Jaguar XJ-S

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Jaguar XJ-S
1989 Jaguar XJS.JPG
Descrizione generale
Costruttore Regno Unito  Jaguar
Tipo principale Coupé
Altre versioni Cabriolet
Produzione dal 1975 al 1996
Sostituisce la Jaguar E-Type
Sostituita da Jaguar XK8
Altre caratteristiche
Altro
Stessa famiglia Jaguar XJ
1988.jaguar.xj-s.arp.jpg

La Jaguar XJ-S, in seguito "XJS", è una vettura coupé di fascia alta prodotta dalla Jaguar dal 1975 al 1996.

Basata sulla meccanica della berlina Jaguar XJ, la "XJ-S" aveva il compito di sostituire nella gamma il precedente modello "E-Type", ma non riuscì a replicarne il successo, nonostante le buone doti aerodinamiche.

Storia e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

1976[modifica | modifica wikitesto]

La prima XJ-S venne presentata nel 1975 ma entrò effettivamente in produzione nel 1976. Il motore utilizzato era il V12 da 5,3 litri prodotto dalla stessa Jaguar. Inizialmente era possibile montare sulla vettura il cambio manuale o il cambio automatico. In seguito il cambio manuale venne eliminato e tutte le vetture montavano la sola trasmissione automatica.

Per quanto riguarda le prestazioni la vettura raggiungeva i 100 km/h in 6,9 secondi mentre la velocità massima era di 240 km\h. La XJ-S venne utilizzata anche nelle competizioni. Il team Group 44 realizzò una vettura da competizione che partecipò al campionato Trans Am, vincendo nel 1977 il campionato costruttori.

Il lancio di questa nuova auto coincise però con la grande crisi petrolifera degli anni settanta che rendeva assai ristretto il mercato per una vettura da 5,3 litri di cilindrata. Inoltre la XJ-S si attirò anche delle critiche per le sue linee ed in particolare per gli speroni volanti realizzati sotto i finestrini.

La Jaguar vide una possibilità di promozione nella serie televisiva Il ritorno del santo (The return of the Saint) nella quale il protagonista, Simon Templar interpretato da Ian Ogilvy possedeva una XJ-S. La targa di questa vettura era, non a caso, 'ST1. La Corgi realizzò un modellino della vettura che divenne molto popolare.

Per rispondere a coloro che non vedevano nella XJ-S il successore della E-Type venne realizzata da Pininfarina una vettura sportiva da esposizione che ne utilizzava la meccanica. Questa vettura non entrò mai in produzione.

Anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1981 la XJ-S ricevette il nuovo motore V12 HE (High Efficiency) ad alta efficienza per migliorare i consumi della vettura. La nuova XJ-S HE, come venne denominata, era la più veloce vettura a trasmissione automatica del mondo con i suoi 249 km/h. Nel 1982 la vettura arrivò ai primi due posti nella gara Turismo di Silverstone.

Nello stesso anno uscì una versione dotata del nuovo motore AJ6 sei cilindri in linea bialbero 24 valvole da 3,6 litri e venne presentata la versione Targa due posti, la XJ-SC. Quest'ultima entrò in produzione nel 1985 e dopo tre anni venne sostituita da una versione convertibile, sempre biposto, realizzata in collaborazione con la carrozzeria Karmann.

Nel 1988 e nel 1989 la Jaguar per celebrare le vittorie a Le Mans presentò delle versioni speciali della XJ-S. Queste vetture uscivano di fabbrica già dotate di un kit per la carrozzeria e con cerchioni in lega leggera. Le prestazioni vennero, di poco, migliorate. Queste vetture speciali erano dotate del motore da 5,3 litri V12.

1991-1996[modifica | modifica wikitesto]

Una versione cabriolet della XJS.

La vettura venne completamente rivista nel 1991. Anche la sua denominazione cambiò in XJS. Per la versione convertibile bisognò attendere ancora un anno (introdotta ad Aprile 1992). Esteticamente le modifiche principali apportate alla vettura erano date dai finestrini posteriori che vennero ingranditi. Vennero mantenuti gli speroni in quanto secondo il designer Geoff Lawson erano parte del carattere della vettura.

Il motore "AJ6" da 3,6 litri venne eliminato e sostituito con la versione portata alla cilindrata di 4 litri (222 bhp). Nel 1992 anche il motore V12 da 5,3 litri scomparve per lasciare il posto al motore V12 da 6 litri (dal model year 93), dapprima montato sulle XJR-S (330 bhp) e solo dal Maggio 1993 sulla XJS (308 bhp) dapprima con lo storico cambio GM-400 e poi con il più recente GM 4L80-E a 4 rapporti a gestione elettronica, sfruttando ancora il sistema di iniezione Lucas/Magneti Marelli già dotato di OBD I.

Dal Model Year 94 (la cui produzione inizia a Settembre 1993), la principale rivisitazione estetica consisteva nell'adozione dei paraurti in tinta con la carrozzeria che andavano a sostituire quelli classici in gomma e acciaio cromato. Gli interni ricevettero sedili con appoggiatesta integrato e il doppio airbag; venne anche introdotta, quale vettura top della gamma, una versione 2+2 convertibile (con sedili posteriori).

Dal Maggio 1994, venne proposta una nuova versione del motore AJ6, denominato AJ16, capace di erogare 238bhp ma associato solamente ad una trasmissione automatica ZF a 4 rapporti a controllo elettronico.

A detta di molti, tale motore è ritenuto il miglior motore prodotto da Jaguar, per affidabilità e fluidità di funzionamento (grazie ad una bobina per ciascuna candela), canto del cigno del mitico 6 cilindri in linea Jaguar.

Celebration Model[modifica | modifica wikitesto]

Nel Maggio 1995, per celebrare i 60 anni della Jaguar, venne annunciata la "Celebration model" (dal VIN 221855), equipaggiata con Aerosport diamantati, Jaguar leaper termoimpresso sugli appoggiatesta, sedili con piping in contrasto, volante in pelle e radica, pomello del cambio in radica e sfondo del cruscotto nero (non più in radica).

Jaguar XJS 4.0 Celebration

Ufficialmente a listino era presente solo la versione 4.0 Coupe e Convertibile, tuttavia "by order" era possibile ancora ordinare la motorizzazione V12 6.0. Tale versione veniva differenziata dal 4.0 montando cerchi diamantati a 20 razze, sfondo del cruscotto in radica, mancanza del Jaguar leaper termoimpresso sugli appoggiatesta, doppio inserto dorato nella radica dei listelli delle porte.

L'allestimento Celebration, nella varianti Coupe e Convertible (6341 esemplari 4.0 e 151 esemplari 6.0), è oggi il più ricercato dai collezionisti in quanto incarna l'estrema evoluzione del fascino e dell'eleganza della XJS.

La produzione della vettura cessò il 4 aprile del 1996 dopo aver prodotto 115,413 esemplari, 83,217 dei quali V12, 9,990 3.6, 21,702 4.0.

L'ultima 4.0 Convertibile e l'ultima V12 Coupe sono attualmente nel museo del Jaguar Heritage Trust.

XJRS[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 1988, una speciale XJR-S ad alte prestazioni della V12 da 5,3 litri fu prodotta da Jaguar Sport, una società separata di proprietà di Jaguar e TWR (50:50).

Questa auto montava un equipaggiamento particolare, ruote di lega speciali e miglioramenti alle sospensioni e allo sterzo.

Le prime 100 di queste auto sono state denominate "Celebration Le Mans" per commemorare la vittoria di Jaguar nel 1988 a Le Mans e vendute solo nel Regno Unito. Tra il 1988 e il 1989 sono state prodotte un totale di 326 XJR-S con il motore da 5,3 litri. Dopo il settembre 1989, è stato introdotto uno speciale motore da 6,0 litri con un sistema di gestione del motore Zytek, che ha avuto una velocità massima di 254 km7h. Questo era diverso dal motore standard da 6,0 litri usato nei successivi modelli XJS. La XJR-S è rimasta in linea fino al 1993; un totale di 787 coupé e 50 cabriolet furono costruite per il mercato mondiale. Negli Stati Uniti, per commemorare lo spettacolare lancio della XJ220 nel 1992, un numero limitato di 100 coupé e convertibili XJRS sono stati prodotti solo per il mercato americano. Questi hanno incluso 22 Coupé rosso segnale, 22 convertibili rosso segnale, 22 coupé Jet Black, 27 convertibili Jet Black, 2 coupé rosso Flamenco e 4 coupé e 1 convertibile Silver Frost affidate alla stampa.

Attività sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982, Tom Walkishaw propose al membro della Jaguar John Egan la possibilità di preparare una XJ-S al campionato ETCC. L'idea, in funzione di garantire una buona visibilità mediatica alla vettura, piacque e la TWR iniziò la progettazione. Fu scelto proprio questo modello in quanto permetteva di montare pneumatici molto larghi ed era dotata di sospensioni indipendenti. Il propulsore V12 è stato potenziato fino a 400 cv, sono stati aggiunti sistemi di sicurezza come i roll-bar e le sospensioni sono state abbassate ed irrigidite. Le gomme da competizione sono state fornite dalla Dunlop. La vettura venne messa in gara per la prima volta a Monza con la coppia Walkishaw-Nicholson. Una serie di problemi minarono le prestazioni della vettura, la quale, una volta risolti, fu in grado di vincere, dopo 5 ritiri, 3 delle 4 gare finali, sfiorando il titolo. Nel 1983 le cose andarono meglio, con ben cinque vittorie, ma non bastarono per battere i rivali della BMW. Nel 1984 vennero schierate tre vetture equipaggiate con un nuovo propulsore V12 Cosworth, e questa volta, con sette vittorie, il campionato fu garantito.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jaguar XJ-S TWR Gruppo A, su ultimatecarpage.com. URL consultato il 16 ottobre 2013.

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