Whitney Museum of American Art

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Whitney Museum of American Art
Whitney Gansevoort 2014 Nov jeh.jpg
La nuova sede progettata da Renzo Piano
Tipo Arte moderna
Indirizzo 99 Gansevoort Street, New York, NY 10014
Sito whitney.org

Coordinate: 40°44′22.56″N 74°00′32.04″W / 40.7396°N 74.0089°W40.7396; -74.0089

Il Whitney Museum of American Art è un museo d'arte moderna statunitense fondato negli anni trenta, sito a Manhattan e dedicato principalmente alle opere di artisti americani, tra cui Edward Hopper e Alexander Calder[1]. Nel 2002 i visitatori si sono attestati sui 400mila all'anno[2]. Il museo organizza ogni due anni la "Whitney Biennial", una celebre manifestazione d'arte contemporanea.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il museo fu fondato nel 1931 dalla scultrice Gertrude Vanderbilt Whitney, in seguito all'esperienza del Whitney Studio[1]: il Whitney Studio, spazio espositivo e circolo sociale per giovani artisti progressisti creato nel 1908[2], il Whitney Studio Club, esposizione annuale, e le Whitney Studio Galleries, spazio espositivo per i giovani artisti[2]. L'obiettivo era di ospitare non solo opere di artisti affermati, bensì anche di aiutarne e far emergere di nuovi[3]. Quando nel 1928 Edward Robinson, direttore del Metropolitan Museum of Art, rifiuta di ospitare le 500 copie della collezione Whitney[2], la donna e l'assistente Juliana Force organizzano la creazione del museo Whitney, inaugurato il 15 maggio 1931 con sede a West Eight Street, nel Greenwich Village[2].

Dal 27 settembre 1966[3] al 20 ottobre 2014 la sede del museo fu il palazzo Breuer, progettato da Marcel Breuer e situato all'incrocio tra Madison Avenue e 57esima Strada.

Il 1º maggio 2015 il Museo ha riaperto nella nuova sede progettata da Renzo Piano, situata nel Meatpacking District, al n°99 di Gansevoort Street, accanto al limite meridionale della High Line.

Quando fu fondato, il museo contava circa 600 opere, tra cui quelle di Stuart Davis, Charles Demuth e degli esponenti della Ashcan School[1]; in seguito si aggiunsero anche quelle di Edward Hopper e Maurice Prendergast[3] ; nel 1954 le opere ospitate salirono a 1300[3], nel 1966 arrivarono a 2000[3], mentre nel 1996 la collezione consisteva in 11000 opere, di 1700 artisti diversi[3]. Tra le donazioni, 2000 opere nel 1970 da parte della vedova di Hopper[3] e 850 da parte della vedova di Reginald Marsh[3]. oltre alle donazioni, il museo è supportato dalla Friends of the Whitney, costituita nel 1956[1]. Nel 2002, il museo contava inoltre una biblioteca di 30mila volumi[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Cristiano Giometti, New York, The Whitney Museum of American Art. UniPi.it, Predella n. XI, aprile 2004
  2. ^ a b c d e f Alessandra Farkas, Sono le donne il segreto del Whitney. Corriere della Sera, 17-03-2002
  3. ^ a b c d e f g h Natalia Aspesi, Questa sera festa grande per il Whitney. la Repubblica, pag. 22, 04-11-1996

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