Olaf I di Norvegia

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Olaf I di Norvegia
Olaf I di Norvegia
Olaf Tryggvason è stato eletto re, un dipinto di Peter Nicolai Arbo
Re di Norvegia
In carica 995 –
1000
Predecessore Sweyn I di Danimarca
Successore Sweyn I di Danimarca
Nascita Norvegia, intorno al 960
Morte pressi di Rügen, intorno al 1000
Padre Tryggvi Ólafsson
Madre Astrid Eiriksdatter
Coniugi Geira
Gyda di Dublino
Gudrun Skeggesdatter
Tyra di Danimarca
Religione cattolica

Olaf I Tryggvason (in norreno: Óláfr Tryggvason; 963/964 – 9 settembre (?) 1000) , fu re di Norvegia dal 995 al 1000.

Era figlio di Tryggve Olafsson, re di Viken, (Vingulmark e Ranrike), e bisnipote di Harald Bellachioma, primo re di Norvegia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la leggenda, dopo che il padre fu ucciso dai figli di Eirik il Sanguinario, Olaf con la madre e il padre adottivo di lei provarono a rifugiarsi presso il principe di Kiev, san Vladimiro ma durante la traversata in mare vennero catturati dai pirati e venduti come schiavi.

Sei anni dopo suo fratello Sigurd (uomo molto influente a Kiev) lo riscattò per poi presentarlo alla corte del principe. A 18 anni compì la sua prima impresa nel mar Baltico, durante una tempesta però finì sulle coste germaniche dove incontrò e sposò la figlia del re Burislav, Geira, che morì dopo 3 anni. A questo punto della sua vita la leggenda lascia più spazio alla realtà storica.

Peter Nicolai Arbo, Olav Tryggvason approda in Norvegia

Già dopo i 20 anni era conosciuto e rispettato dalla sua gente. Prese parte alle invasioni vichinghe dell'Inghilterra nel 991 e, insieme al re danese Sven Barbaforcuta, anche nel 994, compiendo scorrerie a Maldon[1], a Northumbria, in Scozia, nelle Isole Ebridi, a Man, in Irlanda, in Galles, e nel Cumberland, per poi finire in Valland (nel nord della Francia).

Nell'occasione di un attacco fallito su Londra sembra si debba collocare la sua conversione al Cristianesimo.[2] Fu questo il momento in cui Olaf decise di ritornare in patria, infatti il re inglese lo aveva convocato facendogli promettere di non attaccare più l'Inghilterra in cambio di oro e schiavi.

Tornò dunque nel 995 in Norvegia, dove, forte della popolarità e della ricchezza conquistata, approfittò delle continue rivolte contro il re Haakon Sigurdsson (che lo portarono alla fuga e poi alla morte per mano di un servo) per ottenere la corona.

In breve si sottomisero a lui volontariamente i distretti dell'Uppland e dell'Oslofjord che da molto tempo erano stati sotto il dominio di Sven Barbaforcuta.

Il regno di Olaf è noto per la politica favorevole alla conversione della Norvegia al Cristianesimo. A lui viene attribuita l'accettazione forzata e la sanguinosa conversione di tutto il suo territorio anche se non tutti gli storici avvalorano questa ipotesi.

Con una buona dose di esagerazione gli viene attribuita anche l'introduzione della nuova religione in Islanda, Groenlandia nelle isole Orcadi nelle Shetland e nelle Fær Øer, sebbene non fu completamente accettata in vaste zone del regno.

Si dice che Olaf abbia costruito la prima chiesa della Norvegia nel 995 e che abbia fondato, nel 997, la città di Kaupangen, l'attuale Trondheim. Sebbene probabilmente non fosse coinvolto dagli aspetti dottrinali e spirituali della nuova religione Olaf ne comprendeva invece i vantaggi, che aveva potuto verificare anche grazie alle sue scorrerie: infatti l'Europa quasi completamente cristianizzata forniva solide e potenti amicizie e ricchezze e tendeva invece a relegare ai margini della società i barbari pagani.

La sua politica di conversione gli creò molti nemici. Per primi c'erano i pagani che aveva cercato di cristianizzare con la forza e poi i suoi vecchi alleati. Sven Barbaforcuta, approfittando della situazione, si unì ai rivoltosi per sconfiggere Olaf e così impadronirsi della Norvegia e delle province che il re gli aveva sottratto; il re svedese Olaf Skottkonung era inoltre ansioso di estendere i suoi domini in occidente; Eirik, il figlio del suo predecessore al trono Haakon Sigurdsson, bramava infine vendetta per il padre assassinato.

Halfdan Egedius, Gli uomini di Eirik assaltano la “Lungo Serpente“

Olaf Tryggvason morì in un'imboscata al largo dell'isola di Svoldr nel mar Baltico dove la sua flotta si trovò in inferiorità numerica e quando la sua ammiraglia, la Lungo Serpente, fu assalita, si gettò in mare.

Sui presupposti e le motivazioni che portarono alla battaglia di Svoldr esistono tre differenti versioni. La prima si basa sulla Saga di Olaf Tryggvason, secondo la quale il re (a conoscenza della coalizione in atto contro di lui) partì da Nidaros con una flotta di oltre 60 imbarcazioni in cerca di alleati come Boleslav il polacco, re della regione del Wendland, il precedente marito della sua attuale moglie Thyri. Durante il ritorno in patria venne assalito dalla coalizione e vistosi sconfitto si gettò in mare. La seconda versione riferita da Adamo di Brema, storico vissuto 75 anni più tardi, riporta che Olaf infuriato per gli scopi della coalizione salpò con una flotta per punire i Danesi ma venne sorpreso e sconfitto. Secondo la terza ipotesi Olaf salpò con solo 11 navi per allearsi con Boreslav e arrivato a destinazione l’alleato gli avesse prestato 60 imbarcazioni comandate dal capitano Sigvaldi che all’inizio della battaglia lo tradì e lo abbandonò al suo destino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J.R.R. Tolkien, Il ritorno di Beorhnoth figlio di Beorhthelm, Bompiani, 2009
  2. ^ La conferma nella fede cristiana gli fu conferita da sant'Elfego, allora vescovo di Winchester (vedi: (EN) Geyser, "Ælfheah (d. 1012)", Oxford Dictionary of National Biography)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • J. R. R. Tolkien, "Il ritorno di Beorhnoth figlio di Beorhthelm", Bompiani, 2009.
  • Gwyn Jones, “I Vichinghi”, G.T.E. Newton, Roma, 1977.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Norvegia Successore
Haakon Sigurdsson 995–1000 Eiríkr Hákonarson e Sveinn Hákonarson

Controllo di autorità VIAF: 14745917 LCCN: n83063297