Lingue samoiede

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lingue samoiede
Parlato in Russia
Persone 33.000
Classifica non nelle prime 100
Scrittura alfabeto cirillico
Filogenesi Lingue uraliche
ISO 639-5 syd
Samoyedic map XVII-XX.png
Distribuzione delle lingue samoiede nel XVII secolo (tratteggiato) e alla fine del XX secolo (rosso).

Le lingue samoiede sono un gruppo di lingue uraliche parlate nella Federazione Russa.

Distribuzione geografica[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'edizione 2009 di Ethnologue, le lingue samoiede sono parlate nella parte asiatica della Federazione Russa da circa 33.000 persone. La più diffusa è la lingua nenets, parlata da 31.300 persone;[1] seguono la lingua selcupa con 1640 locutori[2] e la lingua nganasan con 500.[3] Le due lingue enets sono in via di estinzione, avendo complessivamente una trentina di locutori.[4][5] La lingua kamassina e la lingua mator sono ritenute estinte.[6][7][8]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'edizione 2009 di Ethnologue, la classificazione delle lingue samoiede è la seguente:

A queste va aggiunta la lingua mator, estinta nel XIX secolo.[7][8]

Sistema di scrittura[modifica | modifica sorgente]

Per la scrittura viene usato l'alfabeto cirillico.[1][2][3][4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Ethnologue report for language code: yrk. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  2. ^ a b Ethnologue report for language code: sel. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  3. ^ a b Ethnologue report for language code: nio. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  4. ^ a b Ethnologue report for language code: enf. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  5. ^ Ethnologue report for language code: enh. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  6. ^ Ethnologue report for language code: xas. URL consultato il 4 febbraio 2013.
  7. ^ a b Edwin Francis Bryant, Laurie L. Patton, The Cultural Counterparts in The Indo-Aryan Controversy, Psychology Press,, 2005, p. 110, ISBN 0-7007-1463-4.
  8. ^ a b Mator - MultiTree. URL consultato il 7 febbraio 2013.
  9. ^ a b c d e f Péter Hajdú, Introduzione alle lingue uraliche, Rosenberg & Sellier, 1992, ISBN 88-7011-521-6.
  10. ^ a b c d Fiorenzo Toso, III. Paesi esterni all'Unione Europea in Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 468, ISBN 88-8490-884-1.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]