Magia simpatica

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La magia simpatica è quella per cui, celebrando su una parte appartenente a una persona o cosa un rito magico, si determina un effetto che dalla parte si trasferisce all'intera persona o cosa pur assente e distante dall'evento magico[1]

Il principio della similarità[modifica | modifica wikitesto]

L'antropologo James Frazer elabora un modello di spiegazione della magia, retto da alcune leggi fondamentali, come quella della similarità, in base alla quale il simile genera il simile, su cui si fonda la "magia omeopatica"; invece la "magia contagiosa" è basata sulla legge di contatto che prevede il proseguimento degli effetti, anche a distanza, causati da un precedente contatto reciproco come avviene ad esempio quando si rintraccerebbe una persona scomparsa tramite un oggetto che gli apparteneva. Entrambe le correnti magiche, secondo Frazer appartengono alla grande categoria che egli per primo, assieme a Marcel Mauss, chiama della "magia simpatica" [2] poiché presuppongono una interazione a distanza. [3]

Sempre nell'ambito della magia simpatica viene fatta rientrare un tipo di magia omeopatica chiamata anche imitativa o simbolica in quanto l'azione magica vuole nella simbologia messa in atto ottenere un effetto desiderato. Un esempio di magia imitativa è quello dei riti per far piovere: nello stretto di Torres, fra l'Australia e la Nuova Guinea, il mago colloca una pietra, che rappresenta l'uomo, in un buco scavato nel terreno e vi versa sopra un liquido ricavato da varie piante, intorno vengono collocate grandi foglie che simboleggiano le nuvole e una torcia accesa, i fulmini, viene agitata sopra mentre i tamburi riproducono il rumore dei tuoni; la pioggia arriverà quando il liquido colato sulla pietra muterà aspetto. Lo stesso tipo di magia è il presupposto della cura con piante medicinali come nel caso ad esempio dello zafferano che dovrebbe curare l'itterizia [4].

La parte influisce sul tutto[modifica | modifica wikitesto]

Il riflesso della parte sul tutto è il principio basilare della magia simpatica di cui troviamo un esempio nel caso della "polvere di simpatia" che nel XVII secolo si credeva potesse operare il risanamento di ferite o piaghe in modo rapido in assenza del ferito spargendo un unguento costituito da vetriolo polverizzato e gomma su un panno insanguinato o sull'arma insanguinata che aveva provocato la ferita. Un altro caso di magia simpatica è il cannibalismo simbolico o rituale per il quale chi mangia alcuni organi introietta le particolari qualità dell'individuo a cui sono stati tolti con maggiore efficacia se ciò avviene quando è ancora in vita.[5] Questo fenomeno è presente in varie culture, anche molto distanti fra loro. Può quindi assumere significati diversi, sebbene tipicamente riguardi la trasmissione di virtù dal morto ai vivi o l'esorcizzazione dello spirito del morto. Si ritiene che sia presente sin dai primordi della storia umana ed è stato praticato fino all'epoca contemporanea[6].

Il "mana"[modifica | modifica wikitesto]

La magia simpatica si basa non solo sulla prescrizione di comportamenti precisi da mettere in atto nel rito magico ma anche su proibizioni: i primi costituiscono gli incantesimi, i secondi i tabù, divieti magici, che se violati portano a conseguenze disastrose. [7] Questo avviene perché il presupposto della magia è la credenza nell'esistenza del mana termine d'origine melanesiana[8] diffuso in molte lingue austronesiane (melanesiane e polinesiane) che generalmente significa forza sovrannaturale, potere spirituale, efficacia simbolica e può essere tradotto con forza vitale[8]. [9]

Il mana, o il suo equivalente nelle culture primitive, è da ricercarsi nella stessa presenza corporea delle cose. In quanto un essere animato o inanimato, visibile o invisibile, esiste e come tale viene considerato come dotato di una sua forza vitale latente che evocata da un sacerdote costituisce l'essenza stessa delle pratiche sciamaniche. [10]

Soltanto se il rito è stato compiuto nella forma prescritta si esprime il mana che il mago cerca di volgere a proprio vantaggio mentre se è stata violata una proibizione magica solo un incantesimo più potente potrà evitare le conseguenze dannose. [11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Maria Teresa La Vecchia, Antropologia paranormale: fenomeni fisici e psichici straordinari, Gregorian Biblical BookShop, 2002 p.33
  2. ^ J. G. Frazer, The magic art, vol.I; M. Mauss, Sociologie et anthropologie, Paris, Presses Universitaires de France, 1968
  3. ^ J. G. Frazer, Il ramo d'oro, Newton Compton Editori, 2012
  4. ^ F. Roberti, P. Palazzini, Dizionario di teologia morale, 1968, p.936
  5. ^ M. T. Lavecchia, op.cit., p.34
  6. ^ Cannibali fra noi. Guy Stavrides, Pierre Antoine Bernheim. Cannibales. Corriere della sera. Archivio storico. 26 maggio 1993.
  7. ^ E.Giusti, F.Carolei, op.cit. p.66
  8. ^ a b Mana, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011. URL consultato il 2 maggio 2013.
  9. ^ Il termine si diffuse in occidente con il testo The Melanesians (1891) del missionario ed etnologo inglese Robert Henry Codrington. Mana, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  10. ^ Mircea Eliade, Trattato di storia delle religioni, ed. Bollati Boringhieri, 2009, pag. 21-26.
  11. ^ M. T. Lavecchia, op.cit., p.35 e sgg.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. G. Frazer, Il ramo d'oro, Newton Compton Editori, 2012i
  • Edoardo Giusti, Francesca Carolei, Terapie transpersonali. L'integrazione della spiritualità e della meditazione nei trattamenti pluralistici, Sovera Edizioni, 2005
  • Maria Teresa La Vecchia, Antropologia paranormale: fenomeni fisici e psichici straordinari, Gregorian Biblical BookShop, 2002
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