La sposa in nero

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La sposa in nero
Sposainnero-1967-Truffaut.png
Jeanne Moreau, in versione dipinta, in una scena del film
Titolo originaleLa mariée était en noir
Paese di produzioneFrancia, Italia
Anno1968
Durata107 min
Generedrammatico
RegiaFrançois Truffaut
Soggettodal romanzo La sposa era in nero (The Bride Wore Black) di William Irish
SceneggiaturaFrançois Truffaut e Jean-Louis Richard
Casa di produzioneLes Films du Carrosse, Les Productions Artistes Associés, Dino De Laurentiis Cinematografica
FotografiaRaoul Coutard
MontaggioClaudine Bouché con l'assistenza di Yann Dedet
MusicheBernard Herrmann
ScenografiaPierre Guffroy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

La sposa in nero (La mariée était en noir) è un film del 1968 diretto da François Truffaut.

Girato a Cannes, Parigi e dintorni e Grenoble dal 16 maggio al 10 novembre 1967, fu proiettato per la prima volta in pubblico il 7 aprile 1968. Il film è un thriller ispirato all'opera omonima di Cornell Woolrich, accreditato come William Irish. La colonna sonora è di Bernard Herrmann, storico collaboratore del maestro britannico Alfred Hitchcock. Nel ruolo dell'aspirante politico Morane, padre del bambino, Michael Lonsdale, attore anglo-francese conosciuto in seguito dalla caratteristica barba e folte sopracciglia nei ruoli di duro ne Il giorno dello sciacallo (1973) e di antagonista, per esempio Mr Drax in Agente 007 - Moonraker - Operazione spazio (1979). La trama di quest'opera, a suo tempo molto famosa, è servita da modello per altri film successivi, tra cui Kill Bill di Quentin Tarantino sia pure con toni del tutto diversi, focalizzati in una dose di violenza elevatissima che qui non è che accennata. Il film fu trasmesso per la prima volta dalla televisione italiana nella primavera del 1977. Nell'autunno del 1978 la RAI trasmise la miniserie francese Appuntamento in nero, ispirata a un altro soggetto di Woolrich scritto nel 1948 ma con trama simile.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

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Una giovane donna chiusa nella sua stanza guarda nervosamente l'album delle sue fotografie - stesse immagini dell'introduzione al film - per poi gettarlo via e tentare il suicidio lanciandosi da una finestra. Sua madre accorre in tempo chiamandola per nome, Julie. Nella scena successiva ella parte per un viaggio, mettendo in valigia i suoi vestiti e una somma cospicua di franchi. La madre insiste perché prenda altri soldi, per poi chiederle se è decisa nel suo intento. La risposta è secca.

Il signor Bliss[modifica | modifica wikitesto]

Julie arriva in una località del Mediterraneo. Corrompendo un portinaio, conosce la residenza del signor Bliss, un dongiovanni incallito in quel momento assente. Informato successivamente, Bliss assai compiaciuto, tiene un party nel pomeriggio per annunciare il suo fortunato fidanzamento con una donna facoltosa, frutto della sua abilità di seduttore. Julie si reca alla festa e il padrone di casa resta colpito per il suo aspetto. I due si appartano su una terrazza e lei lascia cadere la sua sciarpa appesa alla tenda parasole. Bliss si offre di andargliela a riprendere, in cambio di particolari sulla sua identità, e scavalca baldanzosamente. Lei si rivela dicendogli "Sono Julie Kolher" e lo spinge giù, facendolo cadere nel vuoto. Approfittando della confusione, la donna si allontana non vista.

Il signor Coral[modifica | modifica wikitesto]

Julie raggiunge in aereo la seconda persona della sua lista, il signor Coral e gli fa recapitare un biglietto d'invito per uno spettacolo operistico serale. Attempato e solitario, Coral non è insensibile al fascino di lei. Quando guarda una donna, dice la donna delle pulizie, egli tradisce imbarazzo diventando di colore bianco lenzuolo o rosso aragosta. Per Julie si tratta di una persona facile e vulnerabile.

Coral accetta l'invito e si reca al Teatro Municipale per incontrare lei, avvolta da un soprabito rosa. Julie è silenziosa mentre l'uomo, impaziente, le chiede insistentemente di lei, chi è e che cosa vuole. Insistendo di volerla rivedere, Julie gli propone di vedersi in casa di lui, superando così ogni sua aspettativa. Egli le dice emozionatissimo: "Non so che dire" e lei risponde "Bene, allora non dica niente". Coral rimette in ordine il suo piccolo appartamento allestendolo per la visita, con fiori e quadri.

Julie giunge con un disco di suo gradimento e una bottiglia di Arac, al quale ha somministrato del veleno. Ella finge di bere mentre lui continua a mostrarsi curioso. La donna si mette a ballare da sola mentre l'altro la osserva parlandole della sua vita sfortunata con le donne. Il ballo ha lo scopo di prendere tempo. Coral accusa malore così Julie gli racconta del suo passato, rivelando per la prima volta di essere rimasta vedova in un bel giorno di sole, quello delle nozze, quando il suo amato restò ucciso sul sagrato da un colpo di fucile. Coral muore implorando aiuto. Julie pulisce il posto dalla sua presenza, prende il disco e se ne va.

Il politico Clement Moran[modifica | modifica wikitesto]

Continuando il suo viaggio in treno, Julie giunge a una scuola e pedina fino a casa una donna con il suo bambino, per poi apprendere da costui informazioni su sua nonna. Julie spedisce un telegramma usando come mittente l'anziana donna, il cui contenuto è un aggravarsi delle condizioni di salute, così la madre del bambino, allarmata, parte allontanandosi dalla famiglia. Presto giunge Julie spacciandosi per la "signorina Becker", educatrice della scuola materna frequentata dal bambino, avvisando suo padre, Clement Moran, di essersi offerta temporaneamente come bambinaia per il tempo in cui sarebbe stata assente la signora Moran.

