Marbodo di Rennes

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Marbodo, in latino Marbodus Redoniensis (Angers, 1035Angers, 1123), è stato un vescovo, monaco cristiano e poeta francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Marbodo era discendente da una nobile famiglia di Angers: destinato fin da giovane alla carriera ecclesiastica, studiò presso la scuola della cattedrale della sua città natale, della quale divenne poi il direttore.

Nel 1096 fu nominato vescovo di Rennes, dove rimase fino alla vigilia della morte. Sentendo vicina la fine, volle rinunciare a titoli e lussi e si ritirò nel monastero dei benedettini della sua città.

Attività letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Mentre era ancora in vita fu ritenuto uno dei poeti più grandi della propria epoca[1]. I suoi interessi, come si ricava dalle opere pervenuteci, spaziano dalle scienze alla magia, dall'etimologia alla retorica, dall'agiografia alla morale.

Utilizzò spesso il verso leonino nelle proprie opere.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Liber lapidum. Un poema sulle qualità (fisiche e magiche) delle singole pietre.
  • De ornamentis verborum. Raccolta di esempi di figure retoriche, ad uso dei suoi allievi della scuola cattedrale.
  • Liber decem capitulorum. Dieci poesie di argomento morale, sui vizi, le virtù, l'amicizia, la donna ecc.
  • Passio sancti Laurentii e Historia Theophili. Opere agiografiche scritte in versi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Baudry di Bourgueil lo definì "poeta divino". Cfr.Gianna Gardenal (a cura di), Poesia latina medievale, Mondadori, Milano 1993, p. 127.
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