Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali

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La locuzione latina Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali rappresenta una massima fondamentale per il diritto moderno.

Storia della definizione[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione, creata dal politico e giurista latino Ulpiano e raccolta nel Digesto, poi ripresa dal giurista tedesco Paul Johann Anselm Ritter von Feuerbach, si fonda sull'assunto che non può mai esservi un reato (e di conseguenza una pena), in assenza di una legge penale preesistente che proibisca quel comportamento. La massima viene talvolta resa con tali differenti forme:

  • nullum delictum, nulla poena sine praevia lege poenali
  • nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali
  • nullum crimen, nulla poena sine lege praevia

o abbreviata in tali modi:

  • nulla poena sine lege
  • nullum crimen, nulla poena sine lege
  • nullum crimen sine lege

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Questo fondamentale principio proibisce in pratica la possibilità di leggi che, operando retroattivamente, considerino reati anche comportamenti che, al momento in cui avvengono, erano perfettamente leciti in quanto non vietati da alcuna norma.

Il medesimo principio, applicato non già al reato ma alla sanzione penale, vieta che con un inasprimento successivo della pena possano essere puniti rei che, al momento di commettere il fatto, confidavano nel rischio di incappare in una pena diversa e minore: il fondamento di ciò è nell'esigenza della previa conoscibilità delle regole da osservare e delle conseguenze della loro violazione, conoscibilità che è un “essenziale strumento di garanzia del cittadino contro gli arbitri del legislatore, espressivo dell'esigenza della “calcolabilità” delle conseguenze giuridico-penali della propria condotta, quale condizione necessaria per la libera autodeterminazione individuale”[1].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Questo principio, meglio noto come principio di irretroattività, è positivizzato - oltre che nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, art. 11, comma 2 - in un gran numero di costituzioni europee e in numerosi trattati internazionali.

Ne sono esempi la Costituzione Italiana, articolo 25, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, articolo 7 (1) e lo Statuto di Roma istitutivo della Corte Penale Internazionale, articolo 22 e segg..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corte Costituzionale n. 394/2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]