Il bambino naturalmente non la riconosce come la signorina Becker ma lei lo persuade di essere diversa da come lui la vede in classe. Il comportamento di Julie è ineccepibile, con il bambino e con il padre, un politico di professione che vede nei grandi mezzi di comunicazione l'arma politica vincente nei tempi moderni.

Clement prova persino a familiarizzare con la donna ma lei gli dice di aver perso un anello, forse giocando a rimpiattino con il bambino nel ripostiglio sotto la scala. Lui si offre di andarglielo a cercare ma lei lo chiude dentro. Julie gli rivela l'identità narrandogli la tragedia, aggiungendo qualche particolare rispetto alla precedente vittima. Moran capisce di non aver scampo così le racconta le circostanze, quando lui si trovava con un gruppo di amici, con la passione per la caccia, in un appartamento dove si riunivano per giocare a carte, e sotto gli effetti dell'alcool, si misero a scherzare con un fucile di precisione, mirando alla folla della piazza vicino finché partì il colpo fatale. Quello che per Moran fu un tragico incidente - in quanto non era lui ad armeggiare il fucile - fu per Julie la fine della sua vita. Tutte le ragazze sognano il principe azzurro, ma lei che lo aveva trovato da bambina, attendeva solo il tempo di sposarsi.

La donna sigilla il ripostiglio con del nastro adesivo lasciando Clement morire per soffocamento. Il bambino dorme tranquillo nel piano superiore. Il cadavere viene ritrovato il giorno dopo.

Su indicazioni del bambino viene arrestata la vera educatrice ma Julie con una telefonata anonima la scagiona, rivelando particolari della scena del crimine. Una folla di bambini accoglie festante una signorina Becker ancora scossa per la brutta avventura.

Il signor Delvaux[modifica | modifica wikitesto]

Interludio. Julie rivela i suoi delitti in un confessionale, contando sul segreto, senza alcun ravvedimento, affermando che compiuta la sua vendetta potrà riunirsi al suo uomo. Il sacerdote l'ammonisce che non può fare un'opera d'amore con azioni di odio. Julie si congeda ringraziandolo perché confidandosi, ha trovato del "conforto" e una motivazione per continuare l'opera.

Julie è sulle tracce del signor Delvaux, rottamatore e rivenditore di auto usate. Dal racconto di Clement si evince la sua responsabilità materiale. Egli è il più rozzo del gruppo, l'unico a non aver neppure una parvenza di persona per bene. Julie giunge in tempo per vederlo arrestare dalla Polizia per una truffa, così deve riporre temporaneamente il suo intendimento, segnando sulla sua agendina un punto interrogativo, accanto al nome della sua vittima.

Il pittore Fergus[modifica | modifica wikitesto]

Julie si reca a una mostra del pittore Fergus, sua prossima vittima, le quali opere sembrano ritrarla. Ella ne trae spunto per presentarsi nel suo studio come modella inviata dall'Accademia, in quanto l'uomo ne aveva fatto richiesta, per poi confessare di non farne parte.

Fergus è tanto colpito da lei da mandar via la vera modella e far posare Julie per una copertina di un libro, dedicato a Diana la Cacciatrice. Durante le sedute l'uomo le confida - o meglio le conferma - la propria passione per le donne e il suo desiderio compulsivo nell'osservarle mentre è in strada, rattristandosi di non poterle conquistare tutte.

Passano i giorni. La donna posa proprio incoccando un arco con vere frecce, quasi a facilitare il suo intento omicida, quando a un tratto ne parte una mancando di poco il pittore. Questi pare non preoccuparsi considerandolo un incidente, essendosi oramai invaghito di lei.

Julie tenta inutilmente di sfuggire a una visita a sorpresa di amici di Fergus, tra i quali vi è Corey, un amico di Bliss, la sua prima vittima. L'uomo ha l'impressione di riconoscerla ma quando realizza il nesso con l'omicidio è troppo tardi: in una successiva seduta Julie ha scoccato la freccia a Fergus, questa volta senza mancarlo.

La donna ha rimosso ogni possibile indizio dalla scena dell'omicidio, risparmiando inspiegabilmente un nudo femminile che la ritrae e che il pittore aveva dipinto su un muro e nascosto con dei cuscini.

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Julie assiste alle esequie di Fergus, vestita a lutto e con un pesante velo sul volto ma viene smascherata. Presso il comando di Polizia confessa freddamente i quattro omicidi commessi, celandone il movente. Corey che assiste all'interrogatorio e conosce soltanto due delle vittime, si sente dir da lei di non essere una vittima designata, nonostante lo marchi quale un detestabile dongiovanni. Ci si domanda come una donna tanto intelligente e calcolatrice abbia commesso un errore grossolano ma non lo è. Julie viene tradotta infatti nello stesso carcere tetro e squallido dove è detenuto Delvaux.

Da quel momento il piano sequenza è scandito da un carrello per il trasporto dei pasti per i detenuti e un aprire e chiudere di celle. Ben presto Julie ha modo di contribuire al servizio e di accedere alla mensa, dove si appropria di un coltello da cucina. Inquadratura fissa su un corridoio del carcere e Julie che gira un angolo. Un urlo lacerante e un agente di custodia che accorre chiudono definitivamente la vicenda. La catena di vendette è compiuta e la parola "fine" in sovrimpressione è accompagnata dalla celebre marcia nuziale di Felix Mendelssohn.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio Hollywood Foreign Press Association

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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