Legge ex post facto

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Una legge ex post facto (chiamata anche legge retroattiva) è un tipo di legge che cambia retroattivamente le conseguenze legali (o lo stato giuridico) di azioni commesse (o relazioni che esistevano) prima dell'entrata in vigore della legge stessa. Nel diritto penale, può criminalizzare alcune azioni che prima erano legali, ma può anche aggravare un crimine, rendendolo più grave di quanto non fosse quando è stato commesso, o cambiare la pena prevista per un reato.

Legge successiva sfavorevole[modifica | modifica wikitesto]

Quando comporta conseguenze sanzionatorie, questo tipo di legge (o comunque di normazione) nella cultura giuridica occidentale[1] è sottoposto ad un preciso divieto, che discende dal principio di irretroattività consacrato in tutte le Costituzioni moderne[2]: esso proibisce in pratica la possibilità di leggi che, operando retroattivamente, considerino reati anche comportamenti che, al momento in cui avvengono, erano perfettamente leciti in quanto non vietati da alcuna norma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il giurista latino Ulpiano fu il primo ad esprimere il concetto sotto forma di divieto: la sua enunciazione è raccolta nel Digesto[3], ma per il suo successo si dovrà attendere oltre un millennio con l'affermarsi del costituzionalismo moderno.

Nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali[modifica | modifica wikitesto]

Il divieto di tale pratica fu poi ripreso dal giurista tedesco Paul Johann Anselm Ritter von Feuerbach, con la massima nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali. Essa si fonda sull'assunto che non può mai esservi un reato (e di conseguenza una pena), in assenza di una legge penale preesistente che proibisca quel comportamento.

La massima viene talvolta resa con tali differenti forme:

  • nullum delictum, nulla poena sine praevia lege poenali
  • nullum crimen, nulla poena sine praevia lege poenali
  • nullum crimen, nulla poena sine lege praevia

o abbreviata in tali modi:

  • nulla poena sine lege
  • nullum crimen, nulla poena sine lege
  • nullum crimen sine lege

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Il principio, applicato non già al reato ma alla sanzione penale, vieta che con un inasprimento successivo della pena possano essere puniti rei che, al momento di commettere il fatto, confidavano nel rischio di incappare in una pena diversa e minore: il fondamento di ciò è nell'esigenza della previa conoscibilità delle regole da osservare e delle conseguenze della loro violazione, conoscibilità che è un “essenziale strumento di garanzia del cittadino contro gli arbitri del legislatore, espressivo dell'esigenza della “calcolabilità” delle conseguenze giuridico-penali della propria condotta, quale condizione necessaria per la libera autodeterminazione individuale”[4].

In sociologia politica il fenomeno è stato indicato come uno dei sintomi dell'esistenza di un Potere esecutivo che, in virtù della sua preponderanza sul Parlamento, esercita un potere indebito sul processo legislativo, sconfinando nella dittatura della maggioranza[5].

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Questo principio, meglio noto come principio di irretroattività, è positivizzato - oltre che nella Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo, art. 11, comma 2 - in un gran numero di costituzioni europee e in numerosi trattati internazionali.

Ne sono esempi la Costituzione Italiana, articolo 25, la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, articolo 7 (1) e lo Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale, articolo 22 e segg.[6].

Legge successiva favorevole[modifica | modifica wikitesto]

Al contrario, una legge ex post facto può depenalizzare alcuni reati, concedendo l'amnistia, o alleviarne le relative condanne (ad esempio, sostituendo la pena di morte con l'ergastolo) con effetto retroattivo. Quest'ultimo tipo di legge è conosciuto anche con il termine latino in mitius (ovvero "in [una pena] più mite").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D. N. Banerjee, SHOULD THE INDIAN LEGISLATURES HAVE ANY POWER OF RETROSPECTIVE LEGISLATION?, The Indian Journal of Political Science, Vol. 3, No. 4 (April—June, 1942), pp. 391-404.
  2. ^ Oliver P. Field, Ex Post Facto in the Constitution, Michigan Law Review, Vol. 20, No. 3 (Jan., 1922), pp. 315-331.
  3. ^ Digesta, 50.16.131, Ulpianus libro tertio ad legem Iuliam et Papiam, De verborum significatione: "poena non irrogatur, nisi quae quaque lege vel quo alio iure specialiter huic delicto imposita est"
  4. ^ Corte Costituzionale n. 394/2006
  5. ^ Iutisone SALEVAO, Rule of Law, Legitimate Governance & Development in the Pacific, ANU Press (2005), dal capitolo Diluting parliamentary sovereignty and de-privatising Pacific executive paradises (pp. 46-47).
  6. ^ Farhad Malekian, Principles of Islamic International Criminal Law: A Comparative Search, Brill (2011), capitolo ISLAMIC CRIMINAL JURISDICTION WITHIN THE ICC (pp. 341-358).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]