Ligurno

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Ligurno
frazione
Ligurno – Veduta
Chiesa di Santa Maria in Campagna
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Varese-Stemma.png Varese
ComuneCantello-Stemma.png Cantello
Territorio
Coordinate45°49′N 8°53′E / 45.816667°N 8.883333°E45.816667; 8.883333 (Ligurno)Coordinate: 45°49′N 8°53′E / 45.816667°N 8.883333°E45.816667; 8.883333 (Ligurno)
Abitanti1 700 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale21050
Prefisso0332
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantiLigurnesi
Patronosan Giorgio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ligurno
Ligurno

Ligurno (Ligürnu in dialetto varesotto) è una frazione del comune di Cantello ed ha una popolazione di circa 1.700 abitanti. Si trova 420 metri s.l.m..
Ligurno con Cantello sono famosi nella zona per la produzione di una particolare varietà di asparago bianco e per la storica sagra degli Uccelli.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

La storia antica di Ligurno è datatabile al VII-VIII secolo a.C., epoca a cui risalgono degli importanti ritrovamenti di necropoli celtiche della cultura di Golasecca. Ligurno prenderebbe il nome dai suoi fondatori, i celti liguri, alleati degli Insubri, che si stabilirono in queste terre nel VI secolo a.C. Al periodo Gallo-Romano invece sono da attribuirsi le necropoli e la strada rinvenute negli scavi presso Madonna di Campagna. L'origine del centro abitato sembrerebbe risalire al II secolo a.C.

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio di Ligurno sono state rinvenute tracce anche di insediamenti di epoca longobarda, in località il Castellaccio.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel XV secolo, Ligurno con Cantello e Velmaio sono citati come “Ligurno con Cazono e Detemerario” negli statuti delle strade e delle acque del contado di Milano, facenti parte della pieve di Arcisate.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Ligurno è stata una frazione di Cazzone, che dal 1895 prese l'attuale nome di Cantello (R.D. 18 luglio 1895, n. 175), tranne forse per un certo periodo durante la dominazione spagnola.[1]

Ligurno, per la presenza di cave d'arenaria, nel medioevo divenne un importante centro di scalpellini e scultori. A partire dal rinascimento per giungere fino al XIX secolo diede i natali ad alcuni dei cosiddetti Magistri comacini, che contribuirono alla realizzazione del Duomo di Milano ed in seguito, fino alla fine dell'Ottocento, furono attivi in tutta l'Europa centrale. Il più importante fu Arnaldo da Ligurno che contribuì all'edificazione di San Pietroburgo.Va ricordato anche lo scultore Felice Mina nato al Mulino Trotto ora comune Cagno (Co) nel 1912 e morto a Cantello nel 1976 ma appartenente alla Parrocchia di Ligurno diocesi di Milano (Ambrosiano)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa e Campanile di S. Maria in Campagna[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa e il campanile rappresentano il più importante monumento del territorio. Costruite nella prima metà dall'XI secolo, in stile romanico. Si pensa che il progetto sia da attribuire all'architetto Lanfranco da Ligurno, autore del Chiostro di Voltorre, architetto che la critica ottocentesca ha voluto identificare con lo stesso Lanfranco del duomo di Modena, tesi oggi del tutto confutata. Questo perché la costruzione del duomo inizia nel 1099 mentre il chiostro di Voltorre è databile alla fine del XII secolo
La chiesa è costituita da una facciata a capanna che dà accesso ad un'aula rettangolare con abside semicircolare. Sono presenti affreschi quattro-cinquecenteschi di notevole fattura e residui di affreschi che nel XVI secolo ornavano la maggior parte delle pareti.
La slanciata torre campanaria sembra che sorga sulle fondamenta di una torre di avvistamento e segnalazione di età Romana.
Attualmente i due edifici si trovano all'interno dell'area cimiteriale.

Chiesa di San Giorgio Martire[modifica | modifica wikitesto]

Sorta come semplice cappella su una collinetta in prossimità dell'originario abitato di Ligurno, di cui si ha notizia fin dal 1398 (Notitia cleri 1398). Fu trasformata in Chiesa nel 1566 e venne visitata da san Carlo Borromeo nell'agosto del 1574. Nel tempo furono eseguite diverse ristrutturazioni.

Presenta numerose decorazioni eseguite da Angelo Broggi e affreschi del pittore Carlo Cocquio, autore dell'artistica vetrata raffigurante San Giorgio e il drago.

