Max Mara

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Max Mara
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà a responsabilità limitata
Fondazione1951 a Reggio nell'Emilia
Fondata daAchille Maramotti
Sede principaleReggio nell'Emilia
Persone chiave
  • Luigi Maramotti (presidente)
  • Laura Lusuardi (fashion coordinator)
Settorecasa di moda
Fatturato1,43 miliardi di [1] (2016)
Utile netto109,2 milioni di (2016)
Dipendenti5.000 (2016)
Sito web
Flagship Store Max Mara a Pechino

Max Mara è una casa di moda italiana parte della holding Max Mara Fashion Group.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Achille Maramotti cominciò a lavorare nel 1947, ma la casa di moda di sua ideazione, Max Mara, nacque ufficialmente soltanto nel 1951. La parola "Max" è un superlativo, "Mara" è un diminutivo del cognome del fondatore. Maramotti ebbe fra i propri disegnatori tra gli altri Karl Lagerfeld, Jean-Charles de Castelbajac, Dolce & Gabbana e Narciso Rodriguez, Luciano Soprani, Anne-Marie Beretta e Guy Paulin.[2] L'azienda è ancora di proprietà della famiglia Maramotti, ed attualmente conta circa 2.250 negozi in 90 nazioni.[3] Nel 2008 il fatturato è stato di 1,25 miliardi di euro,[4] nel 2016 ha toccato 1,43 miliardi.[1][5]

Marchi[modifica | modifica wikitesto]

Max Mara ha 23 collezioni[6] e possiede i marchi Sportmax, Sportmax Code, Weekend Max Mara, ‘S Max Mara, Marella, Pennyblack, iBlues, Marina Rinaldi. Quest'ultimo prende il nome dalla bisnonna di Maramotti, che a fine Ottocento gestiva un atelier di lusso nel cuore di Reggio Emilia[7]. MAX&Co. è un progetto retail di Max Mara Fashion Group, nato nel 1986.[8]

Dal 2004 il gruppo ha iniziato a commercializzare anche una propria linea di profumi e cosmetici in collaborazione prima con l'azienda Cosmopolitan Cosmetics, società del gruppo Wella e successivamente con la società Selective Beauty.[9]

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Achille Maramotti nacque a Reggio nell'Emilia il 7 gennaio 1927[10]. Dopo aver studiato a Roma, conseguì la laurea in giurisprudenza all'università di Parma. Nel 1983 venne nominato cavaliere del lavoro[7]. Morì ad Albinea il 12 gennaio 2005[10]. Luigi, Ignazio e Ludovica, i tre figli di Maramotti attualmente portano avanti l'impresa di famiglia[7].

Maramotti era un amante dell'arte e la sua collezione di arte contemporanea è visitabile a Reggio Emilia.[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Max Mara brilla nella moda ma soffre nella finanza, su ilsole24ore.com. URL consultato il 16 gennaio 2018.
  2. ^ Rasche Adelheid, COATS! Max Mara, Skira, 2006, pp. 11-12, 35-38, 99, ISBN 88-7624-827-7.
  3. ^ Lut Clincke, Tijdloos design als investering, in De standaard, Groot-Bijgaarden, 29 settembre 2009. URL consultato il 21 dicembre 2009.
  4. ^ MARK UP - Max Mara è sinonimo di total look della moda al femminile
  5. ^ (EN) Inside Italy’s Shadow Economy. URL consultato il 22 settembre 2018.
  6. ^ Mari Mollica, Max Mara, Cinquant'anni di moda italiana, in LeiWeb. URL consultato il 21 dicembre 2009.
  7. ^ a b c (EN) dellamoda.it, su dellamoda.it. URL consultato il 22 settembre 2018.
  8. ^ Max&Co, nuova boutique nella città dei fiori [collegamento interrotto], in Moda Online, 19 febbraio 2009. URL consultato il 21 dicembre 2009.
  9. ^ Max Mara développe ses parfums avec Selective Beauty, in FashionMag, 14 giugno 2006. URL consultato il 21 dicembre 2009.
  10. ^ a b Annalisa Barbieri, Tycoon who pioneered 'off the peg' designer clothes with his fashion label MaxMara, in The Independent, London, 24 gennaio 2005. URL consultato il 9 aprile 2008.
  11. ^ Collezione Maramotti - Progetto

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]