Jeroen Dijsselbloem

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Jeroen Dijsselbloem
Jeroen Dijsselbloem 2013-1.jpg

Presidente dell'Eurogruppo
In carica
Inizio mandato 21 gennaio 2013
Predecessore Jean-Claude Juncker

Jeroen René Victor Anton Dijsselbloem (Eindhoven, 29 marzo 1966) è un politico olandese membro del Partito del Lavoro (PvdA). È Ministro delle finanze nel Governo Rutte II dal 5 novembre 2012, presidente dell'Eurogruppo dal 21 gennaio 2013 e presidente del consiglio dei governatori del Meccanismo europeo di stabilità (European Stability Mechanism - ESM) dal 12 febbraio 2013.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dijsselbloem è figlio di genitori entrambi insegnanti e di famiglia cattolica.[1]

Ha frequentato le scuole elementari a Son en Breugel e successivamente l'Eckartcollege (1978–1985) a Eindhoven, entrambe scuole cattoliche.[1] Ha seguito il corso di laurea in economia e politica agraria presso l'università di Wageningen (1985–1991) con studi in economia e commercio, politiche agrarie, storia sociale ed economica,[2] ottenendo la laurea di ingenieur nel 1991,[1] equivalente a un Master of Science. Ha poi svolto attività come ricercatore di economia nel 1991 presso l'University College Cork in Irlanda,[1] non conseguendo nessun titolo di studio.[3][4]

Eletto membro del consiglio municipale di Wageningen (1994–1997) e membro della Tweede Kamer, la camera bassa dei Paesi Bassi nelle legislature 2000–2002 e 2002–2012. Nel 2007 ha condotto la commissione parlamentare sulla riforma dell'istruzione.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Dal 15 novembre 2012, Dijsselbloem è Ministro delle finanze e fa parte del secondo governo guidato dal premier Mark Rutte.[5][6] Dal 21 gennaio 2013 è anche il presidente dell'Eurogruppo, il comitato dei ministri delle finanze dell'eurozona, costituita dagli stati dell'Unione europea che hanno adottato l'euro come moneta ufficiale,[7][8] succedendo nell'incarico a Jean-Claude Juncker.

Il 1º febbraio 2013 ha guidato la nazionalizzazione dell'ente finanziario olandese SNS Reaal, prevenendone la bancarotta[9] Gli azionisti e creditori sono stati espropriati dei titoli senza compensazione e le altre banche nazionali hanno dovuto contribuire al salvataggio con cifre fino a un miliardo di euro.[10]

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2013 Dijsselbloem è stato a capo dei negoziati per la gestione della crisi finanziaria di Cipro, nella condotta della quale si è attirato critiche per aver creato un precedente, forzando il prelievo dai depositi bancari come parte del salvataggio delle banche. A commento della sua scelta ha dichiarato "Sono abbastanza fiducioso che i mercati vedranno questo come un approccio ragionevole, molto contenuto e diretto, invece di un approccio più generale ... obbligherà tutte le istituzioni finanziarie, così come gli investitori, a pensare ai rischi che corrono, perché ora dovranno rendersi conto che si può anche far loro del male."[11]

Ha dichiarato intorno al 24 marzo 2013 al Financial Times e alla Reuters che il salvataggio di Cipro è stato un modello per la risoluzione dei rischi di bancarotta per i sistemi bancari,[12] ma il 26 marzo 2013 si è contraddetto dichiarando che Cipro non è stato un modello.[13][senza fonte]

Dall'inizio del 2015, è impegnato nelle trattative per la gestione della crisi del debito greco e ha respinto nel mese di febbraio la richiesta del ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis di indire una conferenza tra tutti i paesi europei per la ristrutturazione del debito, rivendicando la gestione delle trattative al solo eurogruppo che presiede.[14]

Nel marzo del 2017 ha una vasta eco, producendo molte proteste, un'intervista al Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) in cui, riferendosi agli Stati dell'Europa Meridionale, dice: «Durante la crisi dell’euro, i paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i paesi interessati dalla crisi. Come socialdemocratico, do grande importanza alla solidarietà. Ma ci sono anche dei doveri. Non puoi spendere tutti i soldi in alcol e donne e poi chiedere aiuto».[15][16][17]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (NL) Ir. J.R.V.A. (Jeroen) Dijsselbloem, Parlement & Politiek. Url consultato il 3 febbraio 2013.
  2. ^ Jeroen Dijsselbloem, President of the Eurogroup, Eurozone Portal, 2013. URl consultato il 4 aprile 2013.
  3. ^ (EL) Οι ...μέθοδοι χρηματοδότησης Ιρλανδικών γαλακτοκομείων του κ. Ντάισελμπλουμ, Kathimerini, 31 marzo 2013. URl consultato il 1º gennaio 2013.
  4. ^ Dutch Finance Minister amends Cork University degree error, Irish Independent, 14 aprile 2013. URl consultato il 1º febbraio 2015.
  5. ^ (NL) 'Alle ministers zijn nu bekend', NOS, 28 ottobre 2012
  6. ^ (NL) Rutte II: 'alle namen van het nieuwe kabinet', RTL, 25 ottobre 2012
  7. ^ Juncker hints Dijsselbloem will replace him as Eurogroup chief, Europolitics.info, 10 gennaio 2013
  8. ^ Jeroen Dijsselbloem, a tough chairman for the Eurogroup, Presseurop.eu, 21 gennaio 2013
  9. ^ David Jolly & Jack Ewing, Dutch Government Takes Control of SNS Reaal, New York Times, 2013. Url consultato il 3 febbraio 2013.
  10. ^ Les Pays-Bas nationalisent la quatrième banque du pays, su lexpress.fr.
  11. ^ Murphy, Paul, "Dijsselbloem, do remember that careless talk costs lives ...*", URL consultato il 23 marzo 2013.
  12. ^ Cipro bail-out: i risparmiatori verranno colpiti per salvare l'euro nelle future crisi, dice il capo dell'eurozona, The Telegraph. URL consultato il 3 marzo 2014.
  13. ^ Programma Cipro non è modello per salvataggi dell'area euro, dichiara la UE, Bloomberg. URL consultato il 3 marzo 2014.
  14. ^ Greece, EU creditors in open dispute over demands to forgive debt, ease reforms, su usnews.com. URL consultato il 17 febbraio 2015.
  15. ^ Il presidente dell'Eurogruppo dice che i paesi del Sud Europa hanno sprecato i soldi, su Il Post, 22 marzo 2017. URL consultato l'11 luglio 2017.
  16. ^ Dijsselbloem: non mi dimetto, mi dispiace se ho offeso qualcuno, in Il Sole 24 ORE. URL consultato l'11 luglio 2017.
  17. ^ (DE) Werner Mussler, Nach Interview in der F.A.Z.: Dijsselbloem: „Ich bedauere, dass es als ‚Nord gegen Süd‘ aufgefasst wurde“, in Frankfurter Allgemeine Zeitung, 22 marzo 2017. URL consultato l'11 luglio 2017.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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Jean-Claude Juncker dal 21 gennaio 2012 in carica
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