Martiri di Široki Brijeg

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Targa con le immagini dei martiri di Široki Brijeg e gli altri francescani uccisi

I Servi di Dio Martiri di Široki Brijeg furono trenta frati minori francescani, tutti appartenenti convento di Široki Brijeg in Bosnia ed Erzegovina, massacrati il 7 febbraio 1945 a opera dei partigiani comunisti di Tito. Per i trenta martiri è in corso il processo di beatificazione.

I fatti storici[modifica | modifica wikitesto]

Il pomeriggio del 7 febbraio 1945 alcuni partigiani comunisti che avevano conquistato la zona, giunsero nella cittadina di Široki Brijeg (Erzegovina Occidentale), dove si trovava un santuario dedicato alla Madonna Assunta in Cielo, con un convento francescano. Nonostante negli edifici non ci fosse traccia alcuna del nemico, furono bombardati con 296 colpi di cannone; il convento fu gravemente danneggiato e fu incendiato il liceo classico adiacente il santuario, costruito dopo il primo conflitto mondiale. Con esso andò distrutta la biblioteca, contenente circa 150 mila volumi, che documentavano le tappe della storia e delle sofferenze del popolo croato di Erzegovina.

I partigiani trovarono nel monastero trenta frati, alcuni dei quali erano professori del ginnasio. Con minacce e bestemmie cercarono di persuadere i religiosi a lasciare l'abito; al rifiuto di questi, li presero ad uno ad uno e li portarono fuori dal convento dove furono barbaramente uccisi; in gran parte con un colpo di pistola alla nuca. Terminata l'esecuzione i loro corpi furono cosparsi di benzina, bruciati e gettati in una grotta[1].

I titini oltraggiarono i luoghi sacri e cancellarono la scritta sulla pietra, posta sopra l'ingresso del convento, invocante Dio e la Madonna[2].

Il regime comunista jugoslavo proibì di ricordare o commemorare i frati e i loro corpi rimasero nascosti sotto terra per molti anni.

I nomi[modifica | modifica wikitesto]

I nomi dei trenta martiri[2]:

  • Fra Bruno Adamčik, di 37 anni;
  • Fra Marko Barbarić, di 80 anni. Quel 7 febbraio 1945 giaceva a letto ammalato di tifo. Gli ufficiali comunisti ordinarono di portarlo fuori, trasportandolo su una coperta. Quindi fu ucciso e buttato nel fuoco assieme agli altri confratelli;
  • Fra Jozo Bencun, 76 anni;
  • Fra Marko Dragičević, 43 anni, professore di greco e latino;
  • Fra Miljenko Ivanković, 21 anni;
  • Fra Andrija Jelčić, 41 anni;
  • Fra Rudo Jurić, 20 anni;
  • Fra Fabijan Kordić, 55 anni;
  • Fra Viktor Kosir, 21 anni;
  • Fra Tadija Kožul, 36 anni, professore di filosofia, greco e latino;
  • Fra Krsto Kraljević, 50 anni;
  • Fra Stanko Kraljević; 74 anni;
  • Fra Žarko Leventić, 26 anni. Anch'egli ammalato di tifo, fu preso e ucciso come gli altri confratelli;
  • Fra Bonifacije Majić, 62 anni, professore e catechista;
  • Fra Stjepan Majić, 20 anni, aveva appena terminato il noviziato;
  • Fra Arkanđeo Nuić, 49 anni, professore di greco, latino, tedesco e francese;
  • Fra Borislav Pandžić, 35 anni, professore di religione;
  • Fra Krešimir Pandžić, 53 anni, professore di lingua classica e direttore della scuola;
  • Fra Fabijan Paponja, 48 anni;
  • Fra Nenad Venancije Pehar, 35 anni, professore di filosofia;
  • Fra Melhior Prlić, 53 anni;
  • Fra Ludovik Radoš, 20 anni, aveva appena terminato il noviziato;
  • Fra Leonard Rupčić, 38 anni, professore di francese;
  • Fra Mariofil Sivrić, 32 anni,
  • Fra Ivo Slišković, 68 anni;
  • Fra Kornelije Sušac, 20 anni;
  • Fra Dobroslav Šimović, 38 anni, professore ed educatore dei seminaristi;
  • Fra Radoslav Vukšić, 51 anni, professore di matematica e fisica, direttore del ginnasio per sei anni;
  • Fra Roland Zlopaša, 33 anni, professore;
  • Fra Leopold Augustin Zubac, 55 anni, professore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]