Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Nomi della Germania

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Germania.

Nome ufficiale della Repubblica di Germania in uno stemma ufficiale dell'ambasciata Tedesca in Islanda.
Deutschland in altre lingue

Poiché la Germania è situata in una posizione centrale rispetto all'intero territorio europeo e ha una lunga storia contraddistinta dall'alternarsi di tribù e stati che occuparono questa regione, nelle diverse esistono nomi molto diversi per designarla, probabilmente più di qualunque altra nazione europea: per esempio in tedesco la nazione viene denominata Deutschland, in francese Allemagne e in polacco Niemcy.

Il popolo che abita la Germania ha a sua volta nomi diversi: ad esempio in italiano, al posto del prevedibile germanico, viene utilizzato tedesco, sebbene in Alto Adige e nella Svizzera italiana sia ampiamente diffuso l'uso di germanico in luogo di tedesco, dove quest'ultimo viene in primo luogo impiegato per germanofono (e in contrapposizione a "italiano") indipendentemente dall'appartenenza politica.

Lista di denominazioni raggruppate per etimologia[modifica | modifica wikitesto]

È possibile distinguere sei gruppi etimologici con i quali viene denominata la nazione tedesca[1]:

1. Dall'alto tedesco antico diutisc, derivato a sua volta dal proto-germanico *Þeudiskaz, che significa "della gente". Deriva la parola deutsch che indica le lingue germaniche. Inoltre le lingue nord germaniche la parola tysk con consonanti indurite, la lingua germanica occidentale con le forme con /d/- così come /s/- e poi /ʃ/-Laut eigen.

In altri idiomi, il cinese Déyìzhì (ZH) [IPA:tɤ̌.î.ʈʂž̩] con fonetica „deutsch“, e la forma breve (ZH) [IPA:tɤ̌] che indica il popolo, la nazione, la lingua. Il giapponese Doitsu (tradizionale: 独逸 (corto: doku) odierno ドイツ) foneticamente inteso come dei paesi bassi duits. In coreano la scrittura 独逸 come Dogil 독일.

(JA) Doitsu

2. Dal greco e latino Germania. Non è del tutto chiara la etimologia del termine Germania. È presente sin dal 200 a.C. da fonti romane che parlano delle popolazioni del Nord dell'impero.[2] In particolare è noto il termine risalente al 51 a.C. usato da Giulio Cesare nel Commentarii de Bello Gallico, per le popolazioni ai confini del Reno tra Galli e Germania Magna. Così fu indicato il popolo dei Germani.[3]

Nel medioevo, la parola venne usata per indicare la zona nativa del Reno. Nell'Umanesimo la scritta Germania rimaneva nella letteratura antica e nella lingua latina ad indicare il territorio tedesco. Dal XVI secolo il termine venne usato dagli inglesi.[4] Da qui deriva il termine latino-inglese german oggi universalmente usato per indicare la nazione e il popolo tedesco, come nella lingua artificiale, Esperanto e Interlingua.

3. Dal nome delle tribù degli Alemanni al tempo del Regno Franco dei Galloromani. Designava le popolazioni dei Germani. Nel XI e XII secolo fu usato anche dagli italici e dagli inglesi. Così come dai portoghesi della penisola iberica dal XII secolo al XV secolo.[6] Grazie alla Reconquista si diffuse nel mondo arabo e nell'America latina.

4. Dal nome delle tribù Sassoni:

5. Dalla parola in antico slavo ecclesiastico "muto". Nelle lingue slave e altri idiomi del sudest Europa esiste la parola němьcь, plurale němьci „straniero“ e deriva dall'aggettivo němъ „muto“ (con suffisso -ьcь).[10][11] La parola designa l'origine straniera, idioma che non viene inteso (così nel Manoscritto Nestoriano).[12] Più tardi relativo ai soli tedeschi.[13][14] La spiegazione comune del nome del popolo degli slavi è una contrazione, da slavo. slóvo (parola) ne deriva. In ungherese e romeno il significato della parola slava. Altra teoria dei linguisti è la derivazione dai Nemeter sul Reno dal De Bello Gallico.[15][16]

6. Probabilmente dal tedesco Volk ("popolo"):

Meritano menzione anche:

  • Lusiziano: bawory o bawery (in modo dialettale) – dal nome delle tribù bavaresi.
  • Norreno: Suðrvegr – letteralmente "strada del sud" (in contrapposizione a Norvegr Norvegia)[17]
  • Tahitiano: Purutia (oppure Heremani) – una modifica di Prusse, il nome in francese per il regno di Prussia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Werner Besch, Sprachgeschichte 3., Walter de Gruyter, 08 aprile 2013, ISBN 3-11-015883-3.
  2. ^ Fasti triumphales, römisches Siegesverzeichnis, 222 v. Chr. (englische Übersetzung)
  3. ^ Eintrag Germane in: Deutsches Wörterbuch, Jacob und Wilhelm Grimm
  4. ^ Reiffenstein in: Sprachgesch. 2,3, S. 2199 u. 2201.
  5. ^ Eintrag germanico in: Sabatini-Coletti, Italienisches Wörterbuch.
  6. ^ Reiffenstein in: Sprachgesch. 2,3, S. 2201.
  7. ^ Eintrag Alemagna in: Dizionario d'ortografia e di pronunzia.
  8. ^ Eintrag alemanno in: Sabatini-Coletti italienisches Wörterbuch. Siehe auch Il Sansoni Tedesco.
  9. ^ Reiffenstein in: Sprachgesch. 2,3, S. 2201.
  10. ^ Max Vasmer: Russisches etymologisches Wörterbuch. Progress, Moskau 1986. Band 3, S. 62 (russisch)
  11. ^ Niemmetz, Niemitz. In: Hans Bahlow: Deutsches Namenlexikon, Frankfurt 1972
  12. ^ F. Miklosich, Die Fremdwörter in den slawischen Sprachen. In: Denkschriften der Akademie der Wissenschaften (Wien) phil.-hist. 15, 1867, 73 ff.Google Bücher
  13. ^ R. Deiss, Der Nabel des Mondes und die Träne im indischen Ozean: 333 Länderbeinamen, S. 34 Google Bücher
  14. ^ Niemetz, in: Hans Bahlow, Deutsches Namenslexikon, Frankfurt 1972
  15. ^ Vgl. dazu Akademie der Wissenschaften in Wien: Denkschriften, Band 15. Österreichische Akademie der Wissenschaften. Philosophisch-Historische Klasse, Wien 1867
  16. ^ Etymologie von Völkernamen, u.a. des slawischen Wortes für deutsch (polnisch)
  17. ^ Norway, su Etymonline. URL consultato il 21 agosto 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ingo Reiffenstein: Bezeichnungen der deutschen Gesamtsprache. In: Werner Besch u.a. (Hrsg.): Sprachgeschichte. Ein Handbuch zur Geschichte der deutschen Sprache und ihrer Erforschung. Band 3, 2., vollständig neu bearbeitete und erweiterte Auflage, de Gruyter, Berlin 2003, S. 2191–2205 Nr. 156. ISBN 3-11-015883-3 (= Handbücher zur Sprach- und Kommunikationswissenschaft. Band 2).
  • Wolfgang Krischke: Was heißt hier Deutsch? Kleine Geschichte der deutschen Sprache. Beck, München 2009, ISBN 978-3-406-59243-0 (= Becksche Reihe 4076).