Maurizio Mario Moris

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Maurizio Mario Moris
Maurizio mario moris.jpg
13 ottobre 1860 – 19 settembre 1944
Nato aParigi
Morto aRoma
Cause della morteNaturali
Dati militari
Paese servitoItalia Italia
Forza armataRegio Esercito
Regia aeronautica
ArmaGenio
CorpoCorpo Aeronautico
GradoGenerale di corpo d'armata
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Maurizio Mario Moris

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XXX
Incarichi parlamentari
  • Commissione dei lavori pubblici e delle comunicazioni

Maurizio Valentino Mario Moris (Parigi, 13 ottobre 1860Roma, 19 settembre 1944) è stato un militare e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un commerciante di sete attivo a Parigi ed inizialmente convinto di proseguire l'attività paterna, sceglie la carriera militare dopo la morte prematura di suo padre e il trasferimento con la madre a Torino, da dove la sua famiglia proviene. Ammesso all'accademia militare di Torino (poi Accademia militare di Modena) il 1º ottobre 1878 è promosso sottotenente durante la scuola di applicazione di artiglieria e genio ed è assegnato al 1º reggimento del genio. Nel 1882, col grado di tenente, torna all'accademia militare come insegnante per essere poi destinato alla direzione straordinaria del genio a La Spezia.

Nel 1887, promosso nel frattempo capitano, ha il suo primo contatto con il nascente Servizio Aeronautico del Regio Esercito nel 3º reggimento del genio di stanza a Firenze, dove comanda la 1ª compagnia della brigata specialisti ed è stata costituita una brigata aeronautica.

Sette anni dopo, di stanza alla caserma Cavour di Roma, gli anni passati nello studio e nelle teorie sul volo umano si concretizzano in un pallone aerostatico costruito con pezze di tela acquistate a sue spese da artigiani del rione romano di Trastevere. Nonostante la contrarietà dei suoi superiori il 14 novembre 1894 effettua il primo volo di un militare italiano, primo di una serie, che si conclude circa un'ora dopo nella zona di Guidonia, dove ventidue anni dopo viene aperta una scuola di pilotaggio, primo nucleo dell'attuale Aeroporto di Guidonia.

L'anno successivo, anche grazie alla sperimentazione dei voli e alla possibilità di fissare immagini del territorio dall'alto, al viene incaricato di organizzare un reparto fotografico dell'esercito, del quale viene successivamente posto al comando. L'interesse per il volo lo porta intanto anche al comando della brigata specialisti, in seno alla quale viene costituita una sezione dedicata all'aviazione, con la quale costruisce nella caserma Cavour una galleria del vento e una vasca idrodinamica per gli studi sul comportamento degli aerostati in ogni possibile condizione atmosferica. Più o meno contemporaneamente incarica alcuni sottoposti di costruire a Vigna di Valle un idroplano e un dirigibile (aerostato la cui direzione può essere comandata a piacimento), coi quali inizia ad occuparsi di meteorologia, dando inizio a quello che sarà fino ai giorni nostri il servizio meteorologico dell'Aeronautica Militare. Il Maggiore Moris fece allestire nel 1904 il primo Cantiere Sperimentale nell'idroscalo di Vigna di Valle che fu il primo in Italia (Aeroporto di Bracciano-Vigna di Valle).

Grazie a queste esperienze Moris si interessa anche alle prime sperimentazioni del volo aereo. Dopo aver assistito alle dimostrazioni di Léon Delagrange su Roma (1908) presenta al Ministero della guerra la proposta di istituire una scuola militare di volo, bocciata per ragioni di bilancio. Agisce allora da privato cittadino, nella veste di presidente del Club degli aviatori fondato l'anno precedente. Contattato Wilbur Wright stringe un accordo per far venire a Roma i due fratelli e uno degli esemplari del Wright Flyer, allo scopo di addestrare il Tenente di Vascello Mario Calderara ed il Tenente del Regio Esercito Umberto Savoja, i primi due piloti italiani che hanno conseguito il brevetto di volo. Intanto, promosso tenente colonnello, ottiene l'autonomia della brigata specialisti come battaglione del genio, del quale continua a mantenere il comando fino al 1911, quando viene destinato a dirigere l'appena costituito ufficio ispezione dei servizi aeronautici presso la direzione generale artiglieria e genio.