Particolare è la presenza di numerose ossa umane raccolte su dei ripiani in una cappelletta laterale, visibile anche dall'esterno della chiesa.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Le Torri[modifica | modifica wikitesto]

Le torri di avvistamento sono un elemento tipico di una zona di confine ai piedi delle prealpi quale è l'altopiano di Ligurno e Cantello. Oltre alla torre di avvistamento Romana, su cui fu poi edificata la torre campanaria della Chiesa Madonna di Campagna, sono presenti altre tre torri di importanza storica e culturale:
- La Torre del Castellazzo, in località "Castellasc", è la più antica. Probabilmente era sede di un castelliere Celtico utilizzato anche in epoca romana, come provano alcuni ritrovamenti archeologici. In seguito vi sorse un castello Longobardo dove risiedevano i Feudatari, come risulta da documenti del 700 d.C. La Torre, di proprietà privata, è raggiungibile, previa autorizzazione, dalla Villa Dupont o dalla strada campestre che si diparte da via dei Ronchi.
- La Torre Dupont alta 30,50 metri è inserita nell'edificio della Villa Dupont di proprietà privata. È ubicata nel nucleo antico di Ligurno al termine della via Giusti e domina la valle Bramoa. Nell'area è stata rinvenuto anche un sarcofago in pietra, ancora presente nel giardino interno della villa.
- La Torre dei Premoli è la più recente delle torri (datata all'inizio del sec. XX). Alta 11,20 metri è posizionata in zona elevata sull'omonima collina raggiungibile da via Torre dei Premoli. La Torre è di proprietà comunale.
Del sistema di torri di avvistamento e segnalazione faceva parte anche la vicina torre sul Colle di San Maffeo nei pressi di Rodero, ove era insediato un castrum romano.

I Roccoli[modifica | modifica wikitesto]

Sull'altopiano di Ligurno e Cantello esistono numerosi roccoli per la cattura, con reti, degli uccelli migratori. I roccoli sorgevano sulle sommità di alcune colline (Muntasii, Gremello, Bressanella) ed erano costituiti da terrazzamenti (per lo più circolari e concentrici) delimitati da alberi di carpino potati a pergola in modo da creare una spalliera per il supporto e il mascheramento delle reti. Il roccolo fungeva anche da stazione sperimentale per lo studio del "passo stagionale" degli uccelli che venivano registrati, inanellati e segnalati alle stazioni di provenienza. Il più antico e famoso è situato in località "il roccolo di Ligurno". Appartenne al Senatore Luigi Gasparotto ed è stato dichiarato monumento nazionale. In questo roccolo ha imparato l'arte del chioccolare (imitare il verso degli uccelli) l'ultimo chioccolatore vivente della provincia di Varese, il sig. Alberto Paladini Molgora.

Stele della battaglia di Garibaldi e Medici a Rodero dell'agosto del 1848

Obelisco battaglia fra garibaldini e austriaci[modifica | modifica wikitesto]

A Ligurno, vi è un obelisco commemorativo dei combattimenti a Rodero del 23 agosto 1848 fra una compagnia di volontari Garibaldini comandati dal generale Giacomo Medici e gli austriaci del genearle D'Aspre. L'epiteto inciso sull'obelisco dice: "Di qui nell'agosto 1848 dopo gli eroici fasti di Luino e Morazzone Garibaldi col Medici trafugava in Elvezia l'italica libertà". La stele è stata posata il 30 gennaio del 1910 a quanto scritto su di essa e, per il 150° della Repubblica, è stata completamente ripulita.

vedi Fatti d'armi di Rodero e Morazzone

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La Frontiera Nord[modifica | modifica wikitesto]

A nord della collina del roccolo di Ligurno che guarda verso la piana di Gaggiolo si dipana un tortuoso complesso di trincee e gallerie che fanno parte del sistema difensivo alla Frontiera Nord verso la Svizzera, impropriamente noto come Linea Cadorna, realizzato tra il 1916 e il 1918 a protezione del territorio italiano da un possibile attacco tedesco sferrato attraverso il neutrale territorio elvetico. Un piccolo tratto di galleria è visibile dalla via Elvezia appena prima della discesa a tornanti verso Gaggiolo, guardando sulla sinistra. Altri tratti di trincee e gallerie (semicoperte dalla vegetazione e da frane) si trovano nei pressi del sentiero semianulare che porta da via Elvezia alla località "la Maggiolina" - via Viggiù.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

L'Acqua Magnesia[modifica | modifica wikitesto]

A nord-est di Ligurno nella valle che divide l'altopiano di Ligurno e Cantello da quello di Rodero si trova una sorgente d'acqua a cielo aperto. L'acqua sorgiva forma una pozza col fondo sabbioso e crea delle suggestive bolle d'acqua cristallina. Proseguendo nella valle verso i mulini di Cantello, si incontrano i resti del mulino di Ligurno. Qui si possono vedere anche alcuni resti della pala metallica del mulino. Poco più avanti si incontrano le vestigia di una industria conciaria e, poco dopo, alcune vasche che erano destinate alla itticoltura. Il rivo che si forma dalle acque provenienti dalla piana di Gaggiolo, dal lavatoio di Ligurno, dell'Acqua Magnesia va a confluire ai Mulini di Cantello nel rio Lanza (già torrente Gaggiolo), affluente dell'Olona. La valle è raggiungibile dalla Strada Provinciale 20, in direzione Rodero, al ponticello sulla destra, prima della salita per Rodero.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lombardia Beni Culturali