Whitney Museum of American Art

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Whitney Museum of American Art
Ingresso del museo
Ingresso del museo
Tipo Arte moderna
Indirizzo 945 Madison Avenue, 75esima Strada, New York, NY 10021
Sito whitney.org

Il Whitney Museum of American Art è un museo d'arte moderna statunitense fondato negli anni trenta, sito a Manhattan e dedicato principalmente alle opere di artisti americani, tra cui Edward Hopper e Alexander Calder[1]. Nel 2002 i visitatori si sono attestati sui 400mila all'anno[2]. Il museo organizza ogni due anni la "Whitney Biennial", una celebre manifestazione d'arte contemporanea.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il museo fu fondato nel 1931 dalla scultrice Gertrude Vanderbilt Whitney, in seguito all'esperienza del Whitney Studio[1]: il Whitney Studio, spazio espositivo e circolo sociale per giovani artisti progressisti creato nel 1908[2], il Whitney Studio Club, esposizione annuale, e le Whitney Studio Galleries, spazio espositivo per i giovani artisti[2]. L'obiettivo era di ospitare non solo opere di artisti affermati, bensì anche di aiutarne e far emergere di nuovi[3]. Quando nel 1928 Edward Robinson, direttore del Metropolitan Museum of Art, rifiuta di ospitare le 500 copie della collezione Whitney[2], la donna e l'assistente Juliana Force organizzano la creazione del museo Whitney, inaugurato il 15 maggio 1931 con sede a West Eight Street, nel Greenwich Village[2].

Attualmente la sede del museo è il palazzo Breuer, sulla Madison Avenue; l'edificio fu progettato da Marcel Breuer ed inaugurato il 27 settembre 1966[3] da Jacqueline Kennedy, presidente del Withney's National Committee[2]; negli anni ottanta l'architetto Michael Graves studiò la possibilità di ampliarlo e modificarlo, ma l'intero quartiere si oppose[3]. Nel 2004 è stato affidato a Renzo Piano l'ampliamento della struttura, che prevederà, alle spalle del museo, la creazione di un'ulteriore ala, un centro per le scuole, un auditorium e una biblioteca[4].

Quando fu fondato, il museo contava circa 600 opere, tra cui quelle di Stuart Davis, Charles Demuth e degli esponenti della Ashcan School[1]; in seguito si aggiunsero anche quelle di Edward Hopper e Maurice Prendergast[3] ; nel 1954 le opere ospitate salirono a 1300[3], nel 1966 arrivarono a 2000[3], mentre nel 1996 la collezione consisteva in 11000 opere, di 1700 artisti diversi[3]. Tra le donazioni, 2000 opere nel 1970 da parte della vedova di Hopper[3] e 850 da parte della vedova di Reginald Marsh[3]. oltre alle donazioni, il museo è supportato dalla Friends of the Whitney, costituita nel 1956[1]. Nel 2002, il museo contava inoltre una biblioteca di 30mila volumi[2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Cristiano Giometti, New York, The Whitney Museum of American Art. UniPi.it, Predella n. XI, aprile 2004
  2. ^ a b c d e f g Alessandra Farkas, Sono le donne il segreto del Whitney. Corriere della Sera, 17-03-2002
  3. ^ a b c d e f g h i Natalia Aspesi, Questa sera festa grande per il Whitney. la Repubblica, pag. 22, 04-11-1996
  4. ^ Renzo piano curerà l' ampliamento del museo. la Repubblica, pag. 38, 17-06-2004

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