svolge i compiti in équipe con altre figure,su attribuzione medico- infermieristica, dell'educatore professionale, del fisioterapista oppure dell'ostetrica e di altre professioni sanitarie (in sostanza opera, coopera e collabora).

La formazione ed i compiti, oltre a quelli descritti in via generale, e non in maniera specifica, dall'accordo istitutivo del 2001 e 2003 (per l'OSS con formazione complementare), sono stabiliti dalle singole Regioni, in base all'art. 1 comma 2 legge n.43 del 2006: per esempio, a titolo esemplificativo, in Lombardia, in base alla delibera n. 5101 del 18 luglio 2007, l'O.S.S. svolge anche altre attività attribuite dall'infermiere come somministrazione della terapia orale preparata dall'infermiere ed in presenza di questo, effettuazione di clismi senza sonda, rilevazione parametri vitali, stick rilevazione glicemia, etc. In alcune Regioni molti compiti, possibili in altre Regioni d'Italia, potrebbero essere vietati (come per esempio la stessa rilevazione glicemica perché ritenuta invasiva). Nello specifico per capire cosa può svolgere bisogna conoscere la normativa regionale. In sostanza oltre alle attività e competenze descritte nell'accordo istitutivo, può svolgere altri compiti ulteriori autorizzati dalla normativa regionale che può variare da Regione a Regione.

Può lavorare, come dipendente o come libero professionista, in strutture pubbliche e private. nelle prime si accede mediante concorso per titoli e/o esami (Ospedali, Aziende ospedaliere, Istituti di ricerca, ecc); può lavorare presso enti privati, RSA, Onlus, case famiglia o altri soggetti a carattere sanitario, socio sanitario o sociale. I requisiti di accesso al corso di formazione sono indicati nell'accordo istitutivo del 22 febbraio 2001.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La figura - che ha sostanzialmente sostituito le vecchie figure del personale sanitario ausiliario prevista dal D.P.R. 27 marzo 1969 n. 128 ("Ordinamento interno dei servizi ospedalieri") - venne istituita dalla Conferenza Stato-Regioni con l'accordo del 22 febbraio 2001 ("Accordo tra il Ministero della Sanità, il Ministero per la solidarietà sociale, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano").

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Ha sostituito progressivamente le precedenti figure che si occupavano di assistenza, sia nell'area sanitaria (Operatore tecnico-assistenziale, Assistente di base), che nell'area sociale (Ausiliario socio-assistenziale e Assistente domiciliare e dei servizi tutelari), integrando funzioni, compiti e competenze delle due aree, in un unico contesto.

L'OSS, quale figura tecnica di interesse sanitario, non essendo personale laureato (vedi legge n. 43/2006), ed avendo caratteristiche specifiche di ausiliarietà assistenziale, non ha potere decisionale su funzioni che non gli competono e si attiene alle indicazioni e prescrizioni dell' infermiere.

Compiti e funzioni[modifica | modifica wikitesto]

Il suo compito è quello di svolgere attività che aiutino le persone a soddisfare i propri bisogni fondamentali, finalizzate al recupero, al mantenimento e allo sviluppo del livello di benessere, promuovendone l'autonomia e l'autodeterminazione. La sua attività è orientata dalle indicazioni proprie del suo profilo professionale, ed in ambito assistenziale e sociale, opera, coopera e collabora con le altre figure sanitarie.

L'ambito lavorativo, come già sottolineato, riguarda strutture di base (centri diurni integrati, case di riposo, Rsa, assistenza domiciliare, comunità di recupero, case famiglia, comunità alloggio) si trova quindi a lavorare in collaborazione con professionisti dell'area sociale (assistenti sociali, educatori) e dell'area sanitaria (infermieri, medici) a seconda dell'area di intervento.

Sempre a seconda dell'area in cui si troverà ad operare, il suo sarà un intervento prettamente tecnico e ausiliario, (in area sanitaria, ove potrà occuparsi con qualche limitato margine di autonomia, solo dell'assistenza di base al paziente, mentre può occuparsi di ulteriori attività solo dietro precisa attribuzione (non di delega) e indicazioni dell'infermiere, come stabilito dai rispettivi profili professionali nazionali e normativa regionale), oppure un intervento relazionale con l'utente (area sociale). Non può compiere attività invasive di competenza prettamente medico-infermieristica.

Un ruolo importante rientrante nella sfera dei compiti e delle funzioni dell'Operatore Socio Sanitario è il legame empatico che deve instaurare con il paziente. L'approccio del paziente con l'operatore nelle prime fasi è molto difficoltoso, poiché il paziente non accetta il suo stato fisico, riscontrando imbarazzo nel ricevere assistenza. Importante è comprendere il disagio che il paziente vive, cercando di immedesimarsi e rendere meno difficile l'approccio.

Percorso formativo[modifica | modifica wikitesto]

La formazione è competenza delle Regioni italiane; la qualifica di operatore socio sanitario OSS si consegue al termine di un percorso formativo della durata complessiva di 1000 ore (composte rispettivamente da 450 ore di teoria, 100 ore di esercitazioni e 450 di tirocinio, comprensive di esame finale)[1] organizzate in maniera differente a seconda dell'Ente che gestisce il corso. Le materie di studio (550 ore) sono raggruppabili in quattro aree:

Area socio-culturale, istituzionale e legislativa, che comprende materie del tipo: - Legislazione sociale, sanitaria e previdenziale - Organizzazione dei servizi sul territorio - Sociologia

Ambito professionale specifico Area psicologica e sociale, che comprende materie del tipo: - Dinamiche di gruppo - Psicologia della relazione - Pedagogia

Cenni di area igienico-sanitaria, che comprende materie del tipo:

Igiene della persona - Tecniche di base riabilitative - 

Area tecnico-operativa, che comprende materie del tipo: - Attività domestico-alberghiere, di assistenza domiciliare e tutelare - Piani di intervento - Animazione - Interventi di socializzazione - Alfabetizzazione informatica

Lo stage dura 450 ore, normalmente con impegno a tempo pieno. Al termine del corso è previsto un esame finale di fronte ad apposita Commissione d'esame, comprendente una prova scritta, una pratica ed una orale, con il superamento della quale si ottiene l'attestato di qualifica valido su tutto il territorio nazionale.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]