Con la direzione dell'ufficio ottiene la promozione a colonnello e viene incaricato di studiare la possibilità di un primo impiego dei velivoli militari in Libia (guerra italo-turca). A tale scopo promuove la costituzione dell'Ispettorato dei servizi aeronautici, primo organo direttivo del settore al Ministero della guerra, ed ottiene il distacco della sezione aviazione dal battaglione specialisti, costituita come battaglione autonomo di stanza a Torino.

Nel 1915 viene costituita nello stesso ministero la direzione generale aeronautica, cui Moris viene messo a capo allo scopo, tra l'altro, di dotare l'esercito di aeromobili. Un tentativo era stato fatto due anni prima ma la gara era andata a vuoto per l'impreparazione dei costruttori italiani in questo settore. Il secondo tentativo viene invece frustrato dal maggiore Giulio Douhet, che sostiene le ragioni di Giovanni Battista Caproni e del "suo" trimotore Ca.31, che le fonti disponibili considerano uno dei migliori aeromobili militari dell'epoca. Douhet dà il via libera alla costruzione di quaranta esemplari di questo velivolo contro il parere negativo del suo superiore, che viene successivamente fatto oggetto di una campagna denigratoria cui si presta, tra gli altri, Luigi Albertini, direttore del Corriere della sera. L'azione, probabilmente dettata anche da interessi estranei, porta alla sostituzione di Moris col generale Giovanni Battista Marieni e alla nomina di Douhet alla nuova direzione generale dell'aviazione. Non essendo ancora nata la Regia aeronautica l'idea di costruire un aeroscalo dove oggi è attivo l'Aeroporto di Roma-Ciampino, in una zona che Moris ha definito adatta "per essere poco esposta ai grandi venti [e] per essere sulla grande linea ferroviaria Roma-Napoli", viene portata avanti dalla Marina militare

Per Moris, la cui gestione sarà riabilitata nel 1923 dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle spese di guerra, l'allontanamento segna la fine dei suoi progetti di sviluppo dell'aeronautica militare. Essendo nel frattempo l'Italia entrata nella prima guerra mondiale fino al 1918 prende parte alle operazioni belliche in Cadore, sull'altipiano di Asiago e alla battaglia di Caporetto. A capo dell'8ª armata del genio pontieri dirige i lavori che consentono alle truppe italiane di superare il Piave per l'offensiva decisiva di fine ottobre. L'operazione gli vale la promozione sul campo a tenente generale, conferita il giorno stesso della vittoria (4 novembre 1918).

Dopo la guerra torna ad occuparsi di aeronautica, stavolta alle dipendenze del sottosegretariato per la marina mercantile e per lo sviluppo dell'aviazione civile, ma lascia ben presto l'incarico per l'impossibilità di ottenere i risultati cui ambisce. Passa da allora in posizione ausiliaria, alle dipendenze della presidenza del consiglio, promosso generale di divisione (gennaio 1923) e generale di corpo d'armata (maggio 1926). Collocato a riposo presiede fino alla scomparsa l'associazione nazionale dei pionieri del volo.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro
— 18 gennaio 1903
Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro
— 25 novembre 1908
Commendatore dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro
— 9 gennaio 1917
Grande Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine di San Maurizio e Lazzaro
— 14 settembre 1920
Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
— 27 dicembre 1894
Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 6 gennaio 1907
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 27 febbraio 1908
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia decorato di Gran Cordone - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia decorato di Gran Cordone
— 23 dicembre 1915 e Gran Cordone dal 30 dicembre 1937
Ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
— 24 ottobre 1935
Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
— 16 luglio 1936

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine militare di Savoia
— 19 settembre 1918
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra 1915-1918
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
Medaglia d'argento al merito di lungo comando di reparto - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al merito di lungo comando di reparto
Croce d'oro per anzianità di servizio - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio
Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia mauriziana al merito militare di dieci lustri

Straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del Molto Onorevole Ordine del Bagno (Gran Bretagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del Molto Onorevole Ordine del Bagno (Gran Bretagna)
— 7 maggio 1931

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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