Lingua livone

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Livone †
līvõ kēļ o rāndakēļ
Parlato inLettonia (regione storica della Livonia)
Locutori
Totale0 (2013)
ClassificaEstinta
Tassonomia
FilogenesiLingue uraliche
 Lingue ugrofinniche
  Lingue finniche
   Lingue baltofinniche
    Lingue baltofinniche meridionali
Codici di classificazione
ISO 639-3liv (EN)
Glottologlivv1244 (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
Amād rovzt attõ sindõnd brīd ja īdlizt eņtš vǟrtitõks ja õigiztõks. Näntõn um andtõd mūoštõks ja sidāmtundimi, ja näntõn um īdtuoisõ tuoimõmõst veļkub vaimsõ.
Liivi keel.GIF

     Area di distribuzione degli ultimi madrelingua livoni

     Area di diffusione della lingua livone nei secoli precedenti

La lingua livone[1][2] era una lingua baltofinnica parlata nelle aree più occidentali del golfo di Riga e più settentrionali della Lettonia, nei pressi del confine con l'Estonia.

Alcuni livoniani etnici stanno imparando o hanno imparato il livone nel tentativo di farlo rivivere, ma poiché l'etnia livone è una piccola minoranza, le opportunità di usare il livone sono limitate. Il giornale estone Eesti Päevaleht ha erroneamente annunciato che Viktors Bertholds, morto il 28 febbraio 2009, è stato l'ultimo madrelingua che ha iniziato la scuola di lingua lettone come monolingue. Alcuni altri livoniani avevano invece sostenuto che erano rimasti alcuni madrelingua, tra cui la cugina di Viktors Bertholds, Kristiņa Grizelda. Kristiņa è morta nel 2013. Un articolo pubblicato dalla Foundation for Endangered Languages nel 2007 affermava che c'erano solo 182 livoniani registrati e solo sei madrelingua. In una conferenza del 2009, è stato menzionato che ci potrebbero essere "al massimo 10 parlanti nativi viventi" della lingua.

La lingua è insegnata nelle università in Lettonia, Estonia e Finlandia, il che aumenta costantemente il pool di parlanti di seconda lingua che non risiedono costantemente in Lettonia.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Ethnologue il livone era parlato nelle aree settentrionali della Livonia, fino a qualche chilometro più a nord del moderno confine con l'Estonia. Questa lingua si è estinta nel 2013 con la morte dell'ultimo parlante nativo, Kristiņa Grizelda, all'età di 103 anni.[3]

Fonologia[modifica | modifica wikitesto]

Il livone, come l'estone, ha perso l'armonia delle vocali, ma a differenza dell'estone, ha anche perso la gradazione delle consonanti.

Vocali[modifica | modifica wikitesto]

Il livone ha 8 vocali (le due vocali anteriori non arrotondate, contrassegnate dal pugnale [†], erano presenti nelle generazioni precedenti ma si sono fuse con altre vocali nelle generazioni successive; queste erano presenti dialettalmente fino al 1997):

Anteriore Anteriore

Arrotondata

Centrale Posteriore

Non Arrotondata

Posteriore
Chiuse i /i/ († y /y/) õ /ɨ/ [ɯ] u /u/
Medie e /ɛ~e/2 († ö /œ/) [ə]3 ȯ /ɤ/ o /o/
Aperte ä /æ/ a /ɑ/

Alfabeto[modifica | modifica wikitesto]

La sua ortografia è una derivazione sia di quella lettone sia di quella estone.

L'alfabeto livone è un ibrido che mescola l'ortografia lettone ed estone.

Maiuscole
A Ā Ä Ǟ B D E Ē F G H I Ī J K L Ļ M N Ņ O Ō Ȯ Ȱ Ö Ȫ Õ Ȭ P R Ŗ S Š T Ţ U Ū V Y Ȳ Z Ž
Minuscole
a ā ä ǟ b d e ē f g h i ī j k l ļ m n ņ o ō ȯ ȱ ö ȫ õ ȭ p r ŗ s š t ţ u ū v y ȳ z ž

Esempio di lingua[modifica | modifica wikitesto]

MUSTĀ PLAGĀ VALSÕ

Kubbõ āt tuļ immõr satunnõd mingizt.
Mustā lupāt um vȯrd tutkām jūs.
Nǟlgalizt nīelõb min mȯistõmõt rõkūd
Sigžtūļ käds ikš dadžā ja ūgõb.
Mitikš äb tō ku sa kēratõkst pǟgiņ:
Um jõvīst, až sāina pǟl kēratõd "A".
Võid stalažod arrõ, až sainõ äb sȭita -
Ma vāgiž set kītõb, ku jõvīst tīed sa
Ja tikkiž ja tegīž um lagtõd sin tōmi
Sīest, mis sinnõn tīemõst ja mis sinā võid.
Až suggõbõd suodād ja revolūtsijõd,
Siz nustām sīes pāikal. Pǟdõ ka mēg.
Až nai ikškõrd vāldiž ka mäddõn tīeb sillõ.
Īezõ palābõd sīlmad, kus pīegiļtiz irm.
Siz grumā touvõd mäd' āndabõd villõ
Ja kõzzist pīkstõbõd pimdõd joud.
Ni īdskubs himnõ mēg lōlam īe pierrõ,
Sīest mēḑi ta kāitsõb ja sīnda ka tōks.
Sīest lōlam mēg: "Julgizt ni, veļīd, tīe jūrõ!"
Täuds sidāms oppõrmīel põrāndõks.
Leb Valst āigastsadā võilõb se kāngaz,
Mustā ku loptõmõt mōīlmarūim.
Kuņš īebõd pandõkst, kūoḑõd ja kuodād,
Täddõn nagrõs muidlõb kūolõn pǟlū.

Frasi comuni[modifica | modifica wikitesto]

Ciao! - Tēriņtš!

Buon appetito! - Jõvvõ sīemnaigõ!

Buongiorno! - Jõvā ūomõg! / Jõvvõ ūomõgt!

Buona giornata! - Jõvā pǟva! / Jõvvõ päuvõ!

Buona notte! - Jõvvõ īedõ!

Grazie! - Tienū!

Buon anno! - Vȯndzist Ūdāigastõ!

morire - kȭlmä

uno - ikš

due - kakš

tre - kuolm

quattro - nēļa

cinque - vīž

sei - kūž

sette - stop

otto - kōdõks

nove - īdõks

dieci - kim

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuele Banfi (cur.), La formazione dell'Europa linguistica, La Nuova Italia, Firenze, 1993, p. 515
  2. ^ Péter Hajdú, Introduzione alle lingue uraliche, Rosenberg & Sellier, 1992, ISBN 88-7011-521-6.
  3. ^ Cos’è il livone, la lingua del nord che dieci persone cercano di salvare, su linkiesta.it, Linkiesta. URL consultato il 17 febbraio 2019.

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