Lingue oceaniche

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Lingue oceaniche
Parlato in Melanesia, Micronesia, Polinesia
Locutori
Totale 2 milioni
Tassonomia
Filogenesi Lingue austronesiane
 Lingue maleo-polinesiache
  Lingue maleo-polinesiache centro-orientali
   Lingue maleo-polinesiache orientali
Oceanic languages.svg
Suddivisione delle lingue oceanche

██ Ammiragliato

██ Oceanico occidentale e mesomelanesiano

██ Temotu

██ Isole Salomone sud-orientali

██ Oceanico meridionale

██ Micronesiano

██ Figiano–polinesiano

Le lingue oceaniche (o gruppo oceanico) sono un insieme omogeneo di quasi 500 lingue derivate da una lingua comune, il proto-oceanico, parlate sulle isole dell'oceano Pacifico.

Questo gruppo linguistico comprende l'insieme delle lingue parlate sulle isole del Pacifico, ad eccezione delle lingue aborigene australiane e delle lingue di Papua.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Benché coprano un'area particolarmente vasta, le lingue oceaniche sono parlate da circa due milioni di persone. Una delle più parlate è il samoano (circa 370.000 parlanti), poi il figiano orientale con più di 450.000 parlanti, includendo tutte le varianti. La lingua gilbertese, il tongano, la lingua māori, il figiano occidentale ed il kuanua parlato dai Tolai di Papua superano ciascuna i 100.000 parlanti; il tahitiano è parlato come prima lingua da circa 50.000 persone.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il gruppo oceanico, che venne individuato come tale da Sidney Herbert Ray nel 1896, forma un sottogruppo delle lingue maleo-polinesiache, che sono un ramo della famiglia delle lingue austronesiane. Grazie alle ricerche di molti linguisti, in particolare del tedesco Otto Dempwolff (1871-1938), si è potuto dimostrare l'esistenza di un antenato comune al gruppo di lingue oceaniche: il proto-oceanico (abbreviato POc). Questa lingua sarebbe stata parlata dagli antenati delle popolazioni austronesiane dell'Oceania prima della loro dispersione, che avvenne probabilmente verso il 2.000 a.C., a partire dall'arcipelago delle Bismarck, ad est di Papua-Nuova Guinea. Gli archeologi ed i linguisti oggigiorno sono d'accordo nel considerare queste popolazioni coincidenti con quelle che svilupparono e diffusero la ceramica e la civilizzazione Lapita.

Lynch et al. (2011)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Lynch et al., le lingue oceaniche sono così internamente suddivise:[1]

Ethnologue (2015)[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Ethnologue, all'interno della famiglia austronesiana, il sottogruppo oceanico si situa nel gruppo delle lingue maleo-polinesiache centro-orientali del ramo delle lingue maleo-polinesiache. Il sottogruppo oceanico è così ripartito:[2]

  • Isole dell'Ammiragliato
    • orientale: manus, pak-tong, isole sud-orientali
    • occidentale: kaniet, seimat, wuvulu-aua
  • oceanico centro-orientale
    • oceanico remoto: Pacific centrale, Isole Loyalty, micronesiane, Nuova Caledonia, Vanuatu settentrionali e centrali
    • Vanuatu meridionale: aneytyum, erromanga, tanna
    • salomonico sud-orientale: Gela-Guadalcanal, Malaita-San Cristobal
  • St. Mathias: mussau-emira, tenis
  • Temotu: Reefs-Santa Cruz, Utupua-Vanikoro
  • oceanico occidentale
    • mesomelanesiano: Bali-Vitu, Nuova Irlanda, Willaumez
    • Nuova Guinea settentrionale: Golfo di Huon, Ngero-Vitiaz, Sarmi-Jayapura Bay, Schouten
    • punta papuana: nucleare, periferico
  • yapese: yapese

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lynch et al. 2011.
  2. ^ Ethnologue 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) John Lynch, Malcolm Ross e Terry Crowley, The Oceanic languages, Richmond, Surrey, Curzon Press, 2011.
  • Oceanico su Ethnologue (2015). URL consultato il 25 agosto 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


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