Jocelyn Lane

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Jocelyn Lane (Vienna, 1937) è un'attrice inglese.

Divenne nota al grande pubblico per essere stata sorella della modella e attrice inglese Mara Lane e moglie del principe Alfonso di Hohenlohe-Langenburg.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nata col nome di Jocelyn Olga Bolton a Vienna, in Austria, nel 1937, sua madre Olga Mironova, pianista, era di origini russe, mentre suo padre, Briton John Bolton era inglese. Sua sorella era la famosa attrice ed indossatrice inglese Mara Lane (Dorothy Bolton).[1] Educata a New Rochelle, New York, negli Stati Uniti, all'età di 14 anni si spostò in Inghilterra dove iniziò un corso di danza.[2][3]

La carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dall'età di 18 anni, Jocelyn iniziò a posare come modella sotto lo pseudonimo di Jackie Lane. Dalla metà degli anni '50 iniziò anche a recitare in una serie di film inglesi col primo nel 1955 dal titolo April in Portugal.[2] Venendo spesso confusa con l'omonima attrice Jackie Lane (nota per aver recitato in Doctor Who), Jocelyn si spostò quindi a Hollywood nel 1964, iniziando a recitare col proprio nome per esteso così da evitare futuri equivoci.[4] Venne rimarcata una certa sua somiglianza con l'attrice Brigitte Bardot.[3][5] Nel 1962 partecipò alla coproduzione internazionale nel film I tromboni di Fra' Diavolo, recitando tra gli altri a fianco di Raimondo Vianello e di Ugo Tognazzi. Nel settembre del 1966 posò per la rivista Playboy.[6]

Nel 1965, recitò a fianco di Elvis Presley in Tickle Me[7] e successivamente ebbe altri ruoli di rilievo in altri film di Hollywood tra cui quello di Cathy in Hell's Belles del 1969.[5] Fece diverse apparizioni anche in serie televisive americane, ritirandosi definitivamente dalle scene nel 1971 grazie al fruttuoso matrimonio[5] col principe Alfonso di Hohenlohe-Langenburg a Marbella, Spagna, nel febbraio di quello stesso anno.[8][9]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Lane diede alla luce una sola figlia, la principessa Arriana Theresa Maria von Hohenlohe, nel 1975.[10][11] Nel 1984, il suo matrimonio col principe Alfonso, da sempre burrascoso, terminò in un divorzio dal quale ricevette un milione di dollari come compensazione.[10][12] Ai giornali dichiarò che tale somma "non era adatta ad una principessa".[10]

Attualmente la Lane disegna orecchini in piume sotto la marca "Princess J Feather Collection" in California ed a Londra.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Glamour Girls
  2. ^ a b Slide, Anthony; McFarlane, Brian, The encyclopedia of British film, London, Methuen, 2005, ISBN 0-413-77526-7.
  3. ^ a b Vernon Scott, Can Jocelyn Break The Presley Co-star Jinx?, in The Press-Courier, 15 dicembre 1964. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  4. ^ Room, Adrian, Dictionary of Pseudonyms: 13,000 Assumed Names and Their Origins, 5th ed., Jefferson, N.C., McFarland, 2010, pp. 273–74, ISBN 0-7864-4373-1.
  5. ^ a b c Paul, Louis; Lisanti, Tom, Film fatales: women in espionage films and television, 1962-1973, Jefferson, N.C., McFarland & Co., 2002, pp. 169–71, ISBN 0-7864-1194-5.
  6. ^ Playboy magazine, September 1966
  7. ^ Willis, John Christopher, Screen World, 1966, Biblo-Moser, 1983, p. 51, ISBN 0-8196-0307-4.
  8. ^ Smart Set, in The Montreal Gazette, 2011. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  9. ^ Elizabeth Nash, Obituaries: Prince Alfonso de Hohenlohe, The Independent, 24 dicembre 2003. URL consultato il 20 novembre 2009.
  10. ^ a b c Prince Alfonso Hohenlohe, in The Daily Telegraph (London), TMG, 24 dicembre 2003, ISSN 0307-1235 (WC · ACNP), OCLC 49632006. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  11. ^ Douglas Martin, Prince Alfonso Hohenlohe-Langenburg, 79, su New York Times, 19 gennaio 2004. URL consultato il 24 febbraio 2011.
  12. ^ Michael Eaude, Obituary: Prince Alfonso de Hohenlohe-Langenburg, in The Guardian (London), GMG, 22 gennaio 2004, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP), OCLC 60623878. URL consultato il 24 febbraio